Una poesia per Giulio di Malta, di Franco Pedatella

Riceviamo da Franco Pedatella un componimento a ricordo di Giulio di Malta.

Ppe Giuliu ‘e Mavuta.
(Ppe Giuliu Di Malta).


Jíe ppe lle vie parole a rruozzulare,
ca de l’anticu avissenu ‘u sapure
ed allu core sânu ben parrare
e ccose belle sânu ricordare;

ppe lle campagne ràdiche ‘e pittare
e ggrita ppe ffigure belle fare,
c’avissenu i culuri d’ ‘a natura
e all’uommini parrassenu intr’ ‘u core.

‘U riestu d’ ‘a jurnata po’ ‘u passave
a ccecaliare ccu ll’amici ‘e core;
e ppo’ passave all’arte d’ ‘u pitture:
culuri ccu ppinnielli sapíe usare.

Senza cravatta, ccu giacca e ccappottu
jíe. Curríe appríessu sempre a ‘nnu pallune
e ssempre rimaníe ‘nnu giuvenottu
e ffrisca manteníe chista passione..

Mo’ ‘u chjangenu i tifosi juventini
ch’illu teníe allegri e ccumbattivi,
pronti a zumpare quandu i bianconeri
‘n classifica d’ ‘e squatre erenu i primi.

Vulíe nun sulu vídere jocare,
ma puru ‘u pallune palleggiare
e ppo’ intr’ ‘a porta ‘u biellu gollu fare
dopu c’avíe aspettatu ‘u traversune.

Priestu ‘a matina ccu stivali e ccane,
fucile in spalla e ccartuccera chjina,
jíe, dopu ‘a sirata alla cantina
ccu ll’atri cacciaturi a ffare ‘u pianu

ppe lla battuta ‘e caccia d’ ‘a matina,
‘ndov’unu cc’ere i passi a ccumandare
c’avíe dde fare ‘a squatra a puntinu
ppe acielli e ppuorcuspini precurare.

‘Ntr’ ‘u core ‘a Tyllesium, dintra ‘a mente
‘a bella e ccara squatra d’ ‘u Cusenza
ch’ illu seguíe tifosu e dirigente
ccu acqua, sule, nive, friddu e bientu.

D’ ‘e cose antiche ere ‘nnammuratu:
dunare allu Comune ‘u castiellu
vulíe ppe ‘nn’ attu biellu ‘n core natu,
quandu ere io sindacu d’Ajìellu;

‘u sulu ‘mpegnu ca m’ha ddumandatu
ere ca rimanisse ‘nnu castiellu;
e cchista è lla risposta ch’io l’haju datu:
“A nnozze tu me fai ‘nu ‘mbitu biellu”.

C’è statu po’ legale ‘mpedimientu,
ppe cchistu ‘u fattu biellu ‘un s’è ccunchjusu,
ma l’attu generusu d’ ‘u momentu
m’ ‘u puortu dintra ‘u core scrittu e cchjusu.

L’aspette mmo’ l’amicu suo Toninu
Citrignu ppe pparrare ‘e pinnellate
e rriproporre llà ‘ndo’ ‘u cielu è ffinu
“Nuova Comunità” ppe lli Beati.

Mo’ sû ffermate ‘e manu e lle parole,
nun guardenu cchjú ll’ uocchji cielu e mmare,
ma ogne ppersuna ch’ ‘i racconti move,
ogne vallune d’ ‘e poesie e cchjanuoru

parre e nne cunte ‘a storia ca l’autore
l’ha mmisu ‘m bucca o ha ddatu ‘n cuorpu e fforma
e Giuliu torne a scrivere e a ppittare
dunandu a nnumi e a pposti vita curma.

Aiello Calabro, 1° gennaio 2022
Franco Pedatella

Biografia di Giulio di Malta

Giulio di Malta è nato ad Aiello Calabro il 22 Gennaio 1933 da Valerio, Ingegnere e da Trapuzzano Lina casalinga. E’ stato alunno delle elementari in Aiello fino al settembre 1942, quando, convittore interno, è stato iscritto alla quinta elementare del Nobile Convitto Mondragone di Frascati. Con i Gesuiti ha trascorso i primi due anni della scuola media, ritornando quindi a Cosenza dove ha frequentato il Liceo Scientifico” G Scorza” conseguendo la licenza liceale nel Luglio 1954. Iscritto alla Facoltà di ingegneria dell’Università di Napoli, frequenta i corsi fino al Settembre 1958 quando, per la morte prematura del padre, ha dovuto dedicarsi ad amministrare il consistente patrimonio agricolo di famiglia, consentendo al fratello Stanislao, di portare a termine i suoi studi di dottore in legge. Fin da piccolo, Giulio di Malta, ha avuto un occhio di riguardo per lo studio della lingua italiana, della storia dei popoli, del disegno, della pittura questo perché ha avuto la fortuna di aver avuto ottimi insegnanti nelle scuole superiori. Il professore Mario Dionesalvi per l’italiano, Spadafora per la storia e filosofia e Michele Berardelli per il Disegno, sono stati dei Maestri che hanno fatto amare le materie da loro insegnate. Nella seconda decade del Mese di maggio 1953, insieme al compagno di classe, Franco Fazzari, miglior alunno delle due sezioni A e B della quarta classe del Liceo Scientifico” G. Scorza” di Cosenza, viene premiato con la partecipazione ad un corso accelerato di studi aeronautici e di pilotaggio sui Macchi 305, indetto dal Ministero dell’Istruzione, per cinquanta alunni delle scuole superiori del Meridione, quale miglior alunno studioso della lingua italiana. Il Corso si è svolge a Roma alla struttura aeronautica di Centocelle guidato da un Maggiore dell’Aeronautica Militare, del quale non ricordo il nome, con la presenza assidua del recordman dell’epoca di “Paracadutismo Acrobatico Aeronautico” Capitano Cannarozzo. L’aver avuto il professor Dionesalvi, insegnante di italiano alla sezione B del quarto anno del Liceo Scientifico, è stata manna del cielo per Giulio di Malta, perché, leggendo le prime sue poesie, scritte negli anni cinquanta, guidate da “U Vecchiariellu,” anno 1951, l’insegnante, si è rende conto delle doti del suo alunno è lo consiglia e stimola a leggere qualche lavoro dei poeti in lingua dialettale delle passate generazioni, dai quali avrebbe certamente appreso cose interessanti e validissime, riguardanti le opere di calabresi che hanno meritato i riconoscimenti che hanno avuto in campo nazionale ed internazionali. Con la poesia “U Vecchiariellu”, Giulio, manifesta con chiarezza, sin da giovane, la sua appartenenza al Verismo che ha avuto in Verga il maggior esponente primordiale. Il Catanese, fondatore della corrente di pensiero, che è frutto prelibato del Meridione, salito sul treno in partenza da Catania, ha raggiunto i luoghi più impensati ed ancora oggi, alle soglie del duemila, è in viaggio tranquillo e spedito quanto mai. Dopo Verga, Giulio, ha scoperto, già studente all’Università di Napoli, Di Giacomo, i De Filippo e Gioacchino Belli e Trilussa. Di quest’ultimo, Giulio, ha letto tutto quello che ha trovato in giro ed assimilato, in tutte le sue sfaccettature, i contenuti del suo “mondo poetico”, innamorandosi, soprattutto, della favolistica del terribile uomo di Trastevere temuto, ma rispettato dai politici dell’epoca, per la sua penna tagliente come un rasoio. La lettura e lo studio, infine, di” Duonnu Pantu”, della Favolistica di” Butera” e di alcune delle poesie di “Ciardullo”, hanno indicato la via da percorrere per cercare e fornirsi di un mondo poetico tutto suo, inconfondibile, molto comprensibile. Giulio ha imboccata e percorso tale via, partendo dalla gavetta. Si è creato, così, un suo stile improntato per lo più sulla perfezione metrica e su un contenuto che deriva dal mondo reale, agricolo nel quale, per sua fortuna, ha vissuto. Questi’, che è privo di sfaccettature qualunquiste ed irreali, lo ha aiutato molto a salire le scale della conoscenza, principalmente, del mondo sociale che era agli albori in Italia. Nel 1959, causa grave lutto in famiglia, è costretto a improvvisarsi Imprenditore agricolo a titolo principale, dedicandosi a dirigere l’Azienda di famiglia, essendo impegnato col fratello, a non trascurare gli studi universitari. L’assottigliarsi, nel giro di un anno, delle entrate agricole, vitali per la sopravvivenza della famiglia trasferitasi nel Gennaio 1959 a Napoli ed il bassissimo quantitativo di olio ricavato, nella invernale campagna olearia successiva, impongono un’indagine accurata dell’accaduto. La causa viene subito individuata ed è palese perché la vegetazione delle piante è ottima. Lo scarso raccolto l’ha determinato la lontananza “dell’occhio del Padrone” e i due fratelli corrono subito ai ripari rientrando nell’Ottobre 1962 in Calabria. La Famiglia si trasferisce da Napoli alla natia Aiello e l’Artista, improvvisandosi imprenditore agricolo, si dedica a guidare la Grande Azienda Agricola di famiglia sita in territorio di Cleto. Grazie al suo curriculum universitario, per due anni fa l’insegnante di matematica alla prima scuola Media Unificata dell’Obbligo, che vuole essere ed è, una rivoluzione sociale di vastissima portata, il primo anno a Cleto, il secondo ad Aiello Centro. Da insegnante, ad Aiello, diventa amico fraterno di Francesco Tosti di Cingoli, Professore di disegno alla Scuola Media e da questi viene stimolato a coltivare oltre che le campagne calabresi, anche il sistema di tramandare ai posteri le bellezze ed i colori della punta dello Stivale, tentando di riportarle sulla tela, nel modo più veritiero possibile. E’ così che Giulio, a partire dal 1960 riinizia a dipingere su carta con tempera e acquerello scorci di vedute agricole, scorci cittadini, nature morte. Forte degli insegnamenti liceali del Professor Michele Berardelli, di cui è stato uno dei pochi pupilli, tanto da avere un voto altissimo di ammissione alla licenza liceale. Stimolato e spinto dei consigli dell’amico Francesco, Giulio inizia a praticare la Pittura e completa la triade di discipline amate e praticate nella sua vita; il calcio e l’atletica leggera in gioventù, il tifo per i colori rossoblù del Cosenza Calcio e della Juventus a livello nazionale. Nell’atletica leggera nel 1952 ha vinto gli ottanta metri di corsa veloce, nella rassegna annuale degli Istituti scolastici provinciali, con la casacca del “Liceo scientifico Scorza” di Cosenza, con un tempo eccezionale, per quegli anni 9,2 secondi, con equipaggiamento arrangiato e scarpette da tennis eguagliato, l’anno seguente, con la casacca del “Liceo Classico B Telesio” dal Fratello Stanislao. Amante del giuoco del calcio giocato, a partire dal 1945 ‘si innamora, grazie a Silvio Piola, che non milita più nella Lazio di Roma, del colore bianconero delle Zebre Iuventine di cui diventa grande tifoso anche se di seconda piazza. Lupi della Sila e Zebre Bianconere, ancora oggi fanno parte in egual misura del suo mondo fantastico che ogni uomo possiede nel suo inconscio e non lo baratta con nessun tesoro di questo Mondo. Con la pubblicazione di” Lupi Alé! E di Juventus 1914, volumetti in lingua dialettale aiellese, in cui, con schede tecniche dettagliate, immortalizza, con le dovute proporzioni, alcuni dei maggiori Calciatori che hanno indossato, nel corso degli anni, le due amate maglie. In gioventù, negli anni del Liceo, nel triennio 1951-1953, ha giocato a calcio nel settore giovanile di Cosenza, campionati Juniores militando, il primo anno, con il compaesano, Mario Naccarato ed un folto gruppo di ragazzi di Grimaldi, nella” Juventina Libertas” di Cosenza. Nei due anni seguenti nella Mitica” Politano” del Quartiere Rivocati, fondata, finanziata ed allenata dal prof. Lelio Monaco. Con la” Politano”, sempre militando nel settore giovanile, Giulio di Malta, giocando a centravanti o ad esterno sinistro, ha vinto, a livello provinciale, tutto ciò che c’era da vincere con il record di aver impattato una sola partita nel corso del campionato. Trascrivendo quella formazione tipo ed il nome di alcune riserve si vuole fare un omaggio ad un gruppo di giovani che, pur dotati di talento, non hanno avuto, dato i tempi e le possibilità riservate solo ai figli delle Regioni del Cento Nord della penisola. Infatti giovani calciatori calabresi e di Cosenza in particolare, hanno avuto la possibilità ed il privilegio di essere chiamati ad allenare la prima squadra della città, per tutto il corso dei due campionati di serie B disputati, un giovedì si ed uno no. Per questo motivo hanno giocato contro elementi che hanno militato in serie A come i vicentini Sergio Campana e Borgo, l’udinese portiere Dinelli, il Terzino Fontana, il Palermitano di Rogliano Pavesi. La formazione tipo della Politano dell’epoca, nella quale Giulio di Malta, diciottenne ed anche uno degli anziani ha militato, era composta da Giordano o Sorrentino in porta quindi Florio Gigino, Gagliardi Alberto e Crispo trio difensivo, De Rango e Pietro Florio, mediani, Coscarella mezzala di regia, Pellegrini I Fantasista, Briglio o Santangelo ala destra, di Malta o D’Angelo e Ricchio punte, Mario Canonaco e Gino Pagliuso Jolli, Pellegrini II e De Gaetano eventuali sostituti degli attaccanti. Per quanto riguarda il tifo calcistico, Giulio è stato esponente massimo per oltre dieci anni del “Tifo Organizzato Rossoblu”, facendo il Presidente, per oltre dieci anni ed il Vice Presidente per altri dieci, nel “Centro Coordinamento Club Rossoblu”, a cui erano affiliati, i trentacinque clubs del Cosenza Calcio della Provincia e i tre di fuori. Per quanto riguarda la Pittura, Giulio di Malta, ha tenuto la sua prima mostra nella Primavera de 1972 alla Galleria 98 di Cosenza, stimolato dal proprietario Vincenzo Morelli, ottenendo un grande successo di visitatori, che hanno acquistato tutte le opere che l’autore ha voluto vendere. Stimolato dal successo e consigliato dall’esperto gallerista, Giulio inizia il suo cammino di artista, frequentando le Gallerie della città ed in modo particolare la Galleria 98, covo e residenza di vecchi “Marpioni” e di Matricole vogliose di apprendere. A Partire dal 1972, Giulio di Malta conduce le sue battaglie su quattro fronti uno più bello dell’altro, uno più difficile dell’altro; per crescere i figli, fa l’Imprenditore Agricolo, per Hobby e soddisfazione professionale, il Grafico e Paesaggista, per vocazione il Poeta in Lingua italiana e Dialettale, trasferendo su pagina scritta l’idioma aiellese fin dal 1951 in Lingua dialettale Aiellese. Per questo motivo, Giulio è prima ricercatore, poi scrittore e cultore. Nella sua sessantennale peregrinazione con lavori in lingua aiellese si cimenta in tutti i campi dello scibile. Scrive poesie di tutti generi e strutture, poemetti, favole, pezzi di teatro, schede tecniche, di calciatori del Cosenza Calcio 1914 e della Iuventus di Torino, racconti in versi ed oltre cinquanta elegie in lingua volgare ed aiellese che il Comune Di Aiello Calabro ha voluto fossero raccolte in volume e pubblicate con il titolo” L’Antichi”. Nel decennio 1972=1982, ogni domenica, tempo permettendo, con il Gruppo 98 di Artisti Cosentini, partecipa dall’Aprile a fine Luglio ad estemporanee, con esposizione e vendita in piazza, in moltissime cittadine e paesi calabresi e conosce e fa amicizia con giovani artisti quali Sicilia, Coluccio, Bitonti, Negro, Vigna, Bria, Falivena, Marmugi, Filosa, Mario Mauro ed altri che onoreranno un’epoca irripetibile della Provincia. Dal 1980 al 1982, conduce settimanalmente la trasmissione in lingua dialettale calabrese “l’Altra Lingua u Calavrise un anno su Radio Lancillotto”, e due poi su Radio Queen con la collaborazione di Maria Chiappetta e Raffaele de Marco. Nel 1982, Giulio ha uno spazio televisivo su “Teleuno” e conduce con l’amico Arcuri sedici trasmissioni dal medesimo titolo “L’Altra lingua, U Calavrise”. Negli anni successivi fino al 1990 la trasmissione condotta su Radio Queen sarà effettuata in TV su Rete Alfa e per molti anni su Telespazio Calabria con la partecipazione e presentazione al pubblico Calabrese e parzialmente siciliano e pugliese. Vengono intervistati e presentati ai telespettatori i maggiori poeti viventi da Achille Curcio a Salvatore Filocamo, da Funari ad Alvaro, da Gaetano Coccimiglio a Polistena. Nel 1990, Giulio viene eletto Presidente del Centro Coordinamento Clubs del Cosenza Calcio 1914 e l’elezione comporta la fine delle trasmissioni televisive e parzialmente anche dell’attività artistica grandi opere. Dal 1990 al 96, Giulio, fa il Presidente del Tifo organizzato partecipando a manifestazioni, incontri, attività calcistiche inerenti e trasmissioni sportive su tutte le reti televisive specie su Telespazio Calabria dove settimanalmente è ospite dell’amico Riccardo Giacoia. Con Riccardo forma coppia agguerrita sempre pronta a difendere i colori rossoblu allora militanti i serie B. Nel periodo1991-1999 Giulio, oltretutto, tralascia di dipingere grandi quadri e si dedica anima e corpo alla realizzazione di miniature fino al formato cm 2×2, rappresentanti paesaggi e scorci calabresi di panorami, vie, palazzi su pietre di mare ed in seguito su piccole tavolette di legno d’ulivo o di pino canadese. Nello stesso periodo realizza, guasciandole con inchiostro di china o acquerello, grafiche artistiche di scorci di vie paesane o cittadine, panorami di antichi castelli, personaggi aiellesi e familiari. In questo periodo l’artista inizia il riordino di tutto ciò che ha scritto in prosa ed in versi, memorizzando il tutto su dischetti CD pronti ad essere dati alla stampa in qualunque momento. Il riordino fatto con una certa cura, porta alla pubblicazione del secondo volume delle poesie in lingua aiellese “Quatri d’Aiellu” casa editrice Pellegrini; “Nuozzuli” raccolta di liriche concernenti oggetti ritenuti erroneamente inutili ma di valore storico; “U Nocchieru” raccolta di liriche riguardanti la vita e l’operato di S.S. Papa Carol Wojtila dichiarato Santo dalla Chiesa Cattolica dopo pochi anni della sua morte e ritenuto da molti studiosi il Personaggio più importante del Ventesimo Secolo. Subito dopo viene dato alle stampe con tiratura di appena cinquanta copie, “Un Ve Spagnati” , volumetto di liriche dedicato a Papa Francesco I. La produzione artistico letteraria dell’Artista Giulio di Malta è foltissima ed è difficile quantificarla. Si tratta di un vastissimo numero di liriche, oltre cinquecento, tra cui ben settanta elegie per lo più in Lingua dialettale Aiellese, circa cinquanta favolette ed un centinaio di Racconti di vita vissuta nel Circondario di Aiello, Cleto, Gizzeria, Amantea, nella seconda metà del ventesimo secolo. A titolo informativo esso elenco è composto dai volumi: Quatri D’Aiellu primo volume, Quatri D’Aiellu secondo volume, Nuozzuli, LupiAle!, “UNocchieru, “Un Ve Spagnati”. I “Racconti del Frantoio”, “L’Antichi”, “C’ere nna vota Aiellu”, “Liberazione di Gizzeria”, “Na vota… Jazzaria”. Un volumetto di liriche sul calcio “Lupi Ale!” che risultano essere schede tecniche in lingua aiellese di tutti i calciatori e dirigenti del Cosenza Calcio 1914 guidata da Bruno Giorgi. Questa grande squadra, è quella che, solamente una serie di gravi errori arbitrali del sig. Rosario lo Bello, nell’ultima partita svoltasi a Cosenza con l’Udinese, non ha fatto salire in serie A, facendo terminare la partita zero a zero, risultato favorevole ai Friulani. Quindi “Quattro Stelle Juventus”, volume in ldioma aiellese che in effetti è, a sua volta, una raccolta di schede tecniche che più o meno vorrebbero descrivere personalità e immagine fisica di una cinquantina di calciatori che negli ultimi sessant’anni, hanno rivestito la mitica casacca bianconera; “I Racconti del Frantoio,” raccolta di dodici racconti di vita vissuta dall’autore durante gli anni cinquanta sessanta, svolgendo l’attività di imprenditore Agricolo e gestendo, oltretutto, il Frantoio aziendale abilitato legalmente a lavorare anche per Conto terzi; “L’Eroica Balilla di casa Trapuzzano”, dedicato al nonno materno Tito che, nella prima decade del Settembre 1943, con grande coraggio ha affrontato, con la vecchia Balilla di famiglia, il pericolosissimo viaggio di andata e ritorno Gizzeria, provincia di Catanzaro Frascati per riportare a casa il nipote Giulio di Malta bloccato dagli eventi bellici dell’epoca nel Nobile Convitto “Mondragone” di Frascati ospite dei Gesuiti. Dal Gennaio 2000 all’Aprile 2012 Giulio risiede a Roma a causa di una gravissima malattia che, nel 1999, ha colpito la moglie e rientra a Cosenza nel Giugno 2012 ove attualmente risiede abitando in via Pasquale Rossi n 49. “Per meriti artistici”, Giulio è stato chiamato a far parte dell’Accademia Cosentina “G Parrasio”.