“La parola agli insegnanti”, un progetto sulla esperienza del Covid-19 nelle scuole

L’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università degli Studi di Siena e l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri sono i promotori del progetto “La parola agli insegnanti” che ha l’obiettivo di raccogliere, custodire e valorizzare le esperienze di maestre, maestri, docenti di ogni ordine durante i mesi gravati dal Covid-19. Le e i docenti sono invitati a scrivere il proprio diario della pandemia, offrendo la possibilità di fissare su carta le loro esperienze e di renderle fruibili, ciò che costituirà base per una riflessione di carattere generale sul mondo della scuola. La scadenza per la consegna degli elaborati è stata fissata al 20 aprile 2022.

Travolta in maniera del tutto inaspettata dalla pandemia, la scuola ha subito in brevissimo tempo una profonda trasformazione, con una revisione radicale dei metodi di insegnamento che, bisogna riconoscere, è stata affrontata dagli operatori scolastici nella generalità dei casi con buon senso di responsabilità. La DAD, che sino ai primi mesi del 2020 costituiva una modalità di insegnamento limitata a contesti molto ristretti e particolari, ha rappresentato una vera e propria svolta professionale: gli insegnanti hanno dovuto rimodulare il bagaglio delle loro competenze, sicuramente arricchirlo di nuove funzionalità tecniche e, soprattutto, hanno dovuto impostare su nuove basi il loro rapporto con gli studenti. Il passaggio ad una dimensione “a distanza” ha messo in crisi uno dei canoni fondamentali della scuola, intesa come “comunità fisica”, lasciando inevitabilmente il segno in chi vi opera. Una sfida alle tradizionali capacità didattiche, ma anche una vera e propria nuova pagina di vita per gli insegnanti, almeno per coloro che affrontano il loro impegno quotidiano con dedizione e passione.

Il progetto, ideato e coordinato dalla prof.a Patrizia Gabrielli del Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena, prevede la custodia e la valorizzazione di tutti gli scritti pervenuti presso l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, istituzione che si caratterizza per la raccolta e archiviazione di scritture diversificate. L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, da sempre impegnato con il mondo della scuola, costituisce un valido partner per l’iniziativa.

Informazioni su modalità di partecipazione e modulistica su: https://www.dispi.unisi.it/it/ricerca/la-parola-agli-insegnanti-esperienze-di-dad-al-tempo-della-pandemia-covid19

Online la Rivista di Storia del 900 (1-2021)

Online il primo numero del 2021 della Rivista calabrese di storia del ”900, diretta da Vittorio Cappelli. (Fonte sito ICSAIC)

A seguire, l’indice e relativi link.

Centenario del PCI. L’ICSAIC ricorda la fondazione del partito con un convegno nazionale

Rilanciamo dal sito dell’ICSAIC

In occasione dei cento anni della fondazione del Partito Comunista d’Italia, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea organizza il convegno nazionale dal titolo Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno. L’evento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’UniCal, si terrà nelle giornate del 24 e 25 novembre 2021 presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” dell’Università della Calabria e verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e rilanciato sui canali social dell’ICSAIC.

Online l’ultimo numero della Rivista di Storia del 900 (1-2 del 2020) diretta da Giuseppe Masi. In distribuzione anche la nuova edizione cartacea, diretta da Vittorio Cappelli, presentata nei giorni scorsi alla Casa editrice Pellegrini

Fonte ICSAIC QUI e QUI

Pillole di storia locale. Il disastro aereo avvenuto ad Ajello il 10 febbraio 1940. Tra i dieci morti, il Sen. Alfredo Dentice

Ritaglio de Il Popolo d’Italia 13 febbraio 1940

SUL DISASTRO AEREO AVVENUTO AD AJELLO CALABRO
di Ferruccio Policicchio*

Nel pomeriggio del 10 febbraio 1940, due contadini del posto, all’avv. Gaetano Solimena, Podestà di Ajello Calabro, diedero la notizia che intorno alle ore 15:00, un velivolo precipitò in tenimento di Aiello C., nel bosco Faeto, località impervia a circa otto chilometri dal centro. Nulla seppero dire di più preciso. Causa probabile del disastro fu una violenta bufera. I soccorsi, unitamente alle autorità locali ed ai RR. CC. giunsero immediatamente sul posto, ma le ricerche dovettero subito sospendersi oltre che a causa dell’imperversare della bufera anche per l’arrivo della notte. Mentre il Podestà dispose che il posto telefonico rimanesse aperto fino a nuova disposizione, aereo e salme furono piantonate e le ricerche ripresero con le prime luci del giorno. 
L’apparecchio apparteneva alla compagnia “Ala Littoria”, partito da Rodi con destinazione Roma. I morti furono dieci, dieci cadaveri carbonizzati ed identificati, chi mediante conoscenza personale da parte di agenti della stessa compagnia e chi mediante i documenti personali. Essi erano: 

  • Conte Alfredo Dentice di Frassa, di anni 67, senatore del regno;
  • Negri Angelo fu Giuseppe, comandante dell’apparecchio, nato a Milano il 10.11.1890;
  • Montello Gaetano di Antonio, nato a Roma il 10.4.1915, secondo pilota;
  • Zoin Dino fu Achille, nato ad Alessandria il 22.5.1906, marconista;
  • Clerici Pietro di Giuseppe, nato a Lomazzo (?) il 2.11.1905, motorista;
  • Avon Guido di Vittorio, nato a Sequals (?) il 27.11.1905, barista di bordo;
  • Comm. Rag. Aleozer Eduardo fu Antonio, nato a Palermo il 31.7.1894, della compagnia Ala Littoria;
  • Valassiadis Basile fu Costantino, nato a Costantinopoli il 22.6.1907, secondo pilota aggiunto;
  • Zacchetti Guido fu Leopoldo di anni 41 nato a Valenza, capitano di fregata, sotto capo pilota;
  • Casazza Girolamo della 162ª squadriglia di Rodi (non meglio identificato).

Nel luogo del disastro giunsero i parenti dell’ammiraglio Dentice. 
Giorno 12 febbraio arrivarono a Santa Eufemia in treno, per proseguire in automobile per Ajello, il consigliere nazionale Plingher, presidente dell’Ala Littoria.
Il presidente del senato telegrafò al Prefetto chiedendo, qual ora i funerali avessero avuto forma ufficiale, d’invitare i senatori calabresi ad intervenire in rappresentanza del Senato. In loro assenza delegò il Prefetto.
Le bare, tutte ben composte, furono ospitate nel locale del fascio. I funerali ebbero luogo il 13 febbraio alle ore 10:00 e, dopo il sacro rito, le Salme furono traslate nel locale cimitero per farle poi proseguire, il giorno dopo, verso i differenti luoghi di destinazione.
Il seguente 20 febbraio, il Prefetto, al Podestà, scriveva il seguente: «Esprimo il mio vivo e particolare ringraziamento a Voi e a quanti altri hanno con Voi collaborato nell’opera mirabilmente svolta, con spiccato sentimento di solidarietà umana, in occasione della luttuosa circostanza verificatasi nel territorio di cotesto Comune per la caduta dell’apparecchio dell’Ala Littoria.»

*Storico della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dell’ICSAIC.

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Nota archivistica:

  • Archivio di Stato Cosenza, Prefettura – Gabinetto – Macero, b. 184, f. 41.

Vedasi anche: