Aiello Calabro, Comunali 2022. I video degli incontri delle tre liste e i programmi elettorali

Per comodità nostra e dei navilettori, vi proponiamo di seguito i link dei video della campagna elettorale andati in diretta su Facebook, relativi alle tre liste in corsa per l'elezione di Sindaco e Consiglio Comunale di Aiello Calabro. 
L'elenco è in continuo aggiornamento (11.6.2022).
Buona visione

Vedi post precedente su composizione liste
Video primo appuntamento
- Lista Futuro Aiello - Candidata a Sindaco Fenice Bossio 24 maggio 2022 (video 2)
- Lista Uniti per Aiello - Candidato a Sindaco Luca Lepore 30 maggio 2022
- Lista Di.Li.On - Candidato a Sindaco Antonio Caputo 2 giugno 2022 (video 2)

Video secondo appuntamento
- Lista Futuro Aiello - Candidata a Sindaco Fenice Bossio 5 giugno 2022
- Lista Di.Li.On - Candidato a Sindaco Antonio Caputo 6 giugno 2022
- Lista Uniti per Aiello - Candidato a Sindaco Luca Lepore 7 giugno 2022

Video terzo appuntamento
-  Lista Di.Li.On - Candidato a Sindaco Antonio Caputo - 8 giugno 2022 ore 19 (video 1 - video 2)

Video quarto appuntamento
-  Lista Di.Li.On - Candidato a Sindaco Antonio Caputo - in programma 9 giugno 2022 ore 19

Chiusura Campagna elettorale
- Venerdì 10 giugno 2022 - lista Uniti per Aiello (Piazza Municipio)
- Venerdì 10 giugno 2022 - Lista Aiello Futura (Piazza S. Maria)
Programmi elettorali

Lista 1 Di.Li.On
Lista 2 Uniti per Aiello
Lista 3 Futuro Aiello
Link alle Pagine Facebook delle liste

Lista 1 Di.Li.On
Lista 2 Uniti per Aiello
Lista 3 Futuro Aiello

Aiello Calabro, Comunali 2022. Tre liste per le elezioni del Sindaco del 12 giugno

Ecco i candidati a Sindaco, le denominazioni delle liste e gli aspiranti consiglieri. In attesa di leggere i programmi, facciamo un In bocca al lupo a tutti.

Continua a leggere Aiello Calabro, Comunali 2022. Tre liste per le elezioni del Sindaco del 12 giugno

Storia locale. L'influenza Spagnola ad Aiello Calabro nel 1918

La situazione pandemica attuale dovuta al coronavirus, che sta interessando anche l’Italia, in maniera più grave di quanto ci si aspettasse, somiglia molto ad un’altra pandemia – la Spagnola – che un secolo fa, sul finire della Prima Guerra Mondiale, tra il 1917 ed il 1920*, cagionò decine di milioni di morti in tutto il mondo ed in Italia circa 600 mila.
Su questo aspetto, da tempo, avremmo voluto fare una ricerca per sapere cosa successe ad Aiello, quanti furono i morti; come si affrontò la malattia. Bisognerà per questo cercare documentazione dell’epoca.
Nel frattempo, però, grazie alla signora Maria Luisa Cicero che ci ha fornito dei ritagli di giornale, apprendiamo che le vittime Aiellesi per il morbo furono circa un centinaio.
Abbiamo trascritto uno degli articoli di Cronaca di Calabria del 3 novembre 1918, che fotografa abbastanza chiaramente la situazione e ve lo proponiamo.
Buona lettura.
 
 
Situazione Sanitaria grave
(x.y.) – La pandemia d’influenza, apparsa qui, in forma vaga e lieve, negli ultimi di settembre, si è andata man mano accentuando e aggravando.
Nel primo periodo, quando forse era possibile infrenare e debellare il morbo, di botto si restò senza medico e senza ufficiale sanitario e non fu eseguita disinfezione alcuna. Quando arrivò il dott. Luigi Florio d’Amantea, che moltiplicò le sue cento virtù di mente e di cuore, il morbo avea già assunto proporzioni serie e si andava generalizzando. Molti infermi l’egregio Sanitario di Amantea ebbe a strappare alla morte. Quindi venne il sottotenente medico dott. Pasquale Pignataro, nostro conterraneo anche lui giovane valoroso instancabile, dall’animo trasparente al più sconfinato altruismo. È sempre su e giù in giro per l’abitato, per le frazioni; corre per le campagne, visita dì e notte gl’infermi, che superano i duemila. Molti sono stati da lui salvati. Molti nondimeno i decessi**, moltissimi i moribondi. Occorre un altro Sanitario data l’estensione del territorio. Occorrono aiuti adeguati. C’è famiglie intere colpite e languenti, prive di qualsiasi soccorso.
Urge l’invio di un plotone di soldati per far le veci della gente laboriosa, volenterosa, e pietosa, che manca, urge una squadra di disinfezione, urgono medicinali.
Il Comitato locale di salute pubblica, fa del suo meglio, ma fa ben poco, sprovvisto com’è di mezzi adeguati.
Si è avuto un po’ di medicinali dalla Croce Rossa d’America; qualche cassetta di latte condensato dal chiaro Comm. Berardelli e dall’illustre Prefetto e lire trecento, per gli ammalati poveri, dal Comitato Sanitario provinciale.
Il Sindaco Cav. Attilio Solimena ed il presidente della Congregazione di carità, Cav. Luigi Malta, fra le molte cose utili che fanno pensano di istituire una cucina economica pei poveri.
Il presidente del Comitato Sanitario, avv. Cav. Giovanni Solimena, incurante dei pericoli, per sé e e per la numerosa famiglia, ha aperto si può dire la sua casa a tutti: in sua casa si prepara e si distribuisce il latte, il chinino, la tintura di jodio, i sussidi pei poveri.
L’egregio uomo, nella qualità di commissario intercomunale per l’assistenza civile e la propaganda interna, è l’attività e la fattività fatte persone: scrive, telegrafa, provvede, dispone, chiede, prega, ottiene. Molto fa; ma non può però fare quanto la gravissima situazione richiede. Lo stesso cav. Avv. Nicola Viola deputato provinciale, in Cosenza, moltiplica il suo buon volere e le sue molte energie a profitto del suo paese natio; le autorità provinciali lo ascoltano e ne esaudiscono le preci; ma ripeto, occorrono provvidenze energiche adeguate e pronte; ché Aiello corre un’assai funesto autunno.
Chi sa dove andremo a finire…
 
*Il virus si diffuse in tre diverse ondate: primavera 1918, autunno 1918 e gennaio 1919. 
** Nel numero 92 di Cronaca di Calabria del 21 novembre 1918, si accenna a circa cento persone decedute sino a quel momento.
 
 

Pillole di storia locale. Il disastro aereo avvenuto ad Ajello il 10 febbraio 1940. Tra i dieci morti, il Sen. Alfredo Dentice

Ritaglio de Il Popolo d’Italia 13 febbraio 1940

SUL DISASTRO AEREO AVVENUTO AD AJELLO CALABRO
di Ferruccio Policicchio*

Nel pomeriggio del 10 febbraio 1940, due contadini del posto, all’avv. Gaetano Solimena, Podestà di Ajello Calabro, diedero la notizia che intorno alle ore 15:00, un velivolo precipitò in tenimento di Aiello C., nel bosco Faeto, località impervia a circa otto chilometri dal centro. Nulla seppero dire di più preciso. Causa probabile del disastro fu una violenta bufera. I soccorsi, unitamente alle autorità locali ed ai RR. CC. giunsero immediatamente sul posto, ma le ricerche dovettero subito sospendersi oltre che a causa dell’imperversare della bufera anche per l’arrivo della notte. Mentre il Podestà dispose che il posto telefonico rimanesse aperto fino a nuova disposizione, aereo e salme furono piantonate e le ricerche ripresero con le prime luci del giorno. 
L’apparecchio apparteneva alla compagnia “Ala Littoria”, partito da Rodi con destinazione Roma. I morti furono dieci, dieci cadaveri carbonizzati ed identificati, chi mediante conoscenza personale da parte di agenti della stessa compagnia e chi mediante i documenti personali. Essi erano: 

  • Conte Alfredo Dentice di Frassa, di anni 67, senatore del regno;
  • Negri Angelo fu Giuseppe, comandante dell’apparecchio, nato a Milano il 10.11.1890;
  • Montello Gaetano di Antonio, nato a Roma il 10.4.1915, secondo pilota;
  • Zoin Dino fu Achille, nato ad Alessandria il 22.5.1906, marconista;
  • Clerici Pietro di Giuseppe, nato a Lomazzo (?) il 2.11.1905, motorista;
  • Avon Guido di Vittorio, nato a Sequals (?) il 27.11.1905, barista di bordo;
  • Comm. Rag. Aleozer Eduardo fu Antonio, nato a Palermo il 31.7.1894, della compagnia Ala Littoria;
  • Valassiadis Basile fu Costantino, nato a Costantinopoli il 22.6.1907, secondo pilota aggiunto;
  • Zacchetti Guido fu Leopoldo di anni 41 nato a Valenza, capitano di fregata, sotto capo pilota;
  • Casazza Girolamo della 162ª squadriglia di Rodi (non meglio identificato).

Nel luogo del disastro giunsero i parenti dell’ammiraglio Dentice. 
Giorno 12 febbraio arrivarono a Santa Eufemia in treno, per proseguire in automobile per Ajello, il consigliere nazionale Plingher, presidente dell’Ala Littoria.
Il presidente del senato telegrafò al Prefetto chiedendo, qual ora i funerali avessero avuto forma ufficiale, d’invitare i senatori calabresi ad intervenire in rappresentanza del Senato. In loro assenza delegò il Prefetto.
Le bare, tutte ben composte, furono ospitate nel locale del fascio. I funerali ebbero luogo il 13 febbraio alle ore 10:00 e, dopo il sacro rito, le Salme furono traslate nel locale cimitero per farle poi proseguire, il giorno dopo, verso i differenti luoghi di destinazione.
Il seguente 20 febbraio, il Prefetto, al Podestà, scriveva il seguente: «Esprimo il mio vivo e particolare ringraziamento a Voi e a quanti altri hanno con Voi collaborato nell’opera mirabilmente svolta, con spiccato sentimento di solidarietà umana, in occasione della luttuosa circostanza verificatasi nel territorio di cotesto Comune per la caduta dell’apparecchio dell’Ala Littoria.»

*Storico della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dell’ICSAIC.

___
Nota archivistica:

  • Archivio di Stato Cosenza, Prefettura – Gabinetto – Macero, b. 184, f. 41.

Vedasi anche: