Biella ospita l’Assembea nazionale dei delegati 2023 del CAI

Sabato 20 e domenica 21 maggio circa 600 Delegati interverranno nella città che diede i natali al fondatore del Cai Quintino Sella. All’ordine del giorno l’elezione di un Vicepresidente generale e la premiazione dei vincitori del concorso fotografico “Le donne muovono le montagne” e del Riconoscimento Paolo Consiglio. Porterà il proprio saluto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Milano, 15 maggio 2023
Si svolgerà a Biella sabato 20 e domenica 21 maggio nella cornice di “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto”, l’Assemblea nazionale dei Delegati 2023 del Club alpino italiano.
I lavori della mattina di sabato (inizio ore 9) prevedono l’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che porterà il proprio saluto ai circa 600 Delegati previsti.

Elezione di un Vicepresidente generale
All’ordine del giorno dell’assemblea l’elezione di uno dei tre Vicepresidenti generali che compongono il Comitato direttivo centrale. Il Vicepresidente Giacomo Benedetti (iscritto alla Sezione Uget Val Pellice) è in scadenza di mandato ed è rieleggibile per il prossimo triennio. Oltre a lui, sono candidati Angelo Ennio De Simoi (iscritto alla Sezione di Feltre) e Carlo Alberto Garzonio (iscritto alla Sezione di Firenze).

Sguardo rivolto al futuro
I lavori toccheranno tutti i progetti e le tematiche che vedono impegnato il Club alpino italiano in questo particolare momento storico, tra crisi climatica, rilancio dell’alpinismo, coinvolgimento dei giovani nella governance dell’associazione, rifugi e rete sentieristica.
«Biella è la città natale di Quintino Sella, che quasi 160 anni fa, il 23 ottobre1863, fondò il nostro Club», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «Avremo quindi modo di immergerci nella nostra storia e nei nostri valori fondanti, con lo sguardo però rivolto al futuro. Sono tante le questioni sulle quali il Cai intende impegnarsi e dare il proprio contributo, per rendere da un lato la propria proposta sempre più attuale e attrattiva, dall’altro per posizionarsi come valido interlocutore della politica e della società civile, promuovendo una nuova etica della frequentazione della montagna e mostrando la direzione da seguire per lo sviluppo turistico sostenibile delle Terre alte».

Premiazioni e onorificenze
Nel corso dell’assemblea saranno premiati i vincitori della prima edizione del concorso fotografico “Le donne muovono le montagne”, dedicato al ruolo delle donne nello sviluppo delle comunità montane e nella tutela delle risorse naturali, e dell’edizione 2023 del Riconoscimento alpinistico “Paolo Consiglio”, rivolto a spedizioni di carattere esplorativo o di elevato contenuto tecnico, organizzate da piccoli gruppi di alpinisti a prevalente composizione giovanile nell’anno precedente.

I Delegati saranno poi chiamati a votare la proposta di nomina a Socio onorario di Pierluigi Airoldi e di Gabriele Arrigoni.

L’Assemblea dei Delegati 2023 è organizzata dalla Sezione di Biella, che quest’anno celebra il 150esimo anniversario della fondazione. Per onorare la ricorrenza, la Sezione ha programmato un “Fuori Assemblea”, denominato “La montagna entra in città. La città inventa la montagna”, aperto all’intera cittadinanza: il calendario di eventi, che si terranno da venerdì 19 a domenica 21 maggio, trasformeranno Piazza Duomo in una vera “cittadella della montagna”.

Il programma di “La montagna entra in città. La città inventa la montagna” è disponibile sul sito cai.it

Progetto 2000 al Salone del Libro di Torino

Da giovedì 18 maggio a lunedì 22 maggio 2023 nello stand della regione Calabria – Padiglione Oval – W174 – X173 Editoriale Progetto 2000 sarà presente con i suoi libri e due proposte.

Ogni anno il titolo del Salone del libro di Torino, ci interroga su quali testi portare all’attenzione dei lettori che visitano lo stand della Regione Calabria. E annualmente cerchiamo di essere in linea con quanto gli organizzatori torinesi propongono. Per i 35 anni del Salone, è stato scelto Attraverso lo specchio, per capire l’appena ieri e trovare nuove modalità per incamminarsi verso il futuro.

La scelta operata dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza, è stata quasi obbligata, ricordare quello che 80 anni fa i nostri padri hanno vissuto sulla loro pelle: la guerra, l’odio, l’internamento e i bombardamenti. 

Editoriale Progetto 2000 sarà a Torino con due proposte davvero significative: l’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale Nina. Guten Morgen Ferramonti, liberamente tratto dal libro di Nina Weskler, Con la gente di Ferramonti. Mille giorni di una giovane ebrea in un campo di concentramento e poi il saggio reportage di Roberta Fortino, 1943 Cosenza bombardata …e la morte attivò dal cielo, sui bombardamenti che hanno interessato la città di Cosenza nella primavera-estate del 1943. Non dimenticare il nostro appena ieri è un imperativo.

Nina. Guten Morgen Ferramonti Spettacolo teatrale con l’attrice Lara Chiellino e la regia di Dora Ricca Sabato 20 maggio 2023 – ore 20,00 – in anteprima nazionale

L’adattamento teatrale, come il racconto da cui è tratto, si sviluppa su un lungo periodo. Nina Weksler scrive durante la prigionia e dopo la liberazione testimoniando con generosità di questo periodo della propria vita. Nina nel 1941 a Milano, fu arrestata dalla polizia fascista e destinata al campo di concentramento più grande d’Italia: Ferramonti di Tarsia. Nel passaggio dal racconto scritto alla scena, i molti dettagli della storia si trasformano in emozioni, sguardi, parole, gesti e azioni dell’unica attrice in scena che ci lascia vedere e intravedere, una moltitudine umana dei tanti internati, portatori di costumi, lingue, culture e professioni diverse.  Questo mondo ebraico disperso da secoli di storia europea, per un progetto infame della storia recente, si è visto ricongiungersi in questo sperduto lembo di terra di Calabria. Accanto a questi ritratti si descrivono con poesia e malinconia il rapporto con il territorio, sia paesaggistico che culturale, in un’esperienza unica, e indimenticabile per gli oltre 2.000 internati, che si sono salvati grazie a questo internamento così geograficamente lontano dai campi nazisti di sterminio, come: Dachau, Auschwitz, Berghen-Belsen, Buchenwald.

«…nessuno ci maltrattava, al contrario. Gli italiani nemici o non, sono sempre umani. Si chiamava sì, campo di concentramento, era circondato da filo spinato, ma solo dopo molti anni dovevo sapere, capire esattamente che cosa fosse questo Ferramonti, è vero eravamo prigionieri, privati della nostra libertà e la prigionia non è facile, e nemmeno la vita collettiva forzata. Ma non soltanto nessuno veniva ucciso, qui, come succedeva nei campi di concentramento dei nazisti, …nessun sadismo, nessun odio, nessuna crudeltà imperavano qui». 

1943 COSENZA BOMBARDATA…e la morte arrivò dal cielo
saggio-reportage di Roberta Fortino
Domenica 21 maggio 2023 – ore 15,45 

Nella storia recente di Cosenza, non c’è data come quella di lunedì 12 aprile 1943 che possa raccontare un episodio più drammatico; nessun cosentino avrebbe mai pensato che in un giorno di primavera dal cielo piovessero bombe e morte. Nessuno fu risparmiato, dai più piccoli agli anziani, ai negozianti, agli artigiani a quelli che lavorando alle ferrovie, erano tutti intenti a trasportare le persone dalla città capoluogo ai vari paesi che fanno da corona a Cosenza. Per i cosentini in quell’estate 1943 allontanarsi dalla città fu l’unica via di scampo, cercando un rifugio nei paesi circostanti, tra parenti e amici. Le bombe e la morte fecero scappare tutti; anche gli oggetti più sacri e venerati presero la via di un rifugio sicuro: la venerata icona della Madonna del Pilerio fu portata a Pietrafitta dai frati minori e il miracoloso Crocifisso della Riforma fu messo in salvo dall’incendio che distrusse quasi tutto della chiesa e del convento dei cappuccini, portato a piedi e in spalla da padre Daniele Gil, nel santuario della Madonna della catena a Laurignano. Anche la preziosa Stauroteca fu messa in salvo e, per paura delle distruzioni e delle ruberie, di nascosto fu portata a Roma e custodita nei Musei Vaticani.

L’autrice di questo volume, da bambina, trovò nei pressi della sua abitazione a Donnici, un proiettile inesploso con cui si mise a giocherellare e solo l’intervento di uno zio che le tolse di mano l’ordigno e la pietra con cui stava cercando di aprirlo, ha evitato il peggio. Le bombe lanciate e non esplose, degradano molto lentamente, rimanendo attive per decenni; purtroppo continuiamo a convivere con un passato, a volte tragicamente presente, una vera discarica bellica sotto i nostri piedi: vengono rinvenuti ogni anno 50 mila ordigni inesplosi. Dovremmo far nostro il preambolo dello Statuto dell’Onu che recita: «Salvare le future generazioni dal flagello della guerra».