Un ricordo in poesia di Oreste Signorelli

Da Franco Pedatella, riceviamo e postiamo.

Per il professore Oreste Signorelli.

Onora, Amantea, i figli tuoi,
specie se meritevoli di affetto
perché hanno dato lustro agli anni tuoi
ed han guidato i giovani e corretto!

Tra lor c’è anche Oreste Signorelli,
di tanti alunni guida e professore,
venuti al Liceo da giovincelli
e di saper poi ricchi in mente e in cuore.

Or li ha lasciati col dolore in cuore,
ché ascendere su in ciel fu il suo destino,
ma intorno sparge ancor sapere e amore,

giovialità per chi gli fu vicino,
mentre il sorriso il labbro ancor gli move
e avvinti l’amicizia a lui ci tiene.

Amantea, 1° febbraio 2022
Franco Pedatella

Per Claruzzo Segreti che ha chiuso l’edicola

Da Franco Pedatella riceviamo e postiamo.

Per Claruzzo Segreti che ha chiuso l’edicola.

Torno da Roma e trovo la notizia:
Claruzzo i giornali piú non vende.
Mi toglie questo annuncio ogni delizia
e tristi il guardo, il cuor, la mente rende.

D’incontro e scontro, ma ritrovo grato
era il negozio, di vie e idee incrocio.
Di salde idee Claruzzo sempre armato
la guerra combattea con buon approccio

di modi a volte duri ma affettuosi,
e sempre con gentile piglio amico,
quai son talora i torbidi marosi
che a riva impulso cessano nemico.

Accanto avéa la dolce e cara sposa,
Maria, che con modi assai garbati
sapéa far sí ch’ei giusta avesse posa
nel sostenere i duoi princípi amati.

I due fratelli stavangli vicino:
Franco, di note musicali autore,
e l’altro, lo storiografo Cenzino.
L’edicola era al centro d’attenzione.

La foga or viene meno del guerriero
e tace quella voce penetrante.
Tutta Amantea se n’ duole e il circondario,
perch’ella di passione luogo ardente

era civil, politica e morale.
Vi s’incontravan viri di pensiero,
che disponean dibattito leale
sí che ciascun dell’altro andava fiero,

e tanti poi comuni cittadini,
lavoratori ansiosi di sapere
ogni mattina a lor quali destini
voleva riservar chi avéa il potere;

e ad esser s’apprestavan sempre pronti
al giorno della lotta e alla riscossa,
allór che i comunisti dirigenti
per lor suonato avrian “Bandiera rossa”.

Aiello Calabro, 15 gennaio 2022
Franco Pedatella

Una poesia per Giulio di Malta, di Franco Pedatella

Riceviamo da Franco Pedatella un componimento a ricordo di Giulio di Malta.

Ppe Giuliu ‘e Mavuta.
(Ppe Giuliu Di Malta).


Jíe ppe lle vie parole a rruozzulare,
ca de l’anticu avissenu ‘u sapure
ed allu core sânu ben parrare
e ccose belle sânu ricordare;

ppe lle campagne ràdiche ‘e pittare
e ggrita ppe ffigure belle fare,
c’avissenu i culuri d’ ‘a natura
e all’uommini parrassenu intr’ ‘u core.

‘U riestu d’ ‘a jurnata po’ ‘u passave
a ccecaliare ccu ll’amici ‘e core;
e ppo’ passave all’arte d’ ‘u pitture:
culuri ccu ppinnielli sapíe usare.

Senza cravatta, ccu giacca e ccappottu
jíe. Curríe appríessu sempre a ‘nnu pallune
e ssempre rimaníe ‘nnu giuvenottu
e ffrisca manteníe chista passione..

Mo’ ‘u chjangenu i tifosi juventini
ch’illu teníe allegri e ccumbattivi,
pronti a zumpare quandu i bianconeri
‘n classifica d’ ‘e squatre erenu i primi.

Vulíe nun sulu vídere jocare,
ma puru ‘u pallune palleggiare
e ppo’ intr’ ‘a porta ‘u biellu gollu fare
dopu c’avíe aspettatu ‘u traversune.

Priestu ‘a matina ccu stivali e ccane,
fucile in spalla e ccartuccera chjina,
jíe, dopu ‘a sirata alla cantina
ccu ll’atri cacciaturi a ffare ‘u pianu

ppe lla battuta ‘e caccia d’ ‘a matina,
‘ndov’unu cc’ere i passi a ccumandare
c’avíe dde fare ‘a squatra a puntinu
ppe acielli e ppuorcuspini precurare.

‘Ntr’ ‘u core ‘a Tyllesium, dintra ‘a mente
‘a bella e ccara squatra d’ ‘u Cusenza
ch’ illu seguíe tifosu e dirigente
ccu acqua, sule, nive, friddu e bientu.

D’ ‘e cose antiche ere ‘nnammuratu:
dunare allu Comune ‘u castiellu
vulíe ppe ‘nn’ attu biellu ‘n core natu,
quandu ere io sindacu d’Ajìellu;

‘u sulu ‘mpegnu ca m’ha ddumandatu
ere ca rimanisse ‘nnu castiellu;
e cchista è lla risposta ch’io l’haju datu:
“A nnozze tu me fai ‘nu ‘mbitu biellu”.

C’è statu po’ legale ‘mpedimientu,
ppe cchistu ‘u fattu biellu ‘un s’è ccunchjusu,
ma l’attu generusu d’ ‘u momentu
m’ ‘u puortu dintra ‘u core scrittu e cchjusu.

L’aspette mmo’ l’amicu suo Toninu
Citrignu ppe pparrare ‘e pinnellate
e rriproporre llà ‘ndo’ ‘u cielu è ffinu
“Nuova Comunità” ppe lli Beati.

Mo’ sû ffermate ‘e manu e lle parole,
nun guardenu cchjú ll’ uocchji cielu e mmare,
ma ogne ppersuna ch’ ‘i racconti move,
ogne vallune d’ ‘e poesie e cchjanuoru

parre e nne cunte ‘a storia ca l’autore
l’ha mmisu ‘m bucca o ha ddatu ‘n cuorpu e fforma
e Giuliu torne a scrivere e a ppittare
dunandu a nnumi e a pposti vita curma.

Aiello Calabro, 1° gennaio 2022
Franco Pedatella

Una preghiera di tutte le Chiese del Mondo per la Pace

Oggi pomeriggio, 25 marzo 2022, giorno in cui la Chiesa ricorda l’Annunciazione, Papa Francesco farà la consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. Di seguito il testo della preghiera.

Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.

Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!

Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.

Ricorriamo dunque a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione. In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci. Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?” Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.

Così hai fatto a Cana di Galilea, quando hai affrettato l’ora dell’intervento di Gesù e hai introdotto il suo primo segno nel mondo. Quando la festa si era tramutata in tristezza gli hai detto: «Non hanno vino» (Gv 2,3). Ripetilo ancora a Dio, o Madre, perché oggi abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia, si è annacquata la fraternità. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione. Abbiamo urgente bisogno del tuo intervento materno.

Accogli dunque, o Madre, questa nostra supplica.
Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra.
Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione.
Tu, “terra del Cielo”, riporta la concordia di Dio nel mondo.
Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono.
Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare.
Regina del Rosario, ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare.
Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità.
Regina della pace, ottieni al mondo la pace.

Il tuo pianto, o Madre, smuova i nostri cuori induriti. Le lacrime che per noi hai versato facciano rifiorire questa valle che il nostro odio ha prosciugato. E mentre il rumore delle armi non tace, la tua preghiera ci disponga alla pace. Le tue mani materne accarezzino quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe. Il tuo abbraccio materno consoli quanti sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese. Il tuo Cuore addolorato ci muova a compassione e ci sospinga ad aprire le porte e a prenderci cura dell’umanità ferita e scartata.

Santa Madre di Dio, mentre stavi sotto la croce, Gesù, vedendo il discepolo accanto a te, ti ha detto: «Ecco tuo figlio» (Gv 19,26): così ti ha affidato ciascuno di noi. Poi al discepolo, a ognuno di noi, ha detto: «Ecco tua madre» (v. 27). Madre, desideriamo adesso accoglierti nella nostra vita e nella nostra storia. In quest’ora l’umanità, sfinita e stravolta, sta sotto la croce con te. E ha bisogno di affidarsi a te, di consacrarsi a Cristo attraverso di te. Il popolo ucraino e il popolo russo, che ti venerano con amore, ricorrono a te, mentre il tuo Cuore palpita per loro e per tutti i popoli falcidiati dalla guerra, dalla fame, dall’ingiustizia e dalla miseria.

Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà. A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo.

Attraverso di te si riversi sulla Terra la divina Misericordia e il dolce battito della pace torni a scandire le nostre giornate. Donna del sì, su cui è disceso lo Spirito Santo, riporta tra noi l’armonia di Dio. Disseta l’aridità del nostro cuore, tu che “sei di speranza fontana vivace”. Hai tessuto l’umanità a Gesù, fa’ di noi degli artigiani di comunione. Hai camminato sulle nostre strade, guidaci sui sentieri della pace. Amen.