Ciao Madre Rosaria

Suor Rosaria Sana, pioniera con suor Concetta ad Aiello è volata in cielo“. La notizia della morte della prima superiora delle FSCJ, arriva dalle suore della Casa di Aiello Calabro. Martedì 4 maggio alle 18.00 – informano ancora le religiose – sarà celebrata una S. Messa in suo ricordo, nella chiesa di S. Maria Maggiore.
Ciao Madre Rosaria.

Tratto dal libretto curato da Gisa Guidoccio, del 2006, segue un testo sulla storia delle religiose e della loro attività.
Dalle Memorie della Casa di Aiello
Anno 1976
L’opera delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù si è diffusa un po’ in tutto il mondo. Quasi in ogni continente della terra è sorta una comunità di suore pronte a dare sé stesse e la loro vita a beneficio degli altri, fossero stati italiani, africani, brasiliani o albanesi. Il loro operato, sincero e disinteressato, ha raggiunto le zone più disparate e ovunque hanno portato istruzione, laboriosità, sostegno morale e fisico, ma soprattutto hanno portato la Parola di Dio.
Fra tutte le località anche la nostra di Aiello Calabro.
La piccola cittadina tirrenica in passato ha dunque conosciuto glorie ma anche dolori dovuti soprattutto all’emigrazione che dagli anni cinquanta in poi ha più che decimato la popolazione.
In quel periodo ad Aiello viveva una piccola comunità di suore le così dette “cappellone” che però andarono via “con una scusa e non sono più tornate”, lasciando tutti nella sconsolazione.
In quegli anni erano moltissime le donne sole con figli a carico, in quanto i loro mariti erano all’estero per lavoro. Quindi il sostegno, anche solo morale, delle religiose era di fondamentale importanza per tutti. Capitò così che un sindaco della Calabria, e precisamente, di Aiello Calabro, il signor Giacomo Marinaro, stimolato dalla sua popolazione, nutriva il desiderio ardente di ridare alla gente questo tipo di presenza: “le suore”. Recatosi a Roma nel novembre del 1975 per degli affari amministrativi, una mattina in albergo prese in mano una rubrica telefonica deciso di chiedere a qualche Istituto della capitale una piccola comunità di almeno tre suore per il paese. La scritta I.F.S.C. colpì la sua attenzione, così telefonò e prese appuntamento con la Madre Generale la quale non deluse la sua richiesta, anzi ne incrementò la speranza data dal fatto che da tempo l’Istituto aveva quasi accarezzato l’idea di fondare una nuova casa nella Italia Meridionale, dove c’era particolarmente bisogno della presenza religiosa tra i poveri . A quell’incontro seguirono le lettere di raccomandazione da parte del parroco Don Ortensio Amendola e del vescovo di Cosenza, Monsignor Enea Selis.
Nel frattempo il sindaco, tornato ad Aiello, si prodigò per preparare una casa decente alle sorelle, così il 3 ottobre del 1976, partirono da Roma Suor Rosaria Sana, Suor Concetta Spiridigliozzi e Suor Assunta Rugolotto, accompagnate da Madre Maria Soregaroli e da Suor Ezia Montagni, per entrare a far parte della piccola comunità calabrese.
Il viaggio fu lungo e faticoso, ma le sorelle ne approfittarono per osservare la brulla natura che le circondava, e per notare come era diversa dalla vegetazione dai loro monti settentrionali. Dopo diverse ore di viaggio giunsero alla contrada detta Acquafredda, erano finalmente nel territorio vastissimo di Aiello. Qui trovarono ristoro alla fontana che ancora oggi scorre, e furono sorprese di trovare là qualcuno che le attendesse, nelle “Memorie” infatti scrivono: “Ci rinfreschiamo alle fonti di acqua sorgiva freschissima: questo è un ristoro ambito dopo un così lungo viaggio. Una signorina, che noi poi chiameremo la sentinella, lì appostata su invito del sindaco, per segnalare il nostro arrivo, ci saluta calorosamente allo stile calabrese; ci sono baci e abbracci e poi corre a telefonare”.
Erano quasi le 17 quando giunsero alla nuova abitazione sita in Largo S. Giuliano, nel cuore del paese; in breve tempo la piccola dimora si riempì di tanta gente festosa: bambini, uomini, donne, tutti volevano dare il benvenuto. A tal proposito scrivono: “quanti baci e quanti abbracci abbiamo ricevuto quella sera…! Le donne ci offrivano il caffè, qualche cosa di fresco e non mancavano i fiori. Dopo mezz’ora…in corteo con la gente, ci dirigemmo verso la chiesa parrocchiale, le campane suonavano a festa, la gente al passaggio ci batteva le mani”.
Fu una vera soddisfazione per tutti riavere le religiose in mezzo alla comunità aiellese, un sospiro di sollievo generale per tutti coloro che credevano nell’importanza della loro presenza. Ora c’era solo da rimboccarsi le maniche, Aiello era ed è un paese vastissimo come territorio, ma povero, senza alcuna risorsa naturale…I bambini erano numerosi, come pure le donne e i vecchi soli, pochi i giovani e pochissimi gli uomini; le persone più valide emigravano in cerca di lavoro. Molte erano le persone al di sopra dei cinquant’anni che non sapevano né leggere né scrivere…La gente era semplice, cordiale, rispettosa e generosa con le suore. Quel poco che avevano lo condividevano.
Fin dai primi giorni le tre sorelle si diedero da fare. Infatti, al pomeriggio, facevano qualche passeggiata nei dintorni del paese con i bambini che in massa, erano sotto le finestre della loro abitazione. La gente, vedendole passare, le invitava ad entrare nelle loro case per prendere qualche cosa in segno di augurio. Inoltre, fino a che il tempo lo permise, si recavano coi ragazzi al castello per giocare, in particolare la domenica era una giornata piena, ma non era certo la fatica a fermarle, anzi, solevano affermare: “siamo felici, la stanchezza si dimentica, quando si ama”.
Il 15 ottobre dello stesso anno aprì la scuola materna, inizialmente le lezioni si svolgevano nella saletta attigua alla chiesa di Santa Maria e i bambini erano sedici. Certo non era una classe numerosa, ma negli anni a seguire furono tantissimi i genitori che scelsero di affidare a loro i propri figli. Nel giro di pochi mesi, oltre che ad Aiello e nelle numerose contrade, le suore raggiunsero anche la vicina parrocchia di Cleto in aiuto al parroco Don Rosario Brunetti e successivamente a Serra. Le attività svolte erano diverse: scuola di taglio e ricamo, lezioni ai meno dotati, visite agli infermi, catechismo, animazione liturgica, ecc. In pratica non si fermavano mai in quanto quando per gli altri è tempo di vacanza il loro lavoro continua.
Madre Pia Rosati diceva: “Possiamo dire che la Parrocchia è la nostra famiglia: i suoi problemi sono i nostri, le sue gioie e dolori, sono pure le nostre gioie e i nostri dolori. Guardiamo questi nostri fratelli con tanta speranza e amore, sicure che dando, riceviamo”.
Negli anni successivi
Non è facile elencare tutte le attività che le nostre suore hanno svolto in trent’anni nel nostro paese, vero è che molto spesso grazie a loro si sono potute realizzare cose altrimenti irraggiungibili. In passato l’economia di Aiello era basata sull’artigianato per cui la possibilità di poter frequentare un corso di taglio e ricamo con tanto di qualifica a seguire, significava avere la possibilità di avviare un’attività lavorativa vera e propria. In tante, donne e ragazze, frequentarono il corso che poi avrebbe dato loro un lavoro, e molte di esse, come da tradizione, ebbero la possibilità di confezionarsi da sé il proprio corredo nuziale.
Un’altra attività, fondamentale per la nostra comunità, è l’assistenza al prossimo; in passato come anche oggi diverse sono le persone, soprattutto anziani, che per diversi motivi rimangono sole e abbandonate a sé stesse. In silenzio, senza clamori e senza pretesa alcuna, le suore si recano nelle case portando conforto, allegria e quando serve anche sostentamento. L’assistenza agli indifesi, agli ammalati, agli emarginati, è il loro modo per rendere lode a Dio, perché non c’è opera più grande che saper donare un sorriso.
Grazie alle suore è andata avanti l’ACR, che radunava tantissimi ragazzi nella preghiera, nella meditazione, ma anche nel gioco e nel divertimento. Quante gite e quante scampagnate all’aperto, quante gare hanno organizzato insieme. In fondo bastava avere un pallone o giocare a nascondino per fare la felicità di decine di fanciulli.
Riunirsi in preghiera è lo spirito che contraddistingue i campi scuola per adulti e per ragazzi. Quasi ogni anno, nel periodo estivo, ci si reca per una settimana in località tranquille, spesso immerse nella natura, per raccogliersi in preghiera, per incontrarsi con i coetanei di altre comunità, per approfondire quella spiritualità e quello spirito di condivisione che li accompagnerà nei mesi a seguire.
Da oltre un decennio le suore hanno fondato l’ANSPI , associazione di oratorio che ha rivoluzionato il vivere quotidiano di tutti gli aiellesi. Sotto questo nome sono raccolte tutte le generazioni e le attività svolte sono le più disparate: teatro, canto, danza, gioco, pellegrinaggio. La Festa della Famiglia poi è l’occasione giusta per unificare il tutto in una giornata che è sempre un’occasione di incontro e di confronto, un modo per trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria, della preghiera, della musica, dei giochi ed anche per gustare un delizioso pranzo all’aperto.
Tra le ultime iniziative, non per questo di minore importanza, è la fondazione del Centro Anziani intitolato proprio alle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Si tratta della prima, concreta opera dedicata agli “evergreen” aiellesi. Non è per fare retorica, ma il ruolo degli anziani, nella società moderna, spesso è sottovalutato ed è causa di emarginazione un po’ dappertutto. Ma grazie alla tenacia e alla caparbietà delle suore, i nostri anziani hanno modo di sentirsi ancora importanti ed hanno la possibilità di confrontarsi in un ambiente diverso dalle mura domestiche. Il centro è frequentato da uomini e donne adulti, ma non manca il sostegno e la presenza dei giovani, compresi gli operatori del servizio civile che annualmente si danno il cambio. Cosa di non poco conto se si pensa alla disoccupazione che attanaglia il Sud! Qui si gioca a carte, si raccontano storie della vita quotidiana, si inventano scenette e non solo: si organizzano gite, campi scuola, pranzi collettivi. È sicuramente la medicina migliore contro ogni forma di solitudine e di abbandono della persona.
In luglio, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato il GREST , ovvero una settimana all’insegna del gioco finalizzato all’apprendimento della Parola di Dio, un modo per riunire bambini e ragazzi nel divertimento e nella gioia di stare insieme.
Il bello di tutto ciò è la collaborazione, la solidarietà che si crea tra la gente grazie alle suore. Dall’animazione del Santo Natale alle allegre sfilate del carnevale, dalle gite all’estero ai campi scuola, dalla festa della famiglia al pranzo degli anziani, dal GREST all’incontro coi bisognosi, ci rendiamo conto che sarebbe difficile immaginare la nostra vita senza la presenza delle nostre sorelle. Esse sono per noi un esempio di vita da seguire perché la loro opera è assolutamente sincera, costante, disinteressata… e scusate se è poco!
Esse guardano alla vita di ognuno, cercando di far capire che ogni persona davanti a Dio è grande, perché da Lui amato; guardano al futuro con la fiducia e la speranza che scaturisce solo dal Cuore di Gesù.
Su imitazione di tale Cuore e di Teresa Verzeri, la ricerca della “volontà di Dio” è il loro “primo amore” e il servizio ai fratelli le vede sempre pronte ad “andare” seguendo il motto che Teresa ha, loro, lasciato “ANDIAMO”
“Il futuro ci aspetta. Ci aspetta la gloria di Dio”.

Il Cammino di Tarquinia

Cari amici del #CamminodiTarquinia, come avete avuto modo di apprendere, vorremmo percorrere, appena sarà possibile, una sorta di ideale itinerario da #Amantea ad #AielloCalabro, per rievocare i passi che fecero gli Aiellesi e #TarquiniaFerrise, la donna che, come si racconta, prese sulla sua testa la cassa contenente le Sacre Reliquie del Martire #SanGeniale giunta al porto di Amantea.

Non sappiamo quale fu questa strada percorsa quel #26luglio1667. Abbiamo provato però ad immaginare che fosse quella più breve. Ora, guardando la mappa del territorio, ci sono alcune alternative. E vorremmo raccogliere i vostri pareri su quale di queste sia la più plausibile (fermo restando che volendo si possono a rotazione percorrere tutte).
  • Prima alternativa – Amantea, via fiumara (parte dell’attuale strada provinciale 247), attuale strada per S. Pietro, attuale strada per Terrati, Onti, e salita verso Aiello dalla vecchia strada (Fontanelle), oppure lungo quella del Fondo Valle Olivo; 
  • Seconda alternativa – Amantea, via Cannavina, vecchia strada (da anni interrotta da frane) per S. Pietro, attuale strada per Terrati, Onti, e salita verso Aiello dalla vecchia strada (Fontanelle), oppure lungo quella del Fondo Valle Olivo; 
  • Terza alternativa – Amantea, via Colongi, San Pietro in Amantea, attuale strada per Terrati, Onti, e salita verso Aiello dalla vecchia strada (Fontanelle), oppure lungo quella del Fondo Valle Olivo; 
  • Quarta alternativa – Amantea, via Colongi, chiesa di S. Elia, Giardini, S. Caterina, strada fiume Olivo, Aiello.

La storia in breve
“I resti mortali del martire cristiano erano stati estratti dalle Catacombe di S. Lorenzo, per ordine di Papa Alessandro VII, il 4 di maggio del 1656 e consegnati in custodia al cardinale Alderano Cybo, sino a quando non vennero concesse (atto notarile del 10 giugno 1656) alla “terra di Aiello”, dove giunsero il 26 luglio del 1667. La “capsula quadrata”, contenente le reliquie e la boccia con il sangue del martire, era partita da Roma per Napoli e consegnate a Padre Francesco da Pietramala del Monastero dei Padri Zoccolanti di Santa Maria delle Grazie a cui era destinata. Da Napoli, via mare, arrivarono ad Amantea. Depositata sulla spiaggia, fu oggetto di contesa tra alcuni amanteani che volevano appropriarsene, ed una eroica donna aiellese a nome Tarquinia Ferrise. Lì avvennero i primi miracoli: la cassa, durante il tentativo degli amanteani di sollevarla, divenne tanto pesante che solo Tarquinia riuscì a sollevare e portare ad Aiello, liberandosi, nel medesimo tempo, anche dal demonio da cui era posseduta. Qui giunta, la cassa viene portata nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara”.
Per approfondimenti qui:
Vedi anche la Pagina Facebook dedicata all’iniziativa.

Escursioni cletesi

Cleto custodisce nel suo territorio tantissime ricchezze storico-culturali, naturalistiche ed enogastronomiche. La presenza di due castelli medioevali nello stesso territorio è una particolarità unica che pochissimi comuni in Italia possono vantare.
Oltre a questo, il territorio possiede una serie di attrattive naturalistiche raggiungibili grazie ad antichi percorsi e sentieri che permettono di ammirare gole, cascate, grotte, uliveti centenari, aree archeologiche, colline, montagne, Chiese e ruscelli che, unite all’usanze del luogo, alle leggende e alla gastronomia locale regalano esperienze uniche.
Da un po’ di anni ci siamo posti l’obiettivo di far vivere queste esperienze e siamo riusciti ad individuare 6 percorsi che variano tra loro per tipologia e livello di difficoltà.

• SABUCI il guardiano del fiume
• IL SENTIERO DELL’OLIO
• SULLE TRACCE DI TEMESA
• MONTE SANT’ANGELO
• PIETRAMALA il borgo di pietra
• IL SENTIERO DEI TRE CASTELLI (Savuto, Cleto, Aiello Calabro)
Famiglie, appassionati ed escursionisti potranno scegliere l’escursione più adatta alle loro necessità e ammirare e conoscere Cleto da nuovi punti di vista.
In questo opuscolo maggiori info.

Libri. Il cane Billy – Le rondinelle fortunate

Arriva nelle librerie il terzo libro di Gisa Guidoccio. Dopo L’Italiano dice, il dialetto spiega, raccolta di proverbi, storie e cose antiche, e Il Pirata Lord Coraggioun altro libro di fiabe: Il cane Billy – Le rondinelle fortunate, edito da Officine editoriali da Cleto.

Dal sito dell’editore

Il cane Billy – Le rondinelle fortunate. Nuove appassionanti avventure sono lì per essere scoperte con un’esperienza multimediale: cartaceo, e-book in pdf, e (novità) anche in formato audiolibro, tutto insieme. L’esperienza per i bambini non finisce qui, perché all’interno del volume c’è anche un bel disegno da colorare.
Ad un certo punto Billy non si accontentò più di ciò che conosceva, e così, spinto dalla curiosità e dallo spirito d’avventura, volle partire per il mondo. Intanto le rondinelle nacquero e… mamma mia quanti pericoli e quante avventure! Ce la faranno ad arrivare nei Paesi caldi del sud sane e salve?
Il tema delle favole narrate in questo libro sono il viaggio e la scoperta, del mondo, attraverso due esperienze affascinanti e dense di significati. Voi, piccole lettrici e piccoli lettori, sarete accompagnati da Gisa nel mondo di Billy sulla terra, e nel mondo delle rondinelle fortunate, volteggiando nell’aria.
L’esperienza non finirà con la lettura, perché all’interno del libro troverete una sorpresa, che vi renderà protagonisti di questo viaggio fantastico e spettacolare.
 
Una recensione di una lettrice

Oggi ho fatto un viaggio, uno di quelli che non facevo più da tanto tempo. Ho camminato sulla soffice erba primaverile dei campi, ho saltato un rigagnolo per non bagnarmi i piedi, mi sono arrampicata come un muflone su un vecchio sentiero ormai perso, mi sono fermata sulla cima del monte ad osservare il cielo infinito, le piccole nuvole soffici e il volo maestoso degli uccelli. Con un po’ di fortuna anche lo scoiattolo si è fatto vedere. Ma tutto questo succede nel dolce silenzio che ci è compagno durante le reali avventure che ci regaleremo presto e in dolce compagnia perché il silenzio è bello quando lo interrompi con una terapeutica risata. 
Grazie per avermi fatto dono di questo biglietto di andata e ritorno.

Al via il Novenario di San Geniale 2021

Il 23 aprile è iniziato in novenario di preparazione alla festa canonica della prima domenica di maggio (il 2 quest’anno) dedicata al Santo Patrono di Aiello Calabro. Un evento che si ripete dal 1668.

Il Programma religioso reso noto dal Parroco di S. Maria Maggiore, Sac. Jean Paul Mavungu.
Festa Patronale S. Geniale Martire
Domenica 2 Maggio 2021.
Da Venerdì 23 Aprile all’1 Maggio – Novenario di preparazione
  • Ore 18 – Rosario, Novena, S. Messa.
Domenica 2 maggio – Festa di San Geniale Martire
  • Ore 9 – S. Messa;
  • Ore 11 – S. Messa con offerta del Cero al Martire da parte dell’Amministrazione Comunale;
  • Ore 18 – Rosario e Santa Messa di Ringraziamento al nostro Patrono Martire S. Geniale per il sostegno incondizionato alla nostra Comunità e a tutti fratelli e sorelle Aiellesi nel mondo. 
A tutti Buona Festa.
Vi proponiamo, inoltre, le gallerie fotografiche degli ultimi tre anni, poiché quella dello scorso anno si è svolta in forma ridotta per via della pandemia. Buona visione.

Cogliamo l’occasione, ancora, per ricordarvi l’idea del Cammino di Tarquinia (leggi qui), da Amantea ad Aiello, che ripercorre il tragitto “ipotetico” che la donna aiellese ha percorso, quel 26 luglio 1667, portando in paese le Sacre Reliquie di S. Geniale.

Viva San Geniale!