Pillole di storia locale. Il disastro aereo avvenuto ad Ajello il 10 febbraio 1940. Tra i dieci morti, il Sen. Alfredo Dentice

Ritaglio de Il Popolo d’Italia 13 febbraio 1940

SUL DISASTRO AEREO AVVENUTO AD AJELLO CALABRO
di Ferruccio Policicchio*

Nel pomeriggio del 10 febbraio 1940, due contadini del posto, all’avv. Gaetano Solimena, Podestà di Ajello Calabro, diedero la notizia che intorno alle ore 15:00, un velivolo precipitò in tenimento di Aiello C., nel bosco Faeto, località impervia a circa otto chilometri dal centro. Nulla seppero dire di più preciso. Causa probabile del disastro fu una violenta bufera. I soccorsi, unitamente alle autorità locali ed ai RR. CC. giunsero immediatamente sul posto, ma le ricerche dovettero subito sospendersi oltre che a causa dell’imperversare della bufera anche per l’arrivo della notte. Mentre il Podestà dispose che il posto telefonico rimanesse aperto fino a nuova disposizione, aereo e salme furono piantonate e le ricerche ripresero con le prime luci del giorno. 
L’apparecchio apparteneva alla compagnia “Ala Littoria”, partito da Rodi con destinazione Roma. I morti furono dieci, dieci cadaveri carbonizzati ed identificati, chi mediante conoscenza personale da parte di agenti della stessa compagnia e chi mediante i documenti personali. Essi erano: 

  • Conte Alfredo Dentice di Frassa, di anni 67, senatore del regno;
  • Negri Angelo fu Giuseppe, comandante dell’apparecchio, nato a Milano il 10.11.1890;
  • Montello Gaetano di Antonio, nato a Roma il 10.4.1915, secondo pilota;
  • Zoin Dino fu Achille, nato ad Alessandria il 22.5.1906, marconista;
  • Clerici Pietro di Giuseppe, nato a Lomazzo (?) il 2.11.1905, motorista;
  • Avon Guido di Vittorio, nato a Sequals (?) il 27.11.1905, barista di bordo;
  • Comm. Rag. Aleozer Eduardo fu Antonio, nato a Palermo il 31.7.1894, della compagnia Ala Littoria;
  • Valassiadis Basile fu Costantino, nato a Costantinopoli il 22.6.1907, secondo pilota aggiunto;
  • Zacchetti Guido fu Leopoldo di anni 41 nato a Valenza, capitano di fregata, sotto capo pilota;
  • Casazza Girolamo della 162ª squadriglia di Rodi (non meglio identificato).

Nel luogo del disastro giunsero i parenti dell’ammiraglio Dentice. 
Giorno 12 febbraio arrivarono a Santa Eufemia in treno, per proseguire in automobile per Ajello, il consigliere nazionale Plingher, presidente dell’Ala Littoria.
Il presidente del senato telegrafò al Prefetto chiedendo, qual ora i funerali avessero avuto forma ufficiale, d’invitare i senatori calabresi ad intervenire in rappresentanza del Senato. In loro assenza delegò il Prefetto.
Le bare, tutte ben composte, furono ospitate nel locale del fascio. I funerali ebbero luogo il 13 febbraio alle ore 10:00 e, dopo il sacro rito, le Salme furono traslate nel locale cimitero per farle poi proseguire, il giorno dopo, verso i differenti luoghi di destinazione.
Il seguente 20 febbraio, il Prefetto, al Podestà, scriveva il seguente: «Esprimo il mio vivo e particolare ringraziamento a Voi e a quanti altri hanno con Voi collaborato nell’opera mirabilmente svolta, con spiccato sentimento di solidarietà umana, in occasione della luttuosa circostanza verificatasi nel territorio di cotesto Comune per la caduta dell’apparecchio dell’Ala Littoria.»

*Storico della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e dell’ICSAIC.

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Nota archivistica:

  • Archivio di Stato Cosenza, Prefettura – Gabinetto – Macero, b. 184, f. 41.

Vedasi anche:

Pubblicato da

Bruno Pino

Journalist, Blogger & Local History Researcher, Aspiring Photographer.

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