La Sila, paesaggio d'autore. Una mostra all'Archivio di Stato di Cosenza dal 14 marzo al 6 aprile

“La Sila, paesaggio d’autore” è il titolo della mostra documentaria che l’Archivio di Stato di Cosenza ha realizzato per la Giornata del Paesaggio 2019, una precisa scelta culturale per ribadire con le fonti l’importanza del suggestivo territorio montano.

Nel percorso espositivo si rafforza il concetto di paesaggio come interazione di natura e storia, realtà spaziale che diventa riflesso delle radici e dell’identità delle comunità. Non a caso gran parte dei documenti selezionati appartengono al complesso archivistico Demanio silano, prezioso per le bellissime e singolari mappe ottocentesche e importante per l’unicità dei documenti ivi contenuti, attraverso i quali si individuano i nodi essenziali dell’annosa e controversa questione silana.
Filo conduttore è la descrizione della Sila nell’opera seicentesca del sacerdote Domenico Martire “Calabria sacra e profana”, dove sono evidenziati aspetti naturali e antropici per l’approccio ai grandi temi storici che hanno segnato in modo indelebile la nostra società.
La mostra documentaria è stata realizzata in collaborazione con gli studenti dell’Istituto superiore “ Maiorana” di Castrolibero (CS), nel corso di un progetto di alternanza Scuola Lavoro.
La mostra verrà inaugurata il 14 marzo 2019 alle ore 10.00 e resterà aperta fino al 6 aprile.
Visitabile negli orari d’ufficio.

Carnevale Aiellese 2019

Anche quest’anno il Carnevale aiellese c’è!
Da sempre tradizione e divertimento confluiscono in quella che rappresenta la festa più goliardica dell’anno e che ad Aiello Calabro si manifesta attraverso I carri allegorici, le maschere, ma soprattutto grazie alla “farza” evento folcloristico tramandato da generazione in generazione!

Programma Sabato 02 Marzo
ore 09:00 “Farza De Carnelevaru”
Rappresentazione Itinerante di una Farsa antica
Domenica 03 Marzo – Piazza Plebiscito
ore 15:00 – sfilata carro allegorico “Pippi Calzelunghe”
ore 17:00 – “Farza De Carnelevaru”
Riproposizione della Farsa antica
Angolo fotografico carnevalesco con personaggi vari..
Martedì 05 Marzo – Piazza Plebiscito
ore 21:00 – Sfilata Maschere con premiazione


‘A farza di una volta

“A farza ‘e Carnelevaru” nei tempi passati si svolgeva nelle campagne aiellesi, casa per casa, “in cambio” di un bicchiere di vino, soppressate o salsicce, pezze di formaggio e uova. Il gruppo era composto da diversi personaggi che andavano in giro in fila uno dietro l’altro. Capofila era Pulicinella. 
«Il suo compito, una volta che il gruppo arrivava nelle vicinanze dell’abitato – spiega Bruno Chiarello -, era di staccarsi e correre, facendo suonare i campanacci che aveva legati alla cintura, fino ad arrivare in una casa e tentare di entrarvi per infilzare “cullu spitu” (punteruolo di ferro a forma di spada) la soppressata che di solito era appesa all’entrata, e ritornare, contento di aver trovato la porta aperta, al gruppo più volte, finché tutti non fossero arrivati». Poi, venivano Carnevale, il secondo della fila. Seguivano due gendarmi vestiti in divisa che fingevano di arrestare Pulicinella e Carnevale per gli scherzi che compivano. E poi la coppia di sposi, tallonata dal prete e dal sagrestano; una signorina ed un giovanotto che dovevano invitare a ballare le persone che incontravano; una donna incinta che aveva il compito di fingere di avere le doglie; il vecchio e la vecchia, che arrivavano ultimi e raccoglievano fasci di legna che trovavano nelle vicinanze dell’abitazione per portarli al focolare, dove finivano per cadere; quindi il dottore che li visitava insieme con l’infermiera; e quindi, il “porta sacco” che ammassava le offerte di cibo, e il suonatore di organetto. Alla fine del giro, si chiudeva la giornata con una grande tavolata, festeggiando fino a notte inoltrata.
Una “farza” che – sostiene Gisa Guidoccio della “Compagnia Teatrale Aiellese – altro non è che la «rievocazione delle fasi della vita in chiave carnascialesca. Il matrimonio (zitu e zita), il parto (fimmina prena), la giovinezza (giovanotto e signorina), il tramonto (u viecchjiu e la vecchjia), insieme agli imprevisti della vita (Carnevale e Pulicinella arrestati dai carabinieri)».

Roma, terzo posto per la Calabria al concorso “Salva la tua lingua locale”, organizzato dall'Unpli. La cerimonia è avvenuta ieri in Campidoglio in occasione della giornata internazionale della Lingua Madre

AIELLO CALABRO, CS – Un’emozione non da poco per Matteo Chiarello, alunno della terza media, sezione A, dell’Istituto Comprensivo Campora-Aiello, che ieri mattina è stato premiato in Campidoglio a Roma per essersi aggiudicato il terzo posto ex aequo della sesta edizione del Premio nazionale “Salva la tua lingua locale”, organizzato dall’Unione delle Proloco italiane.
Un riconoscimento importante, proprio in occasione della giornata internazionale Unesco della Lingua Madre, per tutta la Calabria e soprattutto per le scuole di Aiello Calabro, paesino in provincia di Cosenza, ottenuto grazie all’impegno del giovane Matteo Chiarello, che ha lavorato sotto la guida della docente Anna Aquino, referente del progetto scolastico, e di Gisa Guidoccio, cultrice del dialetto locale.
Il Quotidiano del Sud 22.02.2019, pag. 18

Alla cerimonia romana, oltre allo studente e alla madre Rossella, hanno presenziato la dirigente dell’Istituto comprensivo, Caterina Policicchio, e la docente Franca Cuglietta, nonché i rappresentanti dell’Unpli nazionale, le autorità locali e i membri della giuria. Una giornata intensa, che ha registrato la partecipazione di diverse altre scuole provenienti da ogni parte d’Italia.

Il racconto premiato per la sezione prosa è in stretto dialetto aiellese, e con termini che si stanno perdendo dalla memoria e dall’uso quotidiano.
“E’ un grande orgoglio per la comunità di Aiello Calabro aver raggiunto questo traguardo”. Ha commentato Marco Cino, presidente della Proloco, che ha ricevuto una menzione speciale per aver promosso il premio in ambito locale. “Valorizzare e tutelare i dialetti – ha aggiunto Cino -, significa fare tesoro del nostro passato, della nostra storia e delle nostre radici”.
Tutti obiettivi che le Proloco italiane hanno a cuore per la salvaguardia dei Patrimoni Culturali Immateriali.

Leggi anche il post precedente ==>
https://aiellocalabro.blogspot.com/2019/02/concorso-nazionale-unpli-sul-dialetto.html

Sentiero Italia CAI, un progetto che parte da lontano. In Calabria sono 33 le tappe

Tutto pronto in Calabria (Fonte sito CAI)

Le 33 tappe della regione, monitorate da 38 soci, rispondono ai parametri di sicurezza e di percorribilità del Cai. Le cinque sezioni sono impegnate a organizzare le manifestazioni nazionali del SI nella terza settimana di marzo.
A oggi sono state verificate tutte le tappe del Sentiero Italia Calabria del 1995, che sono 33. La verifica è stata espletata dai Gruppi Lavoro Sentieri delle 5 sezioni del Cai Calabria: Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Verbicaro e Castrovillari. Il lavoro è stato coerente con le indicazioni del Referente Nazionale e Regionale che hanno coordinato tutte le attività insieme al Presidente Regionale del Cai Calabria. Si sono svolte a tale proposito diverse riunioni che, nonostante le notevoli distanze, hanno permesso di esemplificare il lavoro che sarebbe stato complesso e denso di oggettive difficoltà.
Per comodità riportiamo i seguenti dati esplicativi:

Calabria centro sud
Le tappe: Sezione di Reggio Calabria.
Reggio Calabria – Gambarie – Santua-rio di Polsi – San Luca – Zervò – Trepitò –Passo del Mercante – Piano della Limina
Dopo aver abbandonato gli ambiti urbani e attraversato un’area SIC, il sentiero prima di Gambarie entra nel Parco Nazionale d’Aspromonte che ingloba tutte le tratte fino a Piano della Limina. La segnaletica è dichiarata buona tranne che nel tratto Polsi – San Luca
Le tappe: Sezione di Catanzaro.
Piano della Limina – Mongiana – Serra San Bru-no – Torre di Ruggiero – San Vito sullo Jonio –Girifalco – Tiriolo – Santuario della Madonna di Porto – Villaggio Mancuso – Buturo – Caporose
Dopo aver abbandonato il Parco d’Aspromonte e attraversato una piccola area del Parco regionale delle Serre, il sentiero presso Mongiana entra nel Parco regionale fino a Serra San Bruno per arrivare infine a Torre di Ruggiero. La segnaletica è dichiarata inesistente fino a Girifalco e scarsa nel tratto Tiriolo-Santuario Madonna di Porto fino a Buturo.

Calabria Centro-Nord
Le tappe: Sezione di Cosenza.
Caporose – Lorica – Rifugio Bottedona-to – Camigliatello Silano – Spezzano Piccolo – Piano Lago – Casello forestale Monte Cocuzzo – Passo Crocetta – Casello Cinquemiglia – Casa cantoniera Pietrabianca
Dopo aver abbandonato il Parco regionale delle Serre, il sentiero entra nel Parco nazionale della Sila attraversando oasi naturali, aree SIC e ZPS in un contesto caratterizzato da paesaggi alpini e appenninici, per giungere infine nei complessi boschivi montani della Catena costiera, a Passo Crocetta. Il sentiero prosegue attraversando oasi naturali, aree SIC e ZPS in un contesto anch’esso caratterizzato da paesaggi alpini e appenninici strutturato nei complessi boschivi montani della Catena costiera. La segnaletica è dichiarata buo-na fino a Spezzano Piccolo. Da Spezzano fino a Pietrabianca è dichiarata inesistente.
Le tappe: Sezione di Verbicaro:
Casa cantoniera Pietrabianca – Passo dello Scalone.
Sezione di Castrovillari: 
Passo dello Scalo-ne – Sant’Agata d’Esaro – Madonna del Pet-toruto – Piano di Lanzo – Piani di Novac-co – Morano Calabro – Madonna del Pollino
Il sentiero prosegue attraversando oasi naturali, aree SIC e ZPS in un contesto, anch’esso caratte-rizzato da paesaggi alpini e appenninici, struttu-rato nei complessi boschivi montani della Catena costiera fino al Passo dello Scalone, per caratte-rizzarsi poi nei contesti alpini del Parco del Pol-lino. Dal Passo attraversa oasi naturali, aree SIC e ZPS in un contesto anch’esso caratterizzato da paesaggi alpini e appenninici strutturato nei complessi boschivi e montani del Parco del Pol-lino. La segnaletica è dichiarata inesistente fino al Lago Pressico, scarsa fino a Lago La Penna, buona fino al Passo dello Scalone; ottima fino a Madonna del Pollino. In generale la segnaletica è inesistente o scarsa eccetto le tappe del parco nazionale del Pollino.

Il monitoraggio dello stato delle 33 tappe ha riguardato sia il rilievo, la georeferenziazione e le corrispondenti cartografiche, sia lo stato della segnaletica, della percorribilità e della sicurezza di tutte le tappe. Particolare attenzione è stata data: all’analisi dello stato dei fondi e allo stato dei contesti (1995) finalizzata a eventuali ripristini o a movimenti terra o a interventi finalizzati alla sicurezza e alla percorribilità secondo norma Cai. Il rilievo ha riguardato anche la presenza e/o la manutenzione della segnaletica sia orizzontale che verticale non sempre presente, lo stato e/o la presenza di rifugi, bivacchi, ecc., le strutture finalizzate all’accoglienza e/o infra-strutture d’accesso e/o prossime al Sentiero Italia. In generale, al momento, va completata sia la se-gnaletica orizzontale che verticale. La verifica dello stato delle 33 tappe ha in pochissimi casi portato a individuare e realizzare un numero esiguo di piccolissime varianti, momentaneamente alternative al tracciato 1995. Le varie sezioni interessate hanno investito della problematica riscontrata le istituzioni interessate, quali i comuni, al fine dell’eventuale ripristino del tracciato 1995 attualmente impedito da degrado. Tali interventi di ripristino non attua-bili dal Cai per ragioni economiche e normative at-tendono ancora un proficuo assenso e deliberato. Allo stato attuale le cinque sezioni sono impe-gnate a organizzare le manifestazioni nazionali del SI nella terza settimana di marzo 2019. Si pensa di completare per quella data la segnaletica orizzontale e se possibile anche quella verti-cale. Ogni sezione ha assicurato che i tracciati da un punto di vista della percorribilità e della sicurezza rispondono pienamente agli standard Cai. Entro metà febbraio (condizioni meteo permet-tendo) sarà ultimato tutto il lavoro di segnaletica. Spesso le istituzioni, ai vari livelli non riescono a dare quelle risposte di cui il territorio ha bisogno (e quindi anche alle sezioni del Cai ) o per ragio-ni oggettive (degrado idrogeologico, disponibilità, normative…) o soggettive (culturali, politiche…). Da un punto di vista interno alle sezioni le diffi-coltà dipendono da ragioni varie (morfologia del territorio, disponibilità di tempo, disponibilità economica, rapporto numero volontari/superfice territorio).

I soci impegnati come Gruppo Lavoro Sentieri in totale sono 38 – non tutti con lo stesso impegno – così distribuiti: Verbicaro 7, Cosenza 8, Castrovillari 11, Reggio Calabria 6 e Catanzaro 6.

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Qui di seguito, riportiamo un comunicato stampa del CAI Nazionale del 20 febbraio 2019

Milano, 20 febbraio 2019

Sono apparsi articoli e servizi televisivi relativi alla manifestata intenzione di tre giovani di ripercorrere il Sentiero Italia CAI, nel contesto dei quali affermazioni come il “famoso Sentiero Italia era un percorso escursionistico pressoché sconosciuto” forniscono un’informazione inesatta, contraddetta da documentazione accessibile a chiunque sulla nascita del tracciato, le precedenti percorrenze e, non ultimo, l’intenso lavoro realizzato, nell’ultimo periodo, per un suo definitivo e strutturato recupero da parte di centinaia di volontari del Club Alpino Italiano.

Oltretutto si ipotizza una partenza il primo maggio proprio dai territori che sono stati duramente colpiti dalla tempesta Vaia e nei quali gran parte del tracciato del Sentiero Italia CAI non è percorribile. Non a caso i fondi raccolti dall’iniziativa Aiutiamo le montagne di nord-est sono stati indirizzati e messi a disposizione per consentire ai volontari del CAI l’acquisto di attrezzature per i lavori e dispositivi per la sicurezza, oltreché per il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale.

Sempre nell’intento di dare corretta informazione ricordiamo che l’idea di un Sentiero Italia, che percorre tutto l’arco alpino, la dorsale appenninica fino all’Aspromonte e le isole maggiori, nacque il 19 giugno 1983 dall’intuizione di giornalisti camminatori come Carnovalini, Bracci, Corbellini, Ardito, Mantovani e Chiaretta che costituirono l’omonima Associazione, la cui storia e attività può essere approfondita su: http://sentieroitalia.cai.it/la-storia.

Oggi, grazie al Club alpino italiano, l’idea iniziale sta trasformandosi in realtà permanente, con la precisa intenzione di attestarla come patrimonio diffuso e stabile del nostro Paese.

Il progetto Sentiero Italia CAI ha preso avvio nel 2017 e, dopo un’iniziale fase di riverifica del tracciato che fu del Cammina Italia CAI 1995, sono stati effettuati i rilievi destinati ad assicurare corretta informazione degli itinerari, ripristinare la segnaletica e, in non pochi casi, apportare le modifiche necessarie per ovviare alle criticità emerse e ricostituire un tracciato ininterrotto, lungo 6.880 km, suddivisi in circa 400 tappe.

Come è accaduto in altri Cammini ormai consolidati da decenni di frequentazioni, anche il Sentiero Italia CAI (che, per un facile raffronto, misura 8 volte il Cammino di Santiago), richiederà una fase di rodaggio in tutti i territori attraversati, con l’individuazione di sempre più numerosi punti d’appoggio che costituiranno anche nuove occasioni di lavoro.

Si stima che siano circa 600 i Soci volontari impegnati ad assicurare, anche a chi manifesta la volontà di ripercorrerlo, la correttezza delle informazioni e della segnaletica fornite sui singoli itinerari. A quest’ultimo riguardo è imminente l’aggiornamento della segnaletica con l’opposizione del nuovo logo del Sentiero Italia CAI.

Per una più adeguata informazione rimandiamo al sito del progetto, http://sentieroitalia.cai.it, e agli account social ufficiali dello stesso https://www.facebook.com/sentieroitaliacaihttps://twitter.com/sentieroitaliahttps://www.instagram.com/sentieroitaliacai

Ufficio stampa Club Alpino Italiano Diego Costa – Referente Sentiero Italia

mob. +39 333 2299743 costa@cervelliinazione.it

tel. + 390518490100

Luca Calzolari – Responsabile Ufficio Stampa CAI

mob. +39 335 43 2870 calzolari@cervelliinazione.it

Stefano Mandelli – Addetto Stampa CAI

mob.+39 338 6958339 mandelli@cervelliinazione.it

tel. + 390518490100

Lorenzo Arduini – Addetto Stampa CAI

mob +39 3664912550 arduini@cervelliinazione.it

tel. + 390518490100

Grandi novità per l’ottava edizione del Premio letterario nazionale “Francesco Graziano”

Da quest’anno solo opere inedite e, per i vincitori, la pubblicazione senza alcun onere.
Le date. È ai nastri di partenza l’ottava edizione del Premio letterario nazionale dedicato a Francesco Graziano, ideatore e fondatore dell’associazione culturale ilfilorosso e della omonima rivista. Il termine ultimo per l’invio delle opere è fissato al 30 aprile 2019, i vincitori verranno rivelati prima della cerimonia finale prevista per il 6 giugno 2019.

Francesco Graziano. Il premio quest’anno assume un valore aggiuntivo in quanto ricorrono i dieci anni dalla morte del fondatore della rivista omonima a cui il premio è dedicato. Francesco Graziano (1949-2009) dedicò gran parte della sua vita e del suo impegno culturale proprio alla rivista ilfilorosso. Docente di italiano nei licei, instancabile animatore culturale, poeta e critico, ha pubblicato saggi su Montale, Moravia, Pea, Roversi, Saba, Celati, La Cava e Seminara. Sue poesie sono apparse su “La tartana degli influssi” (Bologna), “Incontri 2000” (Bologna), “Rendiconti” (Bologna) etc. Ha pubblicato nei “Quaderni de ilfilorosso” la rac­colta di versi “Nasse del Sud” (2002) con prefazione e traduzione in inglese di Annalisa Saccà, presso Rubbettino Editore; il poema progressivo “Cronache di anni d’abisso e di vento”, con prefazione di Roberto Roversi. Dopo la sua scomparsa gli amici bolognesi hanno dato alla stampa l’ultimo lavoro a cui si stava dedicando dal titolo “Dentro il libro dei giorni” con la revisione e la prefazione di Roberto Roversi.
Le novità. Quest’anno il Premio presenta rilevanti novità. Prima fra tutte è che sono escluse dalla competizione le opere edite, quindi si ripristina anche la vocazione di scouting letterario che è tra le mission de ilfilorosso. Anche perché, e qui affrontiamo un punto focale, i vincitori del premio nelle diverse sezioni potranno vedere la propria opera pubblicata senza dover versare alcun contributo. La seconda novità, strettamente connessa alla prima, è che sono inclusi anche i romanzi o i racconti lunghi.
Le sezioni. Quali opere saranno ammesse al premio? È presto detto. Le sezioni sono cinque: raccolta di poesia inedita in lingua italiana (sezione A), in questo caso l’opera non deve superare i 1500 versi; saggio inedito in lingua italiana (sezione B) di lunghezza non superiore a 100.000 battute (spazi inclusi), l’argomento potrà essere letterario, storico, antropologico e sociologico; romanzo inedito in lingua italiana (sezione C) che prevede sia l’inoltro di un romanzo sia quello di un racconto lungo che non superi le 100.000 battute (spazi inclusi); poesia inedita a tema libero in lingua italiana (sezione D) con l’invio di una sola poesia; e infine narrativa breve a tema libero in lingua italiana (sezione E), in questo caso il racconto breve non ha alcun vincolo di contenuto e può appartenere generi diversi: racconto, fiaba, dialogo, lettera ed ogni altra forma di narrazione. Il testo non dovrà superare le 10.000 battute (spazi inclusi). In merito alle quote di partecipazione, per le sezioni A, B, e C il versamento sarà di 20 euro, mentre per le sezioni D  e E sarà di 10 euro. Un solo partecipante può aderire a una o più sezioni purché versi la relativa quota.
La giuria. L’ottava edizione del Premio letterario nazionale “F. Graziano” prevede riconferme e novità. Il presidente della giuria è anche quest’anno Annalisa Saccà, docente di lingua e letteratura italiana alla St. John’s University di New York. I membri sono Gina Guarasci, direttrice de ilfilorosso, Enzo Ferraro, direttore della collana I Grazianei, Salvatore Jemma, promotore culturale e critico di Bologna, Maria Lenti, poetessa e critica di Urbino, Giuseppe Sassano, promotore culturale e libraio, Mariangela Chiarello, redattrice de ilfilorosso. A questi nomi, che rientrano nelle riconferme, si aggiungono le new entry Giovanna Baratta, direttrice della collana Marana tua, e Matteo Dalena, direttore della collana Memorie.
I premi. È vero che l’importante è partecipare, ma l’obiettivo è chiaramente vincere. E per chi arriverà sul podio i premi saranno succulenti. Per le sezioni A, B e C, la silloge, il saggio e il romanzo vincitori saranno pubblicati gratuitamente da ilfilorosso editore e gli autori ne riceveranno in omaggio 30 copie. Per quel che concerne le sezioni D ed E, i primi premi avranno euro 100; i secondi e i terzi premi un manufatto artistico. Per tutti e tre i podi, sia in merito alla poesia che per la narrativa breve, i vincitori avranno il diploma di merito con valutazione della giuria e la pubblicazione gratuita sulla rispettiva antologia dedicata al premio “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; solo per i primi e i secondi posti infine è previsto un abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso. Chi non desidera la pubblicazione dei propri testi, dovrà dichiararlo al momento dell’iscrizione. In assenza di tale dichiarazione, l’editore si riterrà autorizzato alla pubblicazione dei testi all’interno del volume. Le due antologie dedicate al premio letterario nazionale “Francesco Graziano” conterranno la poesia o il racconto dei vincitori e quelli degli autori finalisti e menzionati dalla giuria. I volumi avranno un codice ISBN proprio, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr e saranno acquistabili nel corso della cerimonia di premiazione al prezzo di copertina. I premi dovranno essere ritirati direttamente dagli interessati o da persone da loro delegate, eccezion fatta per i premi in denaro per i quali è obbligatoria la presenza dell’autore. In caso contrario si perde qualsiasi diritto.
L’invio. Le opere potranno essere spedite tramite posta o via email. La spedizione postale, in un’unica busta regolarmente affrancata e indirizzata a: Associazione Culturale ilfilorosso-Premio nazionale di poesia c/o Gina Guarasci Graziano, Via Dalmazia 11, 87100 Cosenza. Ogni opera deve essere inviata in sei copie, di cui una con i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail, sezione di partecipazione). In caso di partecipazione a più sezioni è possibile effettuare la spedizione in un’unica busta, indicando con chiarezza a quale sezione ogni opera viene associata. Le opere spedite non saranno restituite. Se si opta per la posta elettronica, con un’unica mail all’indirizzo premiograziano@gmail.com, a cui va allegato un file in formato word o pdf contenente le opere, in unica copia, unitamente ai dati dell’autore. Per tutte le opere che parteciperanno occorre indicare l’annotazione autografa: “Dichiaro che i testi presentati sono di mia produzione”. Le quote di partecipazione possono essere versate tramite bonifico bancario (IBAN IT18 I076 0116 2000 0001 2040 879 intestato a Associazione culturale ilfilorosso Via Marinella n° 4, 87054 Rogliano(Cs), riportando come causale: Contributo di partecipazione Premio Graziano) o versamento su conto corrente (12040879 intestato a Associazione culturale ilfilorosso Via Marinella n° 4, 87054 Rogliano(Cs), riportando come causale: Contributo di partecipazione Premio Graziano). 
Per ulteriori info scrivere a premiograziano@gmail.com o consultare il bando integrale sul sito.