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Dibattito sui boschi, modelli di comportamento

Al Piccolo Teatro (suggerirei di chiamarlo così) di Aiello Calabro, ieri sera abbiamo parlato di come, superati i pregiudizi antropocentrici, anche la scienza parla ormai ufficialmente di intelligenza delle piante. Che le piante abbiano un “cervello” seppure molto diverso dal nostro è ormai appurato dalla scoperta, negli apici delle radici di cellule neuronali simili a quelle dell’encefalo umano. La comunità di alberi (i boschi) sono reti di relazioni, comunicazioni, elaborazioni, comportamenti, azioni e reazioni. Ed i veicoli delle informazioni che passano da un albero agli altri, i “browser” diremmo oggi, sono i funghi. Con Massimiliano Capalbo abbiamo cercato di far capire come si possa passare da una concezione del bosco come fabbrica di legame ad una invece che vede i boschi come modelli di comportamento. Imitare le strategie degli alberi per risolvere i complesso problemi di una comunità di creature che, dinanzi al pericolo non possono fuggire ma devono affrontarlo, può servire anche all’uomo. Grazie a Valentino Guido che ha testimoniato del suo amore verso un bosco di querce in Amantea distrutto dal fuoco nel 2017 e che tenteremo, tutti insieme, di far ricrescere al più presto. E grazie ad Angelica Pedatella per aver organizzato l’evento.

Foreste in Calabria, da fabbriche di legname a modelli di comportamento. Se ne parla ad Aiello il 29 dicembre

Dibattito con:
Francesco Bevilacqua
Massimiliano Capalbo
Valentino Guido

Incontro culturale ed artistico con:
Ippolita Luzzo
Mariella Costa

Permormance a cura di:
Angelica Artemisia Pedatella e Al Mantiah Ballet

29 dicembre 2018
Teatro Comunale ore 18.30

Nota Stampa

Il bosco di Amantea sarà ripiantumato per creare una nuova connessione tra natura ed economia in Calabria
Si terrà il prossimo 29 dicembre, alle ore 18.30, presso il Teatro Comunale di Aiello Calabro, l’incontro dal tema Foreste in Calabria.
Da fabbriche di legname a modelli di comportamento”, organizzato dall’Associazione Culturale Compagnia Teatrale BA17, in collaborazione con la Pro Loco di Aiello Calabro, sotto la direzione di Angelica Artemisia Pedatella e di Valentino Guido.
L’incontro nasce dall’esigenza di sensibilizzare sulla necessità di tutelare il benessere ambientale del nostro territorio, ed informare sullo stato della ripiantumazione del bosco di Amantea, il polmone verde andato distrutto circa due anni fa e completamente abbandonato nonostante le ripercussioni sulla salute e sull’economia del territorio.
Ad intervenire sul tema, l’avvocato Francesco Bevilacqua, l’imprenditore Massimiliano Capalbo che dialogheranno con Valentino Guido, portavoce di questo ennesimo disastro ecologico.
Rendere i cittadini operativi sul tema, vero obiettivo, significa trasformare gli stessi in Istituzione. Questa la convinzione dell’avv. Bevilacqua, che ha reso il suo impegno una concreta opportunità di evoluzione.
Con oltre seicentocinquantamila ettari di boschi, veri e propri contenitori di intelligenza, la Calabria è tra le prime quattro regioni più forestate d’Italia. Dai suoi alberi, essa può trarre insegnamento per una nuova qualità dello sviluppo.
Durante l’incontro si analizzerà una stravolgente scoperta che arriva dalle università di Bonn e di Firenze: negli apici delle radici degli alberi sono presenti cellule neuronali simili a quelle del cervello umano. Questo significa che gli alberi pensano, comunicano ed elaborano strategie per creare comunità sociali. L’intelligenza degli alberi è dunque un dato scientifico.
Il convegno, primo appuntamento del format culturale “Madre Terra”, sarà inoltre arricchito, dall’intervento di operatori culturali e artisti sul territorio: Ippolita Luzzo, blogger e scrittrice; Mariella Costa, scultrice; la stessa Angelica Artemisia Pedatella, attrice, autrice e direttore artistico del Teatro Comunale di Aiello Calabro; la compagnia di danza Al Mantiah Ballet che da tempo si impegna sulla connessione tra racconto e territorio.
La sensazione più forte che oggi ho – ha dichiarato Angelica Artemisia Pedatella, è lo stupore di una strana “relazione” con gli alberi, che ha stravolto il mio modo approciarmi alla vita.
Raggiungere un risultato pratico così importante, ridare vita ad un bosco, credo sia la vera concretezza dell’arte.
Siamo partiti da un concerto-spettacolo, durante il quale abbiamo proprio amplificato le piante, scoprendo così, il loro suono che però preferisco definire come “voce”.
L’esperimento ha scatenato qualcosa di straordinario e da oggi in poi mi sarà impossibile pensare alla connessione tra uomo e natura come a qualcosa di pura fantasia.
Quello che è successo – ha concluso – non è logico, ma magico. E questo è il valore dell’arte: mostrare il miracolo. Siamo pieni di gratitudine.