Scuole e concorsi letterari. Un altro premio agli alunni aiellesi. Si tratta del Premio fantasia per il racconto "Cappuccetto Rosso ed il Principe Azzurro imbranato"

AIELLO CALABRO – Le scuole di Aiello vincono un altro primo premio. Si tratta del concorso “Insalata di fiabe, costruisci la tua storia” indetto da “AttorIncorso”. In verità, la notizia è datata perché risale a metà marzo scorso, ma lo abbiamo appreso solo ora parlando con la docente Anna Aquino. La classe che si è aggiudicata il premio Fantasia con il racconto “Cappuccetto Rosso ed il Principe Azzurro imbranato” è la II A del plesso di Aiello C. appartenente all’Istituto comprensivo “Campora-Aiello”. 
Alla classe tutta, agli alunni e ai docenti, le congratulazioni del blog.
Qui di seguito, il link alla cronaca completa del concorso.

Concorso Unpli sul dialetto calabrese. Vince per la provincia di Cosenza un'alunna di terza media di Aiello Calabro. Ieri la cerimonia di premiazione nella Cittadella regionale a Catanzaro

foto di gruppo
AIELLO CALABRO – Con un racconto in dialetto aiellese dal titolo “Jugale se vue ‘nzurare“, chiaramente ispirato al capolavoro di Antonio Chiappetta, Martina Coccimiglio, alunna frequentante la terza media della scuola media di Aiello Calabro, si è aggiudicata, per la provincia di Cosenza, il primo premio – sezione Narrativa dialettale – del concorso “Identità territoriali: il dialetto, un patrimonio da tramandare” indetto da Unpli Calabria.
Insieme all’alunna aiellese, che ha ritirato il premio nel corso della cerimonia svoltasi ieri a Catanzaro, nei saloni della Cittadella regionale, c’erano i suoi compagni di classe che hanno collaborato con lei, alunni, genitori e naturalmente i docenti dell’Istituto Comprensivo “Campora-Aiello” che hanno raggiunto il capoluogo regionale con un pullman messo a disposione da Comune e Proloco di Aiello guidata da Marco Cino. 
Soddisfazione e orgoglio per il risultato ottenuto grazie alla passione per la storia e la cultura locale, non solo per Martina, ma anche per l’Istituto diretto da Caterina Policicchio, ieri rappresentato dalla docente Franca Cuglietta.
La singolar tenzone, a colpi di poesie e racconti in dialetto, era stata promossa dall’Unione delle Proloco calabresi a febbraio scorso, con lo scopo di tutelare e tramandare il dialetto locale. 
Al concorso, patrocinato dalla Regione Calabria e dall’Ufficio Scolastico Regione Calabria, al quale peraltro hanno aderito gli alunni di oltre 200 istituti scolastici calabresi, hanno inteso partecipare subito entusiasticamente anche i ragazzi delle scuole di Aiello, che per l’occasione, oltre alle docenti che hanno seguito gli studenti, sono stati affiancati anche da Gisa Guidoccio, autrice di un recente libro sul dialetto “L’italiano dice, il dialetto spiega – Raccolta di proverbi, storie e cose antiche”.
I premi conferiti sono stati realizzati dall’orafo Michele Affidato.
Vedi post precedente

In Sila con l'associazione Discovering Reventino, percorso ad anello da Fallistro a Monte Botte Donato e ritorno

Anello Giganti di Fallistro - Monte Botte Donato Sila
Impegnativa (20 km), ma bella escursione quella di domenica 20 maggio alla quale Jamu a Caminare ha partecipato. Grazie per l’ospitalità all’associazione Discovering Reventino che ha organizzato, a tutti i soci e “caminanti”, al presidente Angelo Gigliotti ed a Saverio Bianco, guida ufficiale del parco della Sila.
Alla prossima e buon cammino.

L'Emigrazione calabrese. Un progetto di ricerca dell'Icsaic sulle esperienze di vita e sui percorsi professionali dei calabresi nel mondo

Copertina del secondo volume
sull’emigrazione calabrese,
curato dall’Icsaic

Fonte: IcsaicStoria
«Grazie alla Regione Calabria che ha proposto alle università calabresi di elaborare un progetto di ricerca sulle “esperienze di vita e i percorsi professionali dei calabresi nel mondo”, pensiamo di dare finalmente una dimensione quantitativa e qualitativa aggiornata dell’emigrazione calabrese. E contiamo di farlo, qualora il nostro progetto sarà finanziato, con un impegno di spesa modesto e la collaborazione dei maggiori studiosi del fenomeno migratorio». Lo ha detto conversando con i giornalisti il prof. Brunello Mantelli, docente di Storia Contemporanea nel Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università della Calabria. All’incontro, che si è svolto nella sede dell’Icsaic (Istituto calabrese per la storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea), hanno partecipato anche il prof. Vittorio Cappelli e il prof. Pantaleone Sergi, rispettivamente direttore e presidente del Centro di Ricerca sulle Migrazioni che ha sede nella stessa Università.

“Siamo attrezzati per questo tipo di ricerca – ha aggiunto il prof. Mantelli, che ha firmato la manifestazione d’interesse per realizzare lo studio – e la collaborazione con Centro di Ricerca sulle Migrazioni, nel quale operano da anni studiosi “visibili” in tutto il mondo, i quali hanno già prodotto studi originali e innovativi sull’argomento, rafforza la nostra proposta».
Secondo il prof. Cappelli si tratta di un’occasione preziosa in quanto studiosi noti a livello internazionale, sorvolando sul modesto importo del finanziamento richiesto (solo 35.000 euro), hanno deciso di mettersi a disposizione di un progetto che sembra voler metter fine anche agli sprechi visti in passato, «È un buon punto di partenza – ha spiegato Cappelli – per iniziare a studiare e valorizzare l’emigrazione calabrese all’estero, evitando sperperi di risorse e celebrazioni retoriche e stereotipate e costruendo invece un quadro realistico delle Calabrie sparse per il mondo, per riallacciare rapporti utili e virtuosi con i luoghi d’origine».
Il progetto presentato alla Regione è stato elaborato dal prof. Mantelli, che presenta un curriculum di tutto rispetto, esibendo pubblicazioni scientifiche in sei o sette lingue, il quale si è avvalso della collaborazione del prof. Cappelli. Tale progetto prevede interventi in Europa e nelle Americhe, concentrati soprattutto in alcune città d’importanza capitale per la storia migratoria calabrese: Buenos Aires (dove recentemente il presidente Mario Oliverio è stato in visita alla comunità calabrese), Porto Alegre, Rio de Janeiro, Toronto, Francoforte, Colonia, realtà dove dall’Ottocento in poi è stata significativa la presenza degli emigrati calabresi.
«Ci sono tutte le competenze e le condizioni – ha concluso il prof. Sergi – per sviluppare, insomma, un lavoro di eccellenza spendendo poco. Anche per questo ci auguriamo che la Regione faccia suo il progetto approvandolo».
Sull’argomento, vedi anche i volumi che raccolgono studi sull’emigrazione calabrese, curati dall’Icsaic:

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