I 'Nginetti, dolci tipici calabresi. La ricetta di casa Viola di Aiello Calabro

di Giulietta Civitelli
Pubblicato su ==> La voce dei Parkinsoniani, aprile 2016, pagg. 21 e 22

I GINETTI
I ginetti sono dei taralli dolci, ricoperti di una glassa bianca, comunemente chiamata gileppo (o giuleppe/ gi-uppu). L’origine dei ginetti si perde nei tempi, ma possiamo senz’altro affermare che, oltre ad essere diffusi in tutta la Calabria, questi dolci sono molto comuni anche tra le famiglie di emigrati calabresi all’estero. Tradizionalmente i ginetti sono associati alla Pasqua e in particolare alla Domenica delle Palme; tuttavia, in alcuni paesi si è soliti prepararli anche in altre occasioni: a Paterno Calabro, per esempio, i ginetti sono i dolci tipici della grande fiera in onore di San Francesco di Paola; ad Aiello Calabro, invece, i ginetti si preparano in occasione degli sposalizi. 
La ricetta dei ginetti è abbastanza elaborata e richiede grande esperienza e manualità, soprattutto nella preparazione del gileppo, tanto che in alcuni paesi c’erano le cosiddette “mastre gileppare” che venivano chiamate, a cottura ultimata, per sovrintendere alla ultima e più delicata fase della preparazione. La ricetta che diamo di seguito, fa parte dell’antico ricettario della famiglia Viola di Aiello Calabro. 
Ingredienti:
10 uova di cui 7 uova intere, (3 tuorli e tre albumi vanno messi da parte per il gileppo), farina quanto basta, un pizzico di sale.
Preparazione: (per la pasta)
Rompete le uova in una ciotola; aggiungete un pizzico di sale e di seguito la farina, a poco a poco, fino a formare una pasta piuttosto morbida.
Posate l’impasto sulla spianatoia infarinata e continuate a lavorare con le mani almeno per 5 minuti; aggiungete contemporaneamente altra farina finché la pasta non si attacca più sulle mani e sulla spianatoia. Alla fine la pasta deve risultare piuttosto morbida, assai più morbida della pasta da gnocchi. Per non compromettere il risultato, evitate di aggiungere all’impasto i riccioletti di pasta delle mani.
Formate dei taralli grossi 2 dita e chiudeteli bene alla giuntura, rotolandoli con la mano sulla spianatoia.
Calate i taralli in una pentola di acqua bollente; toglieteli quando si alzano dal fondo e sono orizzontali sul pelo dell’acqua; lasciateli raffreddare in una cesta.
Incidete i taralli ormai freddi su un lato; quindi disponeteli in una teglia di latta leggermente infarinata, badando a mettere una certa distanza tra i singoli pezzi, perché gonfieranno parecchio. Infornate a fuoco moderato. A cottura ultimata, togliete i taralli dal forno e tagliateli a pezzetti.
GILEPPO
Ingredienti:
Per ogni 10 uova di ginetti si calcolano: 500 gr di zucchero, 3 albumi e ¼ di acqua.
Mettete a bollire lo zucchero nell’acqua in una quadara; quando lo zucchero fa il filo, togliete la quadara dal fuoco e buttatevi dentro gli albumi montati a neve, girando energicamente fino a fare amalgamare il tutto. Versate il composto sui ginetti posti in una gavata e girateli energicamente con una paletta di legno, facendo in modo che il gileppo li ricopra. Mettete i ginetti a raffreddare su un piano di marmo.
Vedi anche:

"Tu vento fa che i miei versi approdino nel cuore della mia gente, ad alleviar le pene". L'Addio di Aiello Calabro al Poeta Mario Pucci


AIELLO CALABRO – Il poeta Mario Pucci si è spento lo scorso lunedì mattina all’ospedale di Rossano dove era ricoverato da qualche tempo. La notizia della scomparsa è stata accolta con tristezza da tutta la comunità aiellese e da tutti coloro i quali lo conoscevano e ne avevano apprezzato le doti umane e artistiche.
Nato nella cittadina tirrenica nel ‘49, aveva compiuti gli studi prima ad Aiello e poi nel capoluogo bruzio. Laureatosi alla Federico II di Napoli, alla facoltà di Filosofia, aveva in seguito insegnato storia e filosofia nei Licei.
La sua più grande passione intellettuale è stata indubbiamente la Poesia, ragione fondamentale di vita. Nel corso di questa amata attività creativa, ha partecipato a diversi concorsi letterari, classificandosi sempre tra i primi. Alcuni dei componimenti, di poesia e prosa, sono stati pubblicati anche su quotidiani e riviste di diffusione nazionale.
Nel dicembre 2001, una parte significativa della produzione letteraria del poeta aiellese arriva alle stampe, con il titolo de “Il gioco del tempo”, con grande soddisfazione dei lettori ed estimatori. Una raccolta di trenta poesie e tredici prose, la maggior parte delle quali già apparse su periodici locali. Come non menzionare “Il mio canto”, la poesia-proemio che apre la raccolta in cui il poeta affida al vento il compito di far conoscere la poesia. “Tu vento […]/fa che i miei versi approdino nel cuore/della mia gente, ad alleviar le pene …”. Molte delle liriche, e non poteva essere diversamente, dato l’attaccamento al luogo natio, hanno quale soggetto Aiello, come “Canto per Aiello”, “Il Castello” ecc.; altre celebrano in versi persone che non sono più, come “A Mia Martini”, “Per Ugo”, “San Damiano”; altre ancora trattano di argomenti di più generale interesse e sono, se si vuole, di taglio esistenziale. Non mancano le prose, a volte nostalgiche, a volte meri episodi di vita vissuta (Exodus, il ristorante cinese, Via Savoia, Vecchio Salone ecc.), a volte anche ironiche (il paese delle fontane, w l’Italia), a volte, infine, racconti brevi (Massimina), e semplici, che però assomigliano, per la piacevolezza con cui si leggono, ad avvincenti romanzi.
Anche e soprattutto il vernacolo è stato terreno fecondo dal quale sono nate indimenticabili commedie, farse e canzoni, che hanno deliziato e fatto sorridere e ridere, che rimarranno nella memoria di quanti hanno avuto il privilegio di leggere e ascoltare i suoi versi. Tra le sue creature, infine, non possiamo non citare il gruppo folcloristico de “A Racchia”, che ha reso speciali e impressi nella memoria collettiva molti dei Carnevali aiellesi.
Alla figlia Eleonora, alle sorelle Maria Pia ed Edda, ai fratelli Geniale e Pietro, e alla famiglia tutta, le condoglianze della Redazione del Blog di Aiello Calabro e degli Aiellesi nel Mondo.

RASSEGNA STAMPA

Camminando nella natura, ecco una discarica a cielo aperto

AIELLO CALABRO – Una piccola discarica a cielo aperto. Si trova lungo la stradina sterrata che da Bocca Ceraso in comune di Aiello Calabro conduce a località Varbàra. Il ritrovamento è avvenuto domenica mattina, 28 gennaio 2018, mentre insieme ad un gruppo di escursionisti dell’associazione Amici della Montagna stavamo attraversando il citato sentiero per percorrere l’anello Savuto – Monte Sant’Angelo – Cleto – Savuto. La discarica che si trova in una scarpata, ad opera di incivili e deturpatori dell’ambiente naturale, è composta da materiale vario, pneumatici, elettrodomestici, e diversi bidoncini arrugginiti, presumibilmente vuoti. La stessa è localizzabile nei pressi di queste coordinate (clicca qui). 
Abbiamo appena provveduto a fare una segnalazione con foto, tramite Pec, al comune di Aiello Calabro. Auspichiamo che la piccola discarica presto possa essere bonificata.

Savuto, Monte S. Angelo, Cleto con gli Amici della Montagna



Ospite dell’associazione Amici della Montagna, domenica scorsa, 28 gennaio 2018, il gruppo Jamu A Caminare ha partecipato ad una bella camminata – eravamo poco meno di 50 trekkers – che ha attraversato i territori di Cleto e Aiello Calabro. Partita da Savuto, la nutrita comitiva è salita su Monte S. Angelo e da qui è ridiscesa verso Cleto, alle spalle del castello. Il giro è continuato nel centro storico delll’antica Pietramala. Anche se noi di JAC abbiamo terminato il nostro cammino a Cleto (13 km in totale), il gruppo di AdM ha proseguito per Savuto dove ha chiuso l’anello per un totale di circa 16 km. Magnifica giornata di sport, natura e socialità. 
Grazie ad AdM per l’accoglienza e ai conduttori Morello e Sprovieri. 
Alla prossima e buon cammino a tutti. 

MAPPA

Fu al 5 di febbraio del predetto anno 1783 che in segno di ringraziamento qui si fece pubblica processione di penitenza… Al via il novenario dedicato a San Geniale 'e vutu

Come ogni anno, il 27 gennaio inizia il novenario per San Geniale ex voto