Estate 2017, le iniziative della Proloco

Domenica 30 Luglio Piazza Plebiscito

OLIMPIADI DEI GIOCHI POPOLARI
Categoria Under 18

Venerdì 4 Agosto Piazza Santa Maria

OLIMPIADI DEI GIOCHI POPOLARI
Ore 20:00  Gara da “Pasta Asciutta”
Ore 21:00  Gara dei Sacchi Adulti
Ore 21:30 Tiro alla Fune

Domenica 6 Agosto Loc. Acquafredda

“ACQUAFREDDA IN FESTA”
Ore 18:00 Santa Messa in Onore Madonna di Lourdes
Ore 20:30 Apertura stand Gastronomici
Ore 21:30 band Red Velvet Acoustic

Lunedì 14 Agosto Loc. Belvedere il Pizzone

“PIZZONE IN FESTA”
Ore 19:00 Presentazione del Libro: Chi ha Ucciso Rino Gaetano di  Bruno Mautone
Ore 20:30 Apertura stand Gastronomici
Ore 21:30 Rino Gaetano Tribute band

Martedì 15 Agosto Piazza Plebiscito

Ore 21:00   V” EDIZIONE AIELLO’S GOT TALENT

Mercoledì  16 Agosto Rione Patricello

“ II’ EDIZIONE PATRICELLO IN FESTA”
Ore 20:30 Apertura stand Gastronomici
Ore 21:30 Band CalaCrew

Venerdì 18 Agosto Corso Luigi de Seta

Ore 21:00 TORNEO DI BRISCOLA

Domenica  20 Agosto Piazza Santa Maria

ACQUAPARK ODISSEA 2000
Ore 07:00 Partenza Gita

Lunedì 21 Agosto Rione Valle

0re 18:00 Esibizione Equestre Fondo Valle Ranch

Esibizione e Battesimo della Sella per i Giovani  e Bambini Presenti

Presentato a Cleto Liberandisdòmini di Pantaleone Sergi. Ad Aiello, l'appuntamento letterario il 18 agosto nell'ambito delle manifestazioni estive



CLETO – Il libro di Pantaleone Sergi, LiberandisDòmini, è stato protagonista di un bell’incontro che ha riportato per un giorno nel paese in cui era nata nel 1952 la casa editrice fondata da Luigi Pellegrini. I motivi della presentazione a Cleto, in vero, sono più d’uno. Tralasciando l’aspetto culturale e letterario proprio di una presentazione libraria, e che l’editore è nato qui, c’è anche un’altra curiosa ragione: sulla copertina del volume campeggia la chiesetta castellense del S.S. Rosario, di cui abbiamo molto parlato per altre ragioni. La scelta, assolutamente casuale, è stata spiegata dallo stesso Sergi. Poteva essere un’immagine del terremoto del settembre 1905 che chiude nelle pagine finali le vicende di Mambrici paesino immaginario del sud, ma l’autore non ha avuto dubbi quando ha visto la foto scattata dalla figlia di ritorno da un giro per i paesini di Calabria, “perché ho percepito che più di ogni altra immagine rappresentasse l’essenza del mio libro”. 
Non come previsto nella piazzetta antistante la chiesetta castellense – che come si dice sarebbe stata la morte sua – ma causa temporale, nei locali del ristrutturato ex asilo nido, a fare gli onori di casa, lo scorso mercoledì pomeriggio, sono stati i due Giuseppe dell’amministrazione locale: il sindaco Longo e il vice Filice che hanno ringraziato l’autore e l’editore Walter Pellegrini, per aver accolto l’invito ad animare il rendez-vouz.
Poi c’è stato anche tempo – e lo ha fatto egregiamente Alberico Guarnieri – per parlare in termini critici del primo lavoro del giornalista, storico ed ora anche riuscito romanziere, il quale peraltro – come ha svelato la conduttrice dell’incontro, Antonietta Cozza – ha in serbo per i lettori una quadrilogia, sempre ambientata a Mambrici, che attraverserà tutto il secolo passato sino alle soglie dei nostri giorni. 
Liberandidòmini è un romanzo condito con parole dei nostri nonni, “di quella civiltà contadina in cui è immersa la storia”, ricco di termini del dialetto chiusi da tempo nei bauli, e sapientemente ripescati dall’autore che all’aspetto del linguaggio ha dedicato l’impegno maggiore. La storia invece era già scritta nella sua mente, ed è bastato poi metterla su carta. Gli intrecci che si dipanano in questo paesino, “immobile nel tempo e nello spazio”, che potrebbe essere qualsiasi paesino di Calabria, ruotano attorno a vari temi: l’amore, la divisione di classe tra nobili e povera gente, l’emigrazione, siccità e carestie, paventate epidemie di colera, morti ammazzati dalla “maffia”, e poi il terremoto del 1905, ma anche i primi timidi tentativi di resistenza socialista. 
Basti dire, per concludere, che è un libro piacevole che una volta iniziato a leggere non starà a prendere polvere sul comodino.


Festa del pane alla 15esima edizione. Appuntamento a Vignali di Serra d'Aiello sabato 5 agosto

Riceviamo e postiamo

SERRA D’AIELLO – 15°edizione della festa del pane di Serra d’Aiello. Nell’accogliente contrada Vignali, sabato 5 agosto calore, ospitalità e allegria la faranno da padrone. Il desiderio di rimettersi in gioco e la voglia di fare meglio dell’anno precedente rimane alta, e tutti i soci, volontari e simpatizzanti guidato dal presidente dell’Associazione, Adriano Briglio, anche questa volta si inpegneranno al massimo per ottenere un altro grande successo. 
La manifestazione, ideata ed organizzata dall’Associazione Culturale ”Progetto Vignali”, giunta alla 15° edizione prevede stand gastronomici (pane casareccio e culluriilli preparati al momento) con prodotti tipici provenienti esclusivamente dal luogo e molto altro. 
Per tutta la durata della manifestazione sarà accompagnata dallo spettacolo folkloristco ” I Tarantellari Calabrisi”.
Per sapere tutte le informazioni e le news della 15°edizione festa del pane di Serra d’Aiello sulla, si può consultare la pagina facebook o telefonare al numero 340 5450915.

350 anni fa, il 26 luglio 1667, l'arrivo delle Sacre Reliquie di San Geniale Martire, patrono di Aiello Calabro

Una processione del 1901
(archivio Longo-Cicero)
AIELLO CALABRO – Il 26 luglio di 350 anni fa ha segnato in maniera indelebile la storia dell’antica cittadina: quel giorno, provenienti da Roma, poi in nave da Napoli sino al porto di Amantea, le Reliquie di San Geniale giungono ad Ajello. Finalmente, il desiderio degli ajellesi di avere un corpo santo da venerare e dal quale farsi proteggere da carestie e terremoti, viene esaudito. È il periodo della controriforma in cui la chiesa, per riaffermare e rinsaldare la fede, la centralità vaticana e le proprie radici storiche, riscopre il Paleocristianesimo, facendo irradiare in tutto il mondo cattolico le ossa e il sangue dei primi martiri.
I resti mortali di Geniale, ragazzo di circa 14 anni morto sotto Diocleziano nel III secolo d.C., erano stati estratti dalle Catacombe di S. Lorenzo, per ordine di Papa Alessandro VII, il 4 di maggio del 1656 e consegnati in custodia al cardinale Alderano Cybo (fratello di Alberico II, duca del feudo calabrese), sino a quando non vengono concessi alla “terra di Aiello”, dove arrivano appunto il 26 luglio del 1667. 
Una immaginetta del 1941
Come riporta un atto notarile di Giovanni Angelo Inserra, quel giorno di 350 anni fa, il sindaco di Ajello Giuseppe Malta esibisce alla popolazione convenuta l’istrumento in pergamena, datato 10 giugno 1656, riguardante la concessione delle reliquie di San Geniale martire al Monastero dei Padri Zoccolanti di Santa Maria delle Grazie, affinché venga conservato a futura memoria.
Di particolare suggestione, la vicenda dell’arrivo della cassa ad Amantea, secondo la narrazione di un vecchio manoscritto di Gaetano Maruica del 1763, poi ripreso da Scipione Solimena nel libro sul martire del 1902. La cassa con le reliquie, una volta sulla spiaggia, è oggetto di contesa tra alcuni amanteani che vogliono appropriarsene, ed una donna aiellese di nome Tarquinia Ferrise: la cassa, durante il tentativo dei primi di sollevarla, diviene tanto pesante che solo Tarquinia riesce a prendere e portare dentro le mura del ducato, liberandosi, nel medesimo tempo, anche dal demonio da cui è posseduta. 
Stampa di metà ottocento
L’anno successivo, è il 6 maggio 1668, San Geniale viene ufficialmente proclamato patrono della cittadina dal delegato del vescovo di Tropea, diocesi di cui Ajello faceva parte.
L’auspicio in vista dell’edizione 350 del maggio 2018, avendo tempo necessario a disposizione, è che si possa pensare ad un articolato programma commemorativo, in collaborazione con la parrocchia di S. Maria Maggiore, enti, associazioni o singoli cittadini; e ad iniziative di ricerca e approfondimento documentale di questo pezzo importante di storia locale non solo religiosa.
RASSEGNA STAMPA