Richiedenti asilo e rifugiati. Il Comune di Aiello Calabro ospiterà per tre anni 14 persone. Il progetto è stato approvato dal Ministero dell’Interno

AIELLO CALABRO – Il progetto Sprar di accoglienza per richiedenti asilo, presentato dal comune di Aiello, codice 996, è stato finanziato con decreto del Ministero dell’Interno del 29 maggio scorso.
Il Comune tirrenico, come si evince dalla graduatoria approvata dal Ministero per il triennio 1 luglio 2017-30 giugno 2020, è destinatario di risorse (fondo Fnpsa) che ammontano, per ogni anno, a 208 mila euro, a cui si aggiunge il cofinanziamento dell’ente locale di circa 13 mila euro tramite conferimento di immobili e agevolazioni tributarie.
Per il piano di riparto nazionale, cd piano Anci, “che consente una più equilibrata distribuzione dei migranti”, i posti assegnati al comune aiellese sono 14. Quattordici richiedenti asilo e rifugiati i quali verranno ospitati in alloggi di privati dati in locazione ed individuati nei mesi scorsi dall’Ente municipale, dopo avviso pubblico e secondo precise caratteristiche di abitabilità.
Da quanto si legge in una delibera di giunta pubblicata all’albo pretorio, il prossimo passo per l’attuazione del piano di accoglienza sarà l’individuazione di un soggetto giuridico “cui assegnare, tramite procedura ad evidenza pubblica, l’incarico per la gestione del progetto Sprar finanziato”.
Tra i paesi del circondario che fanno parte della rete Sprar, c’è anche San Pietro in Amantea al quale sono stati assegnati 20 posti ed un finanziamento annuale di 268 mila euro.

EcoDay 2017, ripulita a cura dei giovani soci della Pro Loco di Aiello Calabro l'area picnic del Casellone. (E ora si vigili di più su chi sporca la Natura)

AIELLO CALABRO – L’area picnic del Casellone, che nei giorni scorsi il gruppo trekking “JamuACaminare” aveva segnalato essere sporca e vandalizzata (qui e qui), è stata ripulita dai volontari della Proloco di Aiello Calabro.
Nel corso dell’iniziativa ecologica, a cui hanno partecipato giovani del paese, sono stati raccolti una ventina di sacchi di pattume che ammorbavano una delle più pregevoli località di Monte Faeto, che d’estate, ma non solo, è meta di appassionati della montagna e anche, purtroppo, di chi l’ambiente non lo ama affatto e che è da additare tra i responsabili che hanno deturpato i vari chioschi di Casellone.
La giornata non è stata solo dedicata alla raccolta di rifiuti: i soci della pro loco infatti hanno piantumato un albero, come nella passata edizione. Quello di quest’anno è un castagno giapponese, mentre la volta scorsa era stato scelto un sorbo dell’uccellatore. Per la prossima iniziativa di “EcoDay”, invece, si è pensato di dotare l’area turistica di un faggio. Proprio perché il faggio, che ha dato il nome a monte Faeto, sino a metà ottocento – quando iniziò il disboscamento per fare spazio alla coltivazione della patata – era la specie arborea più diffusa.
Apprezzamenti un po’ da tutte le parti per la pulizia straordinaria sono giunti all’indirizzo dei volontari e della Proloco che ha organizzato. “Tenere pulito il nostro territorio – ha detto il presidente del sodalizio turistico, Marco Cino – è un gesto d’amore che valorizza ciò che abbiamo. La bellezza del nostro paese è frutto anche della cura che noi insieme riusciamo a dargli”.

Torri costiere in Calabria. Una mostra documentaria al museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, curata da Giuliano Guido. Sarà visitabile dall'11 luglio al 6 agosto

Le Torri costiere in Calabria. E’ il titolo della mostra fotografica curata da Giuliano Guido. “Le foto disegnano un “immaginario” percorso geografico, che parte da Rocca Imperiale, paese del cosentino della Calabria ionica, fino a raggiungere Tortora, paese dell’alto cosentino tirrenico, attraversando i paesi costieri delle diverse province calabresi. Un percorso geografico che diventa un affascinante viaggio nella storia”.
La mostra, ospitata nel Museo dei Brettii e degli Enotri a Cosenza, promossa da Dignità Del Lavoro Cooperativa sociale e da Giuliano Guido, sarà visitabile da martedì 11 luglio a domenica 6 agosto, negli orari di apertura del Museo.

Dal sito del Comune di Cosenza

Viaggio fotografico e documentario nelle storia delle “Torri costiere in Calabria”. Lo ha curato Giuliano Guido e inizia martedì 11 luglio, con inaugurazione alle ore 18, al Museo dei Brettii e degli Enotri che ha organizzato la mostra insieme alla cooperativa Dignità del Lavoro, che gestisce i servizi museali.
All’incontro saranno presenti lo stesso Guido, che illustrerà l’idea da cui nasce questo studio sulle fortificazioni costiere della Calabria; la direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Maria Cerzoso; Pierpaolo De Salvo, giornalista ed esperto e appassionato di storia e cultura calabresi. Modera la giornalista Adele Filice.
Le foto disegnano un “immaginario” percorso geografico, che parte da Rocca Imperiale, il primo comune cosentino della Calabria ionica, fino a raggiungere Tortora, ultimo comune dell’Alto Tirreno cosentino, attraversando i paesi costieri delle diverse province calabresi. Un percorso geografico che diventa per il visitatore un viaggio nella storia. Su 780 chilometri della costa calabrese, sono disseminati più di trecento edifici, costruiti in diverse epoche, che testimoniano appunto l’importanza storica delle coste della nostra regione nel corso delle varie dominazioni che si sono avvicendante nel tempo sul nostro territorio.
La mostra, ad ingresso gratuito, resterà aperta fino a domenica 6 agosto, negli orari di apertura del Museo (da martedì a venerdì 9 – 13 16.30 – 19.30, sabato e domenica 10/13 – 16.30/19.30), ed eccezionalmente, per il periodo del festival Confluenze, cioè fino al 29 luglio, anche in orario serale (da martedì a sabato fino alle 22.30).