Sopra e sotto le rocce di S. Caterina, passando dal Cozzo dei Ciclopi sino ad Onti


Santa Caterina è uno dei villaggi citati dagli storici, che si pensa siano stati fondati dopo l’invasione dei Saraceni nel 981. Ad Aiello, se ne contavano tredici o anche di più, tutti intitolati a santi. Domenica scorsa (26 marzo 2017), sebbene il tempo fosse incerto, si è invece rivelata una giornata fantastica (mi scuso per l’aggettivo che può sembrare esagerato). Eravamo in sette, e tutti e sette, siamo rimasti abbastanza colpiti dalla bellezza del percorso rurale, tra case sparse e aperta campagna: da S. Caterina, appunto, frazione di Aiello, ad Onti in comune di Lago, passando per il territorio di San Pietro in Amantea. Molto apprezzato il panorama che si gode dalla cresta delle colline: il mare, Amantea, la torre di avvistamento del castello nepetino, gli scogli di Isca, sulla sinistra; e la valle del fiume Olivo. Varbàra, Sant’Angelo, Aiello, Giani e Terrati, sulla destra. E poi ancora che dire delle rocce a strapiombo, da capogiro, molto più alte della famigerata Timpa d’a Calandia del nostro castello aiellese. Anche da sotto, le belle e singolari timpe modellate dal tempo, ci hanno un po’ rallentato il passo per via dei selfie che ognuno ha voluto abbondantemente scattarsi. Del pari interessanti le pietre che per scherzo chiamo “Cozzo dei Ciclopi” in località Arma, che da vicino, la più grande, sembra proprio come Pietra Cappa (a tal proposito, invito gli amici geologi a studiarlo questo grande monolito).

Nonostante un po’ tutti noi abbiamo regitrato passi e km, con app varie collegate al gps, i dati statistici sono un po’ discordanti. 
Qui sotto le gallerie fotografiche e la mappa della terza escursione 2017 (la numero 20 dall’inizio del cammino di #JamuaCaminare, nel lontano/vicino 2013).
Alla prossima, e buon cammino.
http://jamuacaminare.blogspot.it/

GALLERIA FOTO SU GOOGLE +
GALLERIA FOTO SU PAGINA FB DI JAMU A CAMINARE
GALLERIA FOTO SU FB DI GISA GUIDOCCIO
GALLERIA FOTO SU FB DI BRUNO CHIARELLO

26/mar/2017 09:06:58
Statistiche calcolate sui dati importati

domenica 26 marzo 2017 9.07 CEST
Distanza: 9,7 km
Durata: 4 ore, 11 minuti e 54 secondi
Velocità media: 2,3 km/h
Altezza minima: 307 m
Altezza massima: 688 m
Salita accumulata: 453 m
Discesa accumulata: 594 m

Premio “Francesco Graziano” 2017 – VI Edizione Bando di partecipazione

L’associazione ilfilorosso, che da tre decenni svolge un’intensa attività di promozione culturale attraverso l’omonima rivista, incontri, convegni, pubblicazioni di volumi e mostre organizza per il sesto anno consecutivo un premio nazionale dedicato al suo ideatore e fondatore Francesco Graziano.
Lo scopo del concorso è di dare voce a poeti e narratori offrendo loro “carta-imbarcazione e filo per comunicare” e creando altresì occasioni di incontro, studio e riflessione nelle varie manifestazioni che accompagneranno la cerimonia di premiazione dei vincitori che si svolgerà a Cosenza nel mese di giugno p.v.
Francesco Graziano (1949-2009), docente di italiano nei licei, instancabile animatore culturale, poeta e critico calabrese ha pubblicato saggi su Montale, Moravia, Pea, Roversi, Saba, Celati, La Cava, Seminara etc.
Sue poesie sono apparse su “La tartana degli influssi” (Bologna), “Incontri 2000” (Bologna), “Rendiconti” (Bologna), etc. Ha pubblicato nei “Quaderni de ilfilorosso” la raccolta di versi Nasse del Sud (2002) con prefazione e traduzione in inglese di Annalisa Saccà; presso Rubbettino Editore, il poema progressivo Cronache di anni d’abisso e di vento, con prefazione di Roberto Roversi. Dopo la sua scomparsa, gli amici bolognesi hanno dato alla stampa l’ultimo lavoro a cui si stava dedicando dal titolo Dentro il libro dei giorni con la revisione e la prefazione di Roberto Roversi, per i tipi della Pendragon editrice di Bologna.
Il premio, che registra in ciascuna edizione un numero sempre maggiore e qualificato di partecipanti provenienti da tutto il territorio nazionale, ha una giuria d’eccezione presieduta da Annalisa Saccà, docente di letteratura italiana presso la St. John’s University di New York, ed è composta da: Luigina Guarasci, direttore de ilfilorosso di Cosenza, Vincenzo Ferraro, dirigente scolastico e critico letterario di Cosenza, Salvatore Jemma, poeta e saggista di Bologna, Maria Lenti, poeta e saggista di Urbino, Giuseppe Sassano, docente e promotore culturale di Cosenza, Mariangela Chiarello, segretario del premio di Cosenza.
l premio si articola in quattro sezioni:
Sezione A: Poesia edita in lingua italiana: si partecipa inviando una raccolta edita di poesie.
Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: si partecipa inviando una raccolta inedita di poesie non inferiore a 200 versi.
Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana: si partecipa inviando una sola poesia inedita, che costituisca un momento significativo nel percorso letterario dell’autore.
Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana: si partecipa inviando un solo racconto breve inedito, senza nessun vincolo di contenuto. La prosa può appartenere a generi diversi: racconto, fiaba, dialogo, lettera ed ogni altra forma di narrazione. Il testo non dovrà superare le 10.000 battute (4 cartelle, spazi compresi).
Data ultima per l’invio delle opere è il 30 Aprile 2017.
L’invio delle opere può essere effettuato avvalendosi di una delle seguenti modalità:
– Spedizione postale, in un’unica busta regolarmente affrancata e indirizzata a: Associazione Culturale ilfilorosso-Premio nazionale di poesia c/o Gina Guarasci Graziano, Via Dalmazia 11, 87100 Cosenza.
Ogni opera deve essere inviata in sei copie, di cui una con i dati dell’autore (nome, cognome, indirizzo, numero telefonico, eventuale indirizzo e-mail, sezione di partecipazione).
In caso di partecipazione a più sezioni è possibile effettuare la spedizione in un’unica busta, indicando con chiarezza a quale sezione ogni opera viene associata.
 Spedizione elettronica, con un’unica mail all’indirizzo premiograziano@gmail.com, a cui va allegato un file in formato word o pdf contenente le opere, in unica copia, unitamente ai dati dell’autore.
La duplicazione sarà a cura della Segreteria, che renderà anonime le copie per la Giuria.
Ogni opera deve essere dattiloscritta o digitata al computer.
Per le opere inedite occorre indicare l’annotazione autografa:
“Dichiaro che i testi poetici presentati sono di mia produzione”.
Le quote di partecipazione (spese di segreteria) per ciascuna sezione sono:
Sezione A: Poesia edita in lingua italiana: euro 20.
Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: euro 20;
Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana: euro 10;
Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana: euro 10.
È ammessa la partecipazione a tutte le sezioni, previo versamento delle rispettive quote.
Il versamento delle quote di partecipazione va effettuato in uno dei seguenti modi:
– Bonifico bancario: codice IBAN IT18 I076 0116 2000 0001 2040 879  intestato a Associazione culturale ilfilorosso Via Marinella n° 4, 87054 Rogliano(Cs), riportando come causale: Contributo di partecipazione Premio Graziano.
– Versamento su Conto Corrente Postale al numero 12040879 intestato a Associazione culturale ilfilorosso Via Marinella n° 4, 87054 Rogliano(Cs), riportando come causale: Contributo di partecipazione Premio Graziano.
La comunicazione degli esiti del concorso sarà inviata, unitamente all’invito a partecipare alla cerimonia di premiazione, a tutti i concorrenti all’indirizzo di posta elettronica da loro indicato.
Gli esiti saranno comunque pubblicati anche sul sito de ilfilorosso www.ilfilorosso.it, nella sezione dedicata al premio.
I premi dovranno essere ritirati direttamente dagli interessati o da persone da loro delegate, eccezion fatta per i premi in denaro per i quali è obbligatoria la presenza dell’autore. In caso contrario si perde qualsiasi diritto.

I premi assegnati sono i seguenti:

Sezione A: Poesia edita in lingua italiana:
Primo premio:  euro 300; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivistailfilorosso;
Secondo premio: euro 200; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivistailfilorosso;
Terzo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivistailfilorosso.

Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: la silloge che risulterà vincitrice verrà pubblicata gratuitamente dailfilorosso editore e l’autore ne riceverà in omaggio 30 copie.
Il volume, dotato di codice ISBN proprio, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr, verrà inserito nel catalogo deilfilorosso editore che provvederà anche alla prima presentazione.

Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana:
Primo premio: euro 150; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio  “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Secondo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio “F. Graziano”edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Terzo premio: manufatto artistico; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivistailfilorosso.
L’antologia di poesia dedicata al  premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore conterrà la poesia dell’autore vincitore e quelle degli autori finalisti e segnalati dalla giuria. Il volume avrà le seguenti caratteristiche: codice ISBN proprio, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr e sarà disponibile nel corso della cerimonia di premiazione al prezzo di copertina.

Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana:
Primo premio: euro 150; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio  “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivistailfilorosso;
Secondo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio  “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Terzo premio: manufatto artistico; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio  “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;

L’antologia di racconti dedicata al  premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore conterrà la prosa dell’autore vincitore e quelle degli autori finalisti e segnalati dalla giuria. Il volume avrà le seguenti caratteristiche: codice ISBN proprio, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr e sarà disponibile nel corso della cerimonia di premiazione al prezzo di copertina.

Per informazioni:
Scrivere all’indirizzo premiograziano@gmail.com oppure telefonare al 340 6105021.

Storia del Culto


La storia
Quella successiva alla Riforma protestante fu una fase storica, in cui studiosi e dottori della Chiesa, come Cesare Baronio (Sora 1538 – Roma 1607), cardinale e storico che scrisse una monumentale storia della Chiesa per confutare i contenuti delle “Centurie di Magdeburgo” ed Antonio Bosio (1629-1652), il “Colombo della Catacombe” a cui è dovuta la mappatura dei cimiteri romani, riaffermano e rinsaldano la fede, la centralità vaticana e le proprie radici storiche, riscoprendo il Paleocristianesimo. Dalle fondamenta della Città Eterna, da quelle Catacombe in cui “di notte, mentre il sonno assopiva i rimorsi degl’imperatori e del popolo di Roma, i generosi fedeli raccoglievano il Sangue e i Corpi dei Martiri, rimasti esposti nel giorno al pubblico ludibrio, e con gelosa cura li depositavano…. (Solimena)”, parte l’operazione di rinsaldare la fede, minacciata dalla Riforma, irradiando in tutto il mondo cattolico le ossa e il sangue di questi primi eroi del Cristianesimo.
In questo periodo, gli Aiellesi, dopo le sciagure provocate dal terremoto del 1638, cantate in una poesia di Giuseppe Di Valle, si sentono indifesi contro la forza devastante della natura. Sentono il bisogno di farsi proteggere.
L’occasione si offre con Alderano Cybo, cardinale molto influente della famiglia allora feudataria di Aiello. A lui chiedono di intercedere per ottenere qualche reliquia di santo martire. E le ottengono nel 1667 quando arrivano ad Aiello quelle di Geniale, un giovane che muore tra il I e III secolo d.C. da martire “a testimonianza dell’Evangelo, di quell’Evangelo – scrive il Solimena nel libro sul patrono aiellese, ripubblicato nel 1992 dall’editore Brenner – ch’è il più santo ed il più giusto di tutti i codici dell’umanità”.
Purtroppo però, come ebbe ad evidenziare lo stesso Solimena, e come risulta dagli studi dei Bollantisti, “nel Martirologio non si parla del Martire nostro. L’omissione – spiega – potrebbe attribuirsi al fatto che in certi giorni era così grande il numero dei Martiri, da riuscire difficile e qualche volta impossibile il prenderne nota”.
Tuttavia, questa circostanza nulla toglie alla venerazione delle spoglie del santo, sostenuta negli anni cinquanta, in occasione di una visita pastorale, anche dal vescovo di Tropea, Monsignor Agostino Saba (Aiello faceva parte sino a quegli anni di quella Curia vescovile, mentre ora fa parte della Diocesi Cosenza-Bisignano).
I resti mortali del martire cristiano erano state estratte dalle Catacombe di S. Lorenzo, per ordine di Papa Alessandro VII, il 4 di maggio del 1656 e consegnati in custodia al cardinale Alderano Cybo, sino a quando non vennero concesse (atto notarile del 10 giugno 1656) alla “terra di Aiello”, dove giunsero il 26 luglio del 1667. La “capsula quadrata”, contenente le reliquie e la boccia con il sangue del martire, era partita da Roma per Napoli e consegnate a Padre Francesco da Pietramala del Monastero dei Padri Zoccolanti di Santa Maria delle Grazie a cui era destinata. Da Napoli, via mare, arrivarono ad Amantea. Depositata sulla spiaggia, fu oggetto di contesa tra alcuni amanteani che volevano appropriarsene, ed una eroica donna aiellese a nome Tarquinia Ferrise. Lì avvennero i primi miracoli: la cassa, durante il tentativo degli amanteani di sollevarla, divenne tanto pesante che solo Tarquinia riuscì a sollevare e portare ad Aiello, liberandosi, nel medesimo tempo, anche dal demonio da cui era posseduta. Qui giunta, la cassa viene portata nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara, ma ci volle il 6 maggio del 1668, con l’arrivo del Vicario generale di Tropea, Don Orazio D’Amato, inviato dall’allora vescovo titolare, monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo, per constatare che i sigilli erano intatti e nominare Geniale patrono di Aiello Calabro. Le reliquie furono così portate fuori le mura della città, nel Convento dei Zoccolanti e depositate nella Cappella gentilizia Cybo, dove rimasero sino al 1808. 
Il simulacro fu costruito con tre serrature, le chiavi furono consegnate rispettivamente al Guardiano del Convento, al Vicario Foraneo e al Sindaco di Aiello.
Da allora ogni prima domenica di maggio si celebra la festa di S. Geniale, Patrono di Aiello. E dalla quella data inizia la lunga serie di “miracoli” del Santo Patrono, non solo a favore degli Aiellesi, ma di tutti i paesi del Circondario che ne divennero così molto devoti. A partire dal 1783, anno del sisma disastroso, si comincia a festeggiare anche come ex voto il 5 di febbraio, per avere, il patrono, preservato la città e limitato i danni del terribile “tremuoto”.
A partire dal 1808, e per volere dei fedeli, la Statua del Patrono fu custodita nella chiesa Matrice dove attualmente si trova.

Notizie tratte da:

• “San Geniale Martire” di Scipione Solimena, Palmi 1902;

• Atti Conferenza sul Culto di S. Geniale – maggio 2003 (Relazione di Fausto Cozzetto, docente di Storia Moderna dell’Università della Calabria);

• Mostra documentale Archivio di Stato di Cosenza (Documentazione notarile dell’epoca, conservata presso l’Archivio, diretto dalla dott.ssa Anna Maria Fazio); 

La Ricognizione delle Reliquie

Nel mese di novembre del 2003, si è conclusa – con il patrocinio ed il contributo dell’Amministrazione Comunale – la Ricognizione Canonica sul ‘corpo santo’ di Geniale martire, voluta da monsignor Giuseppe Agostino, Metropolita di Cosenza-Bisignano. Un atto questo che si colloca, come è scritto nella relazione di don Enzo Gabrieli, presidente della Commissione diocesana di Ricognizione, “nel cammino che la nostra Chiesa locale sta facendo, per la riscoperta e la valorizzazione della memoria dei Santi e dei Martiri”.

La Commissione, di cui ha fatto parte, tra gli altri, anche il Rev. Don Ortensio Amendola, parroco di Santa Maria Maggiore (dove sono custodite le Reliquie), ha provveduto in 6 sessioni a catalogare ed esaminare i resti di Geniale. Dall’analisi medica è risultato che le ossa appartenenti ad un giovinetto (14/16 anni) di 160/170 cm, rinvenute nel simulacro, erano dignitosamente conservate e munite di autentica. Oltre alle ossa sono stati rinvenuti altri reperti (tra questi il frammento di muro in malta e resti dell’ampolla in vetro contenente il sangue del martire, provenienti dalla catacomba di S. Lorenzo in Roma). Le ossa repertate sono state poste in un’urna sigillata. Così gli altri reperti, messi in una urna, esterna al simulacro, anch’essa munita di sigillo arcivescovile.

Notizie tratte da:

• Relatio Recognitionis Reliquiarium Geniali Martyris – a cura della Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano – Commissione per la Ricognizione sulle Reliquie;

• Conferenza sulla Ricognizione – dicembre 2003 (relatori: Don Enzo Gabrieli, presidente Commissione e vicepostulatore causa dei Santi; Don Ortensio Amendola, parroco di Santa Maria Maggiore; Elisabetta Mazzei, storico delle Religioni; sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci; assessore cultura comune, Bruno Pino).

Il Restauro

Con il finanziamento della famiglia Solferino, da sempre devota al patrono, nel 2004 è stato effettuato il restauro (descialbatura e disinfestazione) del busto reliquiario del Martire.

Il busto consiste in un pregevole opera di bottega partenopea della prima metà del 1700, nella cui predella sono ospitate le reliquie del Santo Martire. Raffigura un giovinetto dalle armoniose ed aggraziate fattezze, in abiti romani in atteggiamento orante e incoronato da un angelo.

Le operazioni di restauro – affidate alla ditta “Daniela del Francia” di Roma – si sono rese possibili grazie ai nulla osta della Curia e della Soprintendenza ai beni artistici di Cosenza ed al supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune.


a cura di Bruno Pino