Tra le frazioni di Aiello. Da Cannavali al Savuto e Stragolera


#JamuACaminare2016 decima escursione rurale#27dicembre2016
Da Cannavali al fiume Savuto, tappa a cozzo d’u Pilieri e Funtana dei 5 uccelli

Statistiche calcolate sui dati importati

Distanza: 7,6 km
Durata: 4 ore, 18 minuti e 14 secondi
Velocità media: 1,8 km/h
Altezza minima: 166 m
Altezza massima: 398 m
Salita accumulata: 403 m
Discesa accumulata: 335 m
Una caminata davvero bella e suggestiva, e nello stesso tempo dura.
Grazie a Luca Bennardo per averci fatto da guida.



Aggiornamento del 30 dicembre ore 19,30
La prevista escursione di domani, sabato 31 dicembre, per indisponibilità di diversi partecipanti di #jamuacaminare, è rinviata. 
Ci aggiorniamo alla pizzata di gruppo che, se vorrete, si potrà fare sabato 7 gennaio 2017. In quella occasione programmeremo le prossime escursioni. 
Buon anno a tutti e buon cammino!

Ecco il calendario 2017

AIELLO CALABRO – È stato presentato il 26 dicembre scorso, il Calendario 2017 che la Pro Loco di Aiello Calabro ha realizzato per il secondo anno consecutivo. Come nell’edizione precedente, le immagini corredate da didascalie e notizie di storia locale, ritraggono scorci particolari della cittadina, e delle frazioni. 
Lo scopo della pubblicazione è quella di entrare nelle case di tutti gli Aiellesi, soprattutto di quelli che vivono lontano dal paese in cui sono nati; e di far conoscere l’antico borgo arroccato sulle colline dell’entroterra tirrenico cosentino, a chi ancora non ne conosce le sue caratteristiche.
ALBUM FOTOGRAFICO PRESENTAZIONE

N.B. PER RICHIEDERE IL CALENDARIO RIVOLGERSI ALLA PROLOCO DI AIELLO CALABRO – Pagina FB

Ecco, man mano che i mesi scorreranno, le pagine del Calendario 2017, che di volta in volta pubblicherà la Pro Loco di Aiello Calabro sulla sua pagina FB.
CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI GENNAIO

Una veduta del paese, con il Rione Valle, visto da colle S. Elia meglio conosciuto come ‘u Pizzune
Il quartiere, che in parte vediamo nella foto, è tra i più antichi di Aiello. Scomparsa dalla memoria collettiva, in questo luogo sorgeva la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, esistita tra i secoli XVI e XVIII. Sebbene non sia rimasta traccia del luogo di culto nel tessuto urbano, l’intitolazione della parrocchia al protettore degli animali domestici, del bestiame e del lavoro dei campi che si ricorda il 17 gennaio, è comprensibile poiché ‘a ‘Valla’ era abitata in prevalenza da contadini, così come ci dicono le rivele del catasto onciario. Nel quartiere, inoltre, ha sede il museo della civiltà contadina che si spera, nel prossimo futuro, possa essere finalmente aperto al pubblico.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI FEBBRAIO
Resti del castello
Fu certamente “una delle prime fortezze del regno” (L. Alberti, 1525/26). Il vecchio maniero che dal promontorio Tilesio su cui sorge domina il borgo medievale, nella struttura attuale, risale al periodo aragonese. Ingloba strutture precedenti del periodo normanno, e forse anche di quello bizantino. Dall’alto delle sue torri, si poteva controllare una bretella della via consolare romana Annia che sboccava al mare. Distrutto a seguito di diversi terremoti, del castello restano ancora importanti vestigia, quali mura perimetrali, torri (il mastio a base quadrata che vediamo nella foto, la torre dell’orologio e diverse torri d’avvistamento), cisterne per i bisogni della cittadella. Vi si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MARZO
Scorci dell’abitato
Girando tra vote e vinelle, ecco tre immagini del caratteristico tessuto urbano.
La prima ritrae corso Umberto I, con i suoi portoni in pietra ad arco, che dalla scalinata di fronte al palazzo de Dominicis si interseca con corso Luigi De Seta, passando per la piazza che ospita i palazzi Giannuzzi e Viola, e che arriva nei pressi di San Giuliano.
La seconda e la terza foto, da opposte prospettive, immortalano scesa Lavatoio che da piazza Plebiscito giunge fino al corso Vittorio Emanuele II. La gradinata sino a pochi anni fa era il luogo d’azione artistica del pittore e scultore aiellese Francesco Magli, nonché per anni luogo di incontro, dopo gli spettacoli estivi.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI APRILE
Aiello, con la rupe del castello visti da monte Faeto
Eccolo! Il Colle Tilesio che domina l’antico borgo, la vallata dell’Oliva, le colline di Varbàra e laggiù il mar Tirreno. Una posizione, quella di Aiello, da cui si possono ammirare panorami di emozionante bellezza: non solo una splendida vista verso il mare, che regala spesso arrossati tramonti con le isole Eolie, ma anche e soprattutto vedute delle montagne dell’Appennino con il maestoso monte Cocuzzo.
Circondato da collane di monti, tutto il territorio aiellese è generoso di diversi itinerari per chi ama camminare all’aria aperta ed apprezzarne la natura.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MAGGIO
Il centro storico ritratto dal castello
Dal “castello sottano”, come lo chiamiamo noi aiellesi, ovvero da quella fetta di terreno sotto le mura di cinta del vecchio maniero, affacciati come su una lunga balconata, si possono udire i ritmi della piccola comunità, i suoni isolati, rarefatti, di chi lavora, o di chi discute in piazza.
In basso, “e casicelle stritte e ammunzellate / fravicate allu pede d’u castiellu”. Non è più l’Aiello di tanti anni fa che contava quasi 6 mila abitanti, ma ancora oggi, o forse ancora di più oggi, rimane intatta la sua magia, soprattutto per chi vive lontano.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI GIUGNO
Via Castello e corso Umberto I
Tutto il paese è un ricamo di vichi, piazzette, vinelle. I primi due scatti sono scorci di via Castello, la parte alta della cittadina, che dalla Porta di Suso o Soprana, passando accanto al palazzo de Dominicis conduce alla Rupe, passando da Santi Cosma e Damiano, chiesa esistente dal 1599, sino al luogo dove c’era un tempo la chiesa di San Nicola, esistente nel XVI secolo e distrutta dal terremoto del 1638.
La terza foto ritrae invece l’inizio di corso Umberto I, in cui spicca sulla destra il palazzo imponente della famiglia di Malta. Poco più giù, non visibile nella foto, la Casa Comunale, appena restaurata.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI LUGLIO
Rione Patricello di notte
Il Rione Patricello o Milanese è situato sotto al paese. La sua realizzazione risale agli anni successivi al terremoto del settembre 1905. Viene inaugurato il 27 ottobre 1907 e costruito con fondi del comitato milanese pro Calabria che consegna al Comune di Aiello le otto case baraccate, che accoglieranno gli sfollati del terremoto dell’8 settembre di due anni prima. Il nuovo quartiere “dalle palazzine simmetriche, dalle strade ampie, con in mezzo una magnifica piazza”, così come lo ebbe a descrivere il giornalista Giovanni Solimena, diede ospitalità a 70 famiglie senza tetto.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI SETTEMBRE

Ancora qualche viuzza interna
Il centro storico è un ricco scrigno da scoprire con calma. Ecco altri scatti che ne rivelano il fascino antico. Il primo riguarda via Campanaro, che sbocca a Santa Maria, e che prosegue, attraversando la piazza, giù verso Patricello.
La seconda immagine si riferisce a via Unità d’Italia, come si chiama dal 17 marzo 2011. Siamo nel l’antico quartiere della Praca (dal greco praxos, roccia).
Il terzo frame riprende via Aricella che nel settembre 2005, in occasione del centenario del terremoto del 1905, è stata intitolata al notaio e giornalista aiellese, Giovanni Solimena, che del sisma scrisse numerose corrispondenze, richiamando l’attenzione nazionale sulla tragedia di Aiello.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI OTTOBRE

Veduta di Cannavali
Aiello, che vanta un ampio territorio, ben 39 chilometri quadrati, conta decine di frazioni, più o meno grandi. Affacciate sul Savuto, man mano che si discende verso valle, sono ubicate Stragolera, Cannavali e Persico. Una parte del territorio comunale, certamente da conoscere ed esplorare. Come da conoscere e apprezzare sono anche le frazioni ubicate negli altri punti cardinali, quali Borgile, Santa Caterina, Giani, Calendola e altre che non citiamo tutte poiché sono diverse decine. Di Cannavali, che abbiamo fotografato da monte Sant’Angelo, si notano in particolare, tra le case che guardano verso il fiume e l’autostrada, la graziosa chiesa intitolata alla Madonna del Rosario ed il campanile.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI NOVEMBRE

Monumento ai Caduti
Realizzato negli anni ’80 da maestranze locali (ricordiamo mastru Pascale Russu), in località Porta Soprana. All’interno del giardino è posizionata l’opera di Mario Pelletti da Pietrasanta: un gruppo scultoreo in marmo, raffigurante un soldato morente inginocchiato, sorretto da un soldato in piedi che regge la bandiera.
Dietro, sulla parete, le lapidi con i nomi di uomini che hanno sacrificato la loro vita per la Patria. Proprio in questo periodo in cui è in corso il Centenario della Grande Guerra del 15-18, ci sembra importante ricordarli tutti, dal semplice soldato, al graduato.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI DICEMBRE

Santa Maria
Il duomo, sede della parrocchia omonima, è a pianta basilicale, con tre navate. Si trova nei pressi della porta urbica del Tubolo e guarda dall’alto tutta la valle Oliva. Al suo interno, si conserva la pregevole statua settecentesca con le Reliquie di S. Geniale Martire, patrono della cittadina che si festeggia la prima domenica di maggio e come ex voto il 5 febbraio. Nella navata centrale spiccano l’abside con arco trionfale a tutto sesto; e l’altare in marmi policromi barocchi del XVII secolo, di bottega napoletana, il quale proviene, assieme alla balaustra con stemmi vescovili, dalla distrutta Chiesa di S. Giacomo presso il Monastero delle Clarisse. La facciata principale presenta il portale litico rinascimentale e lunetta ad arco a tutto sesto del XV secolo. Sulla destra, si erge la cinquecentesca torre campanaria a pianta quadrata con monofore in tufo.

Ecco il calendario 2017

AIELLO CALABRO – È stato presentato il 26 dicembre scorso, il Calendario 2017 che la Pro Loco di Aiello Calabro ha realizzato per il secondo anno consecutivo. Come nell’edizione precedente, le immagini corredate da didascalie e notizie di storia locale, ritraggono scorci particolari della cittadina, e delle frazioni. 
Lo scopo della pubblicazione è quella di entrare nelle case di tutti gli Aiellesi, soprattutto di quelli che vivono lontano dal paese in cui sono nati; e di far conoscere l’antico borgo arroccato sulle colline dell’entroterra tirrenico cosentino, a chi ancora non ne conosce le sue caratteristiche.
ALBUM FOTOGRAFICO PRESENTAZIONE

N.B. PER RICHIEDERE IL CALENDARIO RIVOLGERSI ALLA PROLOCO DI AIELLO CALABRO – Pagina FB

Ecco, man mano che i mesi scorreranno, le pagine del Calendario 2017, che di volta in volta pubblicherà la Pro Loco di Aiello Calabro sulla sua pagina FB.
CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI GENNAIO

Una veduta del paese, con il Rione Valle, visto da colle S. Elia meglio conosciuto come ‘u Pizzune
Il quartiere, che in parte vediamo nella foto, è tra i più antichi di Aiello. Scomparsa dalla memoria collettiva, in questo luogo sorgeva la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, esistita tra i secoli XVI e XVIII. Sebbene non sia rimasta traccia del luogo di culto nel tessuto urbano, l’intitolazione della parrocchia al protettore degli animali domestici, del bestiame e del lavoro dei campi che si ricorda il 17 gennaio, è comprensibile poiché ‘a ‘Valla’ era abitata in prevalenza da contadini, così come ci dicono le rivele del catasto onciario. Nel quartiere, inoltre, ha sede il museo della civiltà contadina che si spera, nel prossimo futuro, possa essere finalmente aperto al pubblico.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI FEBBRAIO
Resti del castello
Fu certamente “una delle prime fortezze del regno” (L. Alberti, 1525/26). Il vecchio maniero che dal promontorio Tilesio su cui sorge domina il borgo medievale, nella struttura attuale, risale al periodo aragonese. Ingloba strutture precedenti del periodo normanno, e forse anche di quello bizantino. Dall’alto delle sue torri, si poteva controllare una bretella della via consolare romana Annia che sboccava al mare. Distrutto a seguito di diversi terremoti, del castello restano ancora importanti vestigia, quali mura perimetrali, torri (il mastio a base quadrata che vediamo nella foto, la torre dell’orologio e diverse torri d’avvistamento), cisterne per i bisogni della cittadella. Vi si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MARZO
Scorci dell’abitato
Girando tra vote e vinelle, ecco tre immagini del caratteristico tessuto urbano.
La prima ritrae corso Umberto I, con i suoi portoni in pietra ad arco, che dalla scalinata di fronte al palazzo de Dominicis si interseca con corso Luigi De Seta, passando per la piazza che ospita i palazzi Giannuzzi e Viola, e che arriva nei pressi di San Giuliano.
La seconda e la terza foto, da opposte prospettive, immortalano scesa Lavatoio che da piazza Plebiscito giunge fino al corso Vittorio Emanuele II. La gradinata sino a pochi anni fa era il luogo d’azione artistica del pittore e scultore aiellese Francesco Magli, nonché per anni luogo di incontro, dopo gli spettacoli estivi.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI APRILE
Aiello, con la rupe del castello visti da monte Faeto
Eccolo! Il Colle Tilesio che domina l’antico borgo, la vallata dell’Oliva, le colline di Varbàra e laggiù il mar Tirreno. Una posizione, quella di Aiello, da cui si possono ammirare panorami di emozionante bellezza: non solo una splendida vista verso il mare, che regala spesso arrossati tramonti con le isole Eolie, ma anche e soprattutto vedute delle montagne dell’Appennino con il maestoso monte Cocuzzo.
Circondato da collane di monti, tutto il territorio aiellese è generoso di diversi itinerari per chi ama camminare all’aria aperta ed apprezzarne la natura.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI MAGGIO
Il centro storico ritratto dal castello
Dal “castello sottano”, come lo chiamiamo noi aiellesi, ovvero da quella fetta di terreno sotto le mura di cinta del vecchio maniero, affacciati come su una lunga balconata, si possono udire i ritmi della piccola comunità, i suoni isolati, rarefatti, di chi lavora, o di chi discute in piazza.
In basso, “e casicelle stritte e ammunzellate / fravicate allu pede d’u castiellu”. Non è più l’Aiello di tanti anni fa che contava quasi 6 mila abitanti, ma ancora oggi, o forse ancora di più oggi, rimane intatta la sua magia, soprattutto per chi vive lontano.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI GIUGNO
Via Castello e corso Umberto I
Tutto il paese è un ricamo di vichi, piazzette, vinelle. I primi due scatti sono scorci di via Castello, la parte alta della cittadina, che dalla Porta di Suso o Soprana, passando accanto al palazzo de Dominicis conduce alla Rupe, passando da Santi Cosma e Damiano, chiesa esistente dal 1599, sino al luogo dove c’era un tempo la chiesa di San Nicola, esistente nel XVI secolo e distrutta dal terremoto del 1638.
La terza foto ritrae invece l’inizio di corso Umberto I, in cui spicca sulla destra il palazzo imponente della famiglia di Malta. Poco più giù, non visibile nella foto, la Casa Comunale, appena restaurata.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI LUGLIO
Rione Patricello di notte
Il Rione Patricello o Milanese è situato sotto al paese. La sua realizzazione risale agli anni successivi al terremoto del settembre 1905. Viene inaugurato il 27 ottobre 1907 e costruito con fondi del comitato milanese pro Calabria che consegna al Comune di Aiello le otto case baraccate, che accoglieranno gli sfollati del terremoto dell’8 settembre di due anni prima. Il nuovo quartiere “dalle palazzine simmetriche, dalle strade ampie, con in mezzo una magnifica piazza”, così come lo ebbe a descrivere il giornalista Giovanni Solimena, diede ospitalità a 70 famiglie senza tetto.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI SETTEMBRE

Ancora qualche viuzza interna
Il centro storico è un ricco scrigno da scoprire con calma. Ecco altri scatti che ne rivelano il fascino antico. Il primo riguarda via Campanaro, che sbocca a Santa Maria, e che prosegue, attraversando la piazza, giù verso Patricello.
La seconda immagine si riferisce a via Unità d’Italia, come si chiama dal 17 marzo 2011. Siamo nel l’antico quartiere della Praca (dal greco praxos, roccia).
Il terzo frame riprende via Aricella che nel settembre 2005, in occasione del centenario del terremoto del 1905, è stata intitolata al notaio e giornalista aiellese, Giovanni Solimena, che del sisma scrisse numerose corrispondenze, richiamando l’attenzione nazionale sulla tragedia di Aiello.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI OTTOBRE

Veduta di Cannavali
Aiello, che vanta un ampio territorio, ben 39 chilometri quadrati, conta decine di frazioni, più o meno grandi. Affacciate sul Savuto, man mano che si discende verso valle, sono ubicate Stragolera, Cannavali e Persico. Una parte del territorio comunale, certamente da conoscere ed esplorare. Come da conoscere e apprezzare sono anche le frazioni ubicate negli altri punti cardinali, quali Borgile, Santa Caterina, Giani, Calendola e altre che non citiamo tutte poiché sono diverse decine. Di Cannavali, che abbiamo fotografato da monte Sant’Angelo, si notano in particolare, tra le case che guardano verso il fiume e l’autostrada, la graziosa chiesa intitolata alla Madonna del Rosario ed il campanile.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI NOVEMBRE

Monumento ai Caduti
Realizzato negli anni ’80 da maestranze locali (ricordiamo mastru Pascale Russu), in località Porta Soprana. All’interno del giardino è posizionata l’opera di Mario Pelletti da Pietrasanta: un gruppo scultoreo in marmo, raffigurante un soldato morente inginocchiato, sorretto da un soldato in piedi che regge la bandiera.
Dietro, sulla parete, le lapidi con i nomi di uomini che hanno sacrificato la loro vita per la Patria. Proprio in questo periodo in cui è in corso il Centenario della Grande Guerra del 15-18, ci sembra importante ricordarli tutti, dal semplice soldato, al graduato.

CALENDARIO AIELLESE 2017 MESE DI DICEMBRE

Santa Maria
Il duomo, sede della parrocchia omonima, è a pianta basilicale, con tre navate. Si trova nei pressi della porta urbica del Tubolo e guarda dall’alto tutta la valle Oliva. Al suo interno, si conserva la pregevole statua settecentesca con le Reliquie di S. Geniale Martire, patrono della cittadina che si festeggia la prima domenica di maggio e come ex voto il 5 febbraio. Nella navata centrale spiccano l’abside con arco trionfale a tutto sesto; e l’altare in marmi policromi barocchi del XVII secolo, di bottega napoletana, il quale proviene, assieme alla balaustra con stemmi vescovili, dalla distrutta Chiesa di S. Giacomo presso il Monastero delle Clarisse. La facciata principale presenta il portale litico rinascimentale e lunetta ad arco a tutto sesto del XV secolo. Sulla destra, si erge la cinquecentesca torre campanaria a pianta quadrata con monofore in tufo.

Il pio Enea

courtesy of Wikipedia

di Carmelina Sicari – direttrice di Calabria Sconosciuta 

Rifletto con gli occhi stupiti dalla nuova emigrazione su un migrante eccellente, Enea definito pio. Ma Enea era davvero pio? In un articolo apparso su un quotidiano il 14 maggio si metteva fortemente in dubbio tale caratteristica e si sa che mettere in dubbio la pietas di Enea significa mettere in dubbio quella stessa caratteristica in Virgilio suo autore e maestro di Dante, come dire toccare una pagina importante della letteratura nazionale e mondiale. La prova più provata per Zagrebelsky l’autore dell’articolo è nel duello finale tra Enea e Turno, l’empietà dell’eroe troiano che uccide il nemico prono vinto e che implora pietà. Ma Enea è pietoso. La sua pietas non è individuale per così dire ma storica e collettiva. Porta in sè un’eredità e ne raccoglie un’altra. L’eredità al tramonto del popolo latino che innesta in quella che i suoi Penati contengono l’eredità storica di un mondo distrutto,Troia e l’Asia. La sua pietas è quella di un costruttore di civiltà, di un restauratore di quelle scomparse, di un innovatore. Ricostruisce le rovine si muove in una logica inaudita globale, geopolitica. Il sogno dell’unità con l’Asia è l’antico sogno della romanità basti pensare a quello che è testimoniato nella Villa Adriana da parte di un imperatore come Adriano che ha sempre suscitato una profonda ammirazione. La Yourcenar ne fa un eroe del pensiero e dell’utopia storica. Ma che Enea e Virgilio sia profeta a sua volta di un impero, restaurato per la pace, lo hanno detto Curtius e George. Orazio ne esaltava la vita nel carmen saeculare. 
L’inquietante interrogativo che ci si pone è: Pietas significa restaurare, innestare, mescolare e dunque il popolo di migranti che si affaccia alle nostre coste è pietoso?


Ciao suor Concetta

AIELLO CALABRO – Alla vigilia di Natale, suor Concetta Spiridigliozzi è tornata alla Casa del Padre. La religiosa, che si trovava da tempo nella Casa delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Carpenedolo (BS), si è spenta all’improvviso mentre stava preparando la cena. La notizia è stata comunicata dal parroco di Aiello, padre Jean Paul Mavungu e dalle consorelle della sede aiellese, nel corso della S. Messa di sabato notte.
La decana delle suore del Sacro Cuore di Gesù di Aiello Calabro era arrivata nel comune tirrenico nel lontano 1976, e per 23 anni, sino al settembre 1999 aveva vissuto nella nostra comunità. Prima di partire per un’altra destinazione, vicina alla sua natale Pontecorvo, la Comunità volle conferirle la Cittadinanza onoraria.
Suor Concetta era sempre stata, con umiltà e laboriosità, una forte testimonianza di Cristo, un punto di riferimento, di conforto e di consiglio, per i malati, gli anziani, i bambini, e per tutti, credenti e non sia di Aiello che dei paesi vicini.
Ciao suor Concetta.

Una messa in suffragio sarà celebrata venerdì 30 dicembre alle ore 16 a S. Maria Maggiore.

Link utili

Qui di seguito, tratto dal libretto curato da Gisa Guidoccio per ricordare i trenta anni della Suore FSCJ ad Aiello, pubblicato dall’Amministrazione comunale ad agosto 2006, ecco un testo sulla storia delle religiose e la loro attività.

Dalle Memorie della Casa di Aiello
Anno 1976
L’opera delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù  si è diffusa un po’ in tutto il mondo. Quasi in ogni continente della terra è sorta una comunità di suore pronte a dare sé stesse e la loro vita a beneficio degli altri, fossero stati italiani, africani, brasiliani o albanesi. Il loro operato, sincero e disinteressato, ha raggiunto le zone più disparate e ovunque hanno portato istruzione, laboriosità, sostegno morale e fisico, ma soprattutto hanno portato la Parola di Dio.
Fra tutte le località anche la nostra di Aiello Calabro.
La piccola cittadina tirrenica in passato ha dunque conosciuto glorie ma anche dolori dovuti soprattutto all’emigrazione che dagli anni cinquanta in poi ha più che decimato la popolazione.
In quel periodo ad Aiello viveva una piccola comunità di suore le così dette “cappellone” che però andarono via “con una scusa e non sono più tornate”, lasciando tutti nella sconsolazione.
In  quegli anni erano moltissime le donne sole con figli a carico, in quanto i loro mariti erano all’estero per lavoro. Quindi il sostegno, anche solo morale, delle religiose era di fondamentale importanza per tutti.  Capitò così che un sindaco della Calabria, e precisamente, di Aiello Calabro, il signor Giacomo Marinaro, stimolato dalla sua popolazione, nutriva il desiderio ardente di ridare alla gente questo tipo di presenza: “le suore”. Recatosi a Roma nel  novembre del 1975 per degli affari amministrativi, una mattina in albergo prese in mano una rubrica telefonica deciso di chiedere a qualche Istituto della capitale una piccola comunità di almeno tre suore per il paese. La scritta I.F.S.C.  colpì la sua attenzione, così telefonò e prese appuntamento con la Madre Generale la quale non deluse la sua richiesta, anzi ne incrementò la speranza data dal fatto che da tempo l’Istituto aveva quasi accarezzato l’idea di fondare una nuova casa nella Italia Meridionale, dove c’era particolarmente bisogno della presenza religiosa tra i poveri . A quell’incontro seguirono le lettere di raccomandazione da parte del parroco Don Ortensio Amendola e del vescovo di Cosenza, Monsignor Enea Selis.
Nel frattempo il sindaco, tornato ad Aiello, si prodigò per preparare una casa decente alle sorelle, così il 3 ottobre del 1976, partirono da Roma Suor Rosaria Sana, Suor Concetta Spiridigliozzi e Suor Assunta Rugolotto, accompagnate da Madre Maria Soregaroli e da Suor Ezia Montagni,  per entrare a far parte della piccola comunità calabrese.
Il viaggio fu lungo e faticoso, ma le sorelle ne approfittarono per osservare la brulla natura che le circondava, e per notare come era  diversa dalla vegetazione dai loro monti settentrionali. Dopo diverse ore di viaggio giunsero alla contrada detta Acquafredda, erano finalmente nel territorio vastissimo di Aiello. Qui trovarono ristoro alla fontana che ancora oggi scorre, e furono sorprese di trovare là qualcuno che le attendesse, nelle “Memorie” infatti scrivono: “Ci rinfreschiamo alle fonti di acqua sorgiva freschissima: questo è un ristoro ambito dopo un così lungo viaggio. Una signorina, che noi poi chiameremo la sentinella, lì appostata su invito del sindaco, per segnalare il nostro arrivo, ci saluta calorosamente allo stile calabrese; ci sono baci e abbracci e poi corre a telefonare”.
Erano quasi le 17 quando giunsero alla nuova abitazione sita in Largo S. Giuliano, nel cuore del paese; in breve tempo la piccola dimora si riempì di tanta gente festosa: bambini, uomini, donne, tutti volevano dare il benvenuto. A tal proposito scrivono: “quanti baci e quanti abbracci abbiamo ricevuto quella sera…! Le donne ci offrivano il caffè, qualche cosa di fresco e non mancavano i fiori. Dopo mezz’ora…in corteo con la gente, ci dirigemmo verso la chiesa parrocchiale, le campane suonavano a festa, la gente al passaggio ci batteva le mani”.
Fu una vera soddisfazione per tutti riavere le religiose in mezzo alla comunità aiellese, un sospiro di sollievo generale  per tutti coloro che credevano nell’importanza della loro presenza. Ora c’era solo da rimboccarsi le maniche, Aiello era ed è  un paese vastissimo come territorio, ma povero, senza alcuna risorsa naturale…I bambini erano numerosi, come pure le donne e i vecchi soli, pochi i giovani e pochissimi gli uomini; le persone più valide emigravano in cerca di lavoro. Molte erano le persone al di sopra dei cinquant’anni che non sapevano né leggere né scrivere…La gente era semplice, cordiale, rispettosa e generosa con le suore. Quel poco che avevano lo condividevano.
Fin dai primi giorni le tre sorelle si diedero da fare. Infatti, al pomeriggio, facevano qualche passeggiata nei dintorni del paese con i bambini che in massa, erano sotto le finestre della loro abitazione. La gente, vedendole passare, le invitava ad entrare nelle loro case per prendere qualche cosa in segno di augurio. Inoltre, fino a che il tempo lo permise, si recavano coi ragazzi al castello per giocare, in particolare la domenica era una giornata piena, ma non era certo la fatica a fermarle, anzi, solevano affermare: “siamo felici, la stanchezza si dimentica, quando si ama”.
Il 15 ottobre dello stesso anno aprì la scuola materna, inizialmente le lezioni si svolgevano nella saletta attigua alla chiesa di Santa Maria e i bambini erano sedici. Certo non era una classe numerosa, ma negli anni a seguire furono tantissimi i genitori che scelsero di affidare a loro i propri figli. Nel giro di pochi mesi, oltre che ad Aiello e nelle numerose contrade, le suore raggiunsero  anche la vicina parrocchia di Cleto in aiuto al parroco Don Rosario Brunetti e successivamente a Serra. Le attività svolte erano diverse: scuola di taglio e ricamo, lezioni ai meno dotati, visite agli infermi, catechismo, animazione liturgica, ecc. In pratica non si fermavano mai in quanto quando per gli altri è tempo di vacanza il loro lavoro continua.
Madre Pia Rosati diceva: “Possiamo dire che la Parrocchia è la nostra famiglia: i suoi problemi sono i nostri, le sue gioie e dolori, sono pure le nostre gioie e i nostri dolori. Guardiamo questi nostri fratelli con tanta speranza e amore, sicure che dando, riceviamo”.          
Negli anni successivi
Non è facile elencare tutte le attività che le nostre suore hanno svolto in trent’anni nel nostro paese, vero è che molto spesso grazie a loro si sono potute realizzare cose altrimenti irraggiungibili. In passato l’economia di Aiello era basata sull’artigianato per cui la possibilità di poter frequentare un corso di taglio e ricamo con tanto di qualifica a seguire, significava avere la possibilità di avviare un’attività lavorativa vera e propria. In tante, donne e ragazze, frequentarono il corso che poi avrebbe dato loro un lavoro, e molte di esse, come da tradizione, ebbero la possibilità di confezionarsi da sé il proprio corredo nuziale.
Un’altra attività, fondamentale per la nostra comunità, è l’assistenza al prossimo; in passato come anche oggi diverse sono le persone, soprattutto anziani,  che per diversi motivi rimangono sole e abbandonate a sé stesse. In silenzio, senza clamori e senza pretesa alcuna, le suore si recano nelle case portando conforto, allegria e quando serve anche sostentamento. L’assistenza agli indifesi, agli ammalati, agli emarginati, è il loro modo per rendere lode a Dio, perché non c’è opera più grande che saper donare un sorriso.
Grazie alle suore è andata avanti l’ACR, che radunava tantissimi ragazzi nella preghiera, nella meditazione, ma anche nel gioco e nel divertimento. Quante gite e quante scampagnate all’aperto, quante gare hanno organizzato insieme. In fondo bastava avere un pallone o giocare a nascondino per fare la felicità di decine di fanciulli.
Riunirsi in preghiera è lo spirito che contraddistingue i campi scuola per adulti e per ragazzi. Quasi ogni anno, nel periodo estivo, ci si reca per una settimana  in località tranquille, spesso immerse nella natura, per raccogliersi in preghiera, per incontrarsi con i coetanei di altre comunità, per approfondire quella spiritualità  e quello spirito di condivisione che li accompagnerà nei mesi a seguire.
Da oltre un decennio le suore hanno fondato l’ANSPI , associazione di oratorio che ha rivoluzionato il vivere quotidiano di tutti gli aiellesi. Sotto questo nome sono raccolte tutte le generazioni e le attività svolte sono le più disparate: teatro, canto, danza, gioco, pellegrinaggio. La Festa della Famiglia poi è l’occasione giusta per unificare il tutto in una giornata che è sempre un’occasione di incontro e di confronto, un modo per trascorrere una giornata all’insegna dell’allegria, della preghiera, della musica, dei giochi ed anche per gustare un delizioso pranzo all’aperto.
Tra le ultime iniziative, non per questo di minore importanza, è la fondazione del Centro Anziani intitolato proprio alle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Si tratta della prima, concreta opera dedicata agli “evergreen” aiellesi. Non è per fare retorica, ma il ruolo degli anziani, nella società moderna, spesso è sottovalutato ed è causa di emarginazione un po’ dappertutto. Ma grazie alla tenacia e alla caparbietà delle suore, i nostri anziani hanno modo di sentirsi ancora importanti ed hanno la possibilità di confrontarsi in un ambiente diverso dalle mura domestiche. Il centro è frequentato da uomini e donne adulti, ma non manca il sostegno e la presenza dei giovani, compresi gli operatori del servizio civile che annualmente si danno il cambio. Cosa di non poco conto se si pensa alla disoccupazione che attanaglia il Sud! Qui si gioca a carte, si raccontano storie della vita quotidiana, si inventano scenette e non solo: si organizzano gite, campi scuola, pranzi collettivi. È sicuramente la medicina migliore contro ogni forma di solitudine e di abbandono della persona.
In luglio, per il secondo anno consecutivo, è stato organizzato il GREST , ovvero una settimana all’insegna del gioco finalizzato all’apprendimento della Parola di Dio, un modo per riunire bambini e ragazzi  nel divertimento e nella gioia di stare insieme.
Il bello di tutto ciò è la collaborazione, la solidarietà che si crea tra la gente grazie alle suore. Dall’animazione del Santo Natale alle allegre sfilate del carnevale, dalle gite all’estero ai campi scuola, dalla festa della famiglia al pranzo degli anziani, dal GREST all’incontro coi bisognosi, ci rendiamo conto che sarebbe difficile immaginare la nostra vita senza la presenza delle nostre sorelle. Esse sono per noi un esempio di vita da seguire perché la loro opera è assolutamente sincera, costante, disinteressata… e scusate se è poco!
Esse guardano alla vita di ognuno, cercando di far capire che ogni persona davanti a Dio è grande, perché da Lui amato; guardano al futuro con la fiducia e la speranza che scaturisce solo dal Cuore di Gesù.
Su imitazione di tale Cuore e di Teresa Verzeri, la ricerca della “volontà di Dio” è il loro “primo amore” e il servizio ai fratelli le vede sempre pronte ad “andare” seguendo il motto che Teresa ha, loro, lasciato “ANDIAMO”
“Il futuro ci aspetta. Ci aspetta la gloria di Dio”.
Elenco delle Suore della Casa di Aiello
Dal 1976 al 2006
Suor Rosaria Sana
Suor Concetta Spiridigliozzi
Suor Assunta Rugolotto
Suor Pia Rosati
Suor Genoveffa Rossi
Suor Giuseppina Albertini
Suor Ignazia Balestrazzi
Suor Giuliana Mignani
Suor Paola Pili
Suor Chiara Rea
Suor Cristina Chimenti
Suor Maria Gianelli
Suor Antonietta Perini
Suor Ezia Montagni
Suor Letizia Zanderigo
Suor Paola Tondo