Incontro a Milano con Francesco Magli. Una mostra delle sue ultime opere dal 29 ottobre al primo novembre ad Amantea

Qui il link all’album fotografico su Fb: https://www.facebook.com/isoladimagli/photos/?tab=album&album_id=10154653614593703

Università del territorio. La libreria Leuzzi d'Aspromonte

di Carmelina Sicari – direttrice Calabria Sconosciuta
V’è una libreria nel cuore dell’Aspromonte, inaspettata assurda ma vera. Raccoglie i testi che riguardano il territorio, li conserva, li divulga. Raccoglie la nostra eredità per i futuri.
Al festival della filosofia di Mantova il tema proposto è stato proprio l’eredità. La cultura occidentale è fondata su tale concetto. Non è un caso che il filosofo francese Nancy abbia enunciato in modo irreversibile ed implacabile che ormai le giovani generazioni sono prive di eredità. Il fondamento stesso della nostra civiltà, si diceva, è l’eredità, l’eredità del mondo classico. Ma anche l’eredità del territorio, i punti, il percorso della sua identità ora in pericolo. Anche quando i barbari sembrarono dover far cessare questa eredità, si disse che i regni che nascevano dalla caduta dell’impero, erano fondamentalmente romano-barbarici.
La crisi della civiltà occidentale si delinea nel pensiero di Hazard quando appunto la memoria della latinità comincia ad affievolirsi. Ma quando essa scompare, quando l’eredità si consuma allora tutto ruit in peius. S. Agostino nel Sermone sulla caduta di Roma nel 410 mostrava uno stupore sconfinato al tramonto di una realtà che sembrava inamovibile ed immortale. È lo stesso stupore che ci coglie oggi che la nostra cultura e la nostra civiltà mostrano segni evidenti di decrepitezza e di cedimento. Senza eredità. Lo sbigottimento ci coglie soprattutto perché all’orizzonte si profila non un’invasione ma una mescolanza di gruppi etnici sempre più consistenti contro cui non vale recriminare né opporsi che essendo più giovani nell’evoluzione hanno ancora verde la loro eredità. Ma è lecito, prima della proposta, chiedersi come sia finita la nostra eredità. Due guerre mondiali nel Novecento e la terza per ora strisciante nel nuovo secolo. L’eredità è perduta. L’orgoglio di Namo di Baviera che conduce nella Canzone d’Aspromonte, l’ambasciatore saraceno Balante ad ammirare la nostra cortesia, la virtù per eccellenza cavalleresca, è del tutto aliena dal nostro modo di vivere. A Los Angeles si attua quello che è stata definita la società liquida. Giovani senza storia e senza retroterra anzi con vari retroterra si identificano in una sola realtà: il denaro.
La libreria Leuzzi nel cuore d’Aspromonte rappresenta una profezia altissima. Lì il territorio esiste ed esiste l’eredità. C’è un paese: Laureana di Borrello nel cuore dell’Aspromonte che il terremoto del 1783 non ha toccato per una misteriosa ragione. C’è un altro paese: Oppido che è stato proclamato capitale del futurismo. E poi S. Stefano con il suo eroe Romeo a cui i Borboni tagliarono la testa. E poi le Finestrelle, un celebre carcere borbonico, celebre per la sua efferatezza.

Pillole di storia locale. La consegna delle case baraccate dopo il terremoto del 1905


Il 27 ottobre del 1907, venne inaugurato il nuovo quartiere Milanese di località Patricello ad Aiello Calabro. Quella giornata di fine ottobre, il comitato milanese pro Calabria consegnò al Comune le 8 case baraccate costruite per dare un alloggio agli sfollati del terremoto dell’8 settembre di due anni prima. Il nuovo quartiere “dalle palazzine simmetriche, dalle strade ampie, con in mezzo una magnifica piazza”, così come lo ebbe a descrivere il giornalista Giovanni Solimena, avrebbe dato ospitalità a 70 famiglie senza tetto.

“Tutto in un punto” il 27 ottobre al teatro dell’Acquario di Cosenza con replica il 5 novembre ad Amantea

Riceviamo e postiamo
Amantea, 26 ott. 2016 – Si terrà il prossimo 27 ottobre alle 21;00, all’Otra Vez– il bistrot bio-etico del teatro dell’Acquario di Cosenza – la prima di “Tutto in un punto”, uno spettacolo teatrale ideato e curato da Loredana Ponti e Virginio Gallo artisti poliedrici della compagnia “La Buffa agitatori culturali” di Amantea.
Lo spettacolo prende forma dalla lettura delle “Cosmicomiche” di Italo Calvino e ci racconta l’origine del mondo in una chiave originale ed ironica.
Molti pensatori sostengono che un misterioso impeto (d’amore?) sia stato all’origine del cosmo. Il genio di Calvino, nelle “Cosmicomiche”, ipotizza in modo semiserio quale potrebbe essere stato il primo motore e propone attraverso la scienza fantastica una realtà concreta dell’uomo e dell’universo. Gli autori-attori di “Tutto in un punto”, mettono in scena un piccolo grande viaggio (G)astronomico nella scienza, nella biologia, nella letteratura, nella poesia e nella musica.
Dopo la prima di Cosenza è già prevista per il 5 novembre alle 21.00 la replica dello spettacolo a “Teatrocastro”, la storica sede della compagnia “La Buffa” situata nel suggestivo centro storico di Amantea, nell’antico quartiere Catocastro.