L'Arpacal pubblica il report sulla raccolta differenziata. Ecco i numeri di Aiello

Sul rapporto pubblicato dall’Arpacal relativo ai dati sulla raccolta differenziata anno 2014 (nota stampa, a seguire, più link per visionare e scaricare il documento), la cittadina di Aiello presenta questi numeri:
– Ingombranti raccolti – 26,94 tonnellate;
– Totale Rifiuti urbani raccolti – 469,44 tonnellate.

Pensierini della Redazione del Blog. La RD ad Aiello partirà? Interesserà tutto il territorio comunale? Oppure solo il centro? Come si ricorderà, la RD era stata annunciata con una ordinanza sindacale del 2 aprile scorso, e sembrava davvero iniziare. Ma poi i mesi sono passati inutilmente e siamo già alla fine di novembre. Non è iniziata la raccolta, e non c’è stata ancora nemmeno nessuna campagna informativa (come invece era stato annunciato). Di novità c’è solo la determina CUC per l’acquisto dei mastelli (spesa 6 mila euro). Intanto, la regione Calabria vuole essere pagata per i rifiuti che si conferiscono in discarica e le somme da pagare e già pagate non sono nemmeno poche. Solo per i mesi di agosto, settembre, ottobre, per esempio, si spendono più di 22 mila euro.

E’ Tortora, in provincia di Cosenza, con il 67,56% dei rifiuti che vanno in differenziata, il comune della Calabria più virtuoso nel 2014 per quanto riguarda il rapporto tra tonnellate di rifiuti urbani prodotti e, appunto, quelli raccolti con il sistema della differenziata. Segue Conflenti, in provincia di Catanzaro, con il 67,45%, e poi Motta Santa Lucia, sempre in provincia di Catanzaro, con il 67,15% di raccolta differenziata.
Tra le province più virtuose, rimane in testa Cosenza con 24,95% (+3,92% rispetto all’annualità precedente), seguita da Catanzaro con 16,17% (-0,29% rispetto al 2013) e Vibo Valentia con 15,18% (-0,53%); seguono ancora la provincia di Reggio Calabria con 11,34% (+0,77% rispetto al 2013) e Crotone con il 9,97% (+0,29 rispetto al 2013). La Calabria, nel suo complesso, segna un +1,49 % di raccolta differenziata, passando dal 15,77 % del 2013 al 17,26 % del 2014.
E’ quanto emerge dal Report Rifiuti, riferito all’anno 2014, che l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (ARPACAL) ha pubblicato sul proprio sito web (www.arpacal.it); il documento raccoglie ed elabora i dati sulla produzione di Rifiuti Urbani e Raccolta Differenziata riferiti a tutti i Comuni della Regione Calabria, e distinti per Categorie merceologiche secondo i Codici identificativi CER.
Il Report – realizzato dal Dr. Clemente Migliorino, Responsabile della Sezione Regionale Catasto Rifiuti istituita presso la Direzione Scientifica dell’Arpacal, e dal dott. Fabrizio Trapuzzano – è stato inviato all’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e comunicato ai Dipartimenti Ambiente e Programmazione Comunitaria della Regione Calabria; i dati ufficiali pubblicati dall’Arpacal, infatti, fotografando lo stato della Raccolta differenziata in Calabria, permettono ai Comuni di poter accedere ai contribuiti erogati dalla stessa Regione.
Il miglioramento sensibile, grazie all’uso di un software dedicato che l’Arpacal ha in dotazione da quest’anno, va registrato nella possibilità di reperire i dati dei Comuni che, sino alle annualità precedenti, non erano, a vario titolo, reperibili. Nell’edizione precedente del Rapporto, infatti, 108 erano i Comuni che non avevano risposto all’Arpacal; in questa edizione, invece, il numero di Comuni “non collaborativi” scende a 60. Ciò è stato possibile grazie all’acquisizione da parte del Catasto Rifiuti Arpacal dei dati MUD (Modelli Unici di Dichiarazione Ambientale) che i Comuni, obbligatoriamente, devono inviare alle Camere di Commercio territorialmente competenti ogni anno.
Tornando ai dati, ecco alcuni scenari d’analisi.
Su scala provinciale, ecco i comuni più virtuosi: provincia di Catanzaro (Conflenti 67,45% – Motta Santa Lucia 67,15% – Jacurso 64,67%) (nel 2013 erano: Pianopoli 66,66% – Soveria Mannelli 53,29% – Gizzeria 49,48%); provincia di Crotone (Crucoli 20,53% – Crotone 17,43% – Melissa 16,93%) (nel 2013 erano: Melissa 24,68% – Crotone 15,48% – Crucoli 13,33%); provincia di Cosenza (Tortora 67,56% – Casole Bruzio 65,67% – Praia a Mare 58,92%) (nel 2013 erano: Pedace 79,36% – Lappano 70,61% – Bocchigliero 70,38%); provincia di Reggio Calabria (Roccella Jonica 51,46% – Cittanova 45,79% – Rizziconi 43,31%) (nel 2013 erano: Roccella Jonica 72,61% – Cittanova 50,25% – Taurianova 31,41%), provincia di Vibo Valentia (Filadelfia 62,67% – Drapia 40,69% – Limbadi 40,42% ) (nel 2013 erano: Limbadi 44,39% – Ricadi 39,54% – San Calogero 39,27%).
Per l’anno 2014, quindi, in base ai dati acquisiti attraverso specifiche modalità e tempistiche codificate in Linee Guida approvate dall’Arpacal e richieste ai Comuni, la percentuale regionale di raccolta differenziata si attesta al 17,26%.
Capoluoghi di Provincia: Catanzaro segna un incremento rispetto alla rilevazione precedente (6,94% nel 2014, 3,71% del 2013, 4,9% del 2012), Cosenza in notevole aumento (42,46 del 2014, 19,73% del 2013 rispetto al 16,06% del 2012), Crotone in calo (17,43% nel 2014, 15,48% del 2013 rispetto al 18,34% del 2012), Reggio Calabria in calo ( 8,95 nel 2014, 8,26% del 2013 rispetto al 13,65% del 2012), Vibo Valentia in calo (6,62% nel 2014, 8,70% del 2013 rispetto al 11,13% del 2012).
Tra i dati che emergono dal Report Rifiuti, infine, eccone alcuni riferiti alle altre principali città calabresi: Lamezia Terme (29,10 nel 2014, 29,57% nel 2013, 31,09% nel 2012), Castrovillari (51,95% nel 2014, 53,26% nel 2013, nel 2012 era 52,71%), Corigliano (12,27% nel 2014, 12,59% nel 2013, nel 2012 era 16,02%), Paola (8,25% nel 2014, 9,97% nel 2013, nel 2012 era 18,40%), Rossano (22,17 nel 2014, 15,37% nel 2013, nel 2012 era 22,99%), Palmi (14,30% nel 2014, 17,25% nel 2013, nel 2012 era 29,20%), Gioia Tauro (33,59% nel 2014, 9,60% nel 2013, mentre nel 2012 era non disponibile), Locri (1,79% nel 2014, 2,26% nel 2013, mentre nel 2012 era non disponibile), Tropea (25,60% nel 2014, nel 2013 era 15,96%, mentre nel 2012 era 16,12%), Pizzo Calabro (28,35% nel 2014, 27,18% nel 2013, nel 2012 era 26,03%).
Ecco alcuni dati riferiti, per l’annualità 2014, ai dieci comuni più popolosi della Calabria: Reggio Calabria (183.974 ab con 8,95% di raccolta differenziata), Catanzaro (90.000 ab con 6,94% di raccolta differenziata), Lamezia Terme (70.515 ab con 29,10 % di raccolta differenziata), Cosenza (67.679 ab con 42,46% di raccolta differenziata), Crotone (61.131 ab con 17,43% di raccolta differenziata), Corigliano (40.479 ab con 12,27% di raccolta differenziata), Rossano (36.889 ab con 22,17% di raccolta differenziata), Rende (35.160 ab con 41,14% di raccolta differenziata), Vibo Valentia (33.897 ab con 6,62% di raccolta differenziata), Castrovillari (22.284 ab con 51,95% di raccolta differenziata). Se, invece, vengono rapportate le tonnellate prodotte di raccolta differenziata, con il numero di abitanti dei dieci comuni più popolosi della Calabria, emerge un’altra classifica: è Rende, infatti, ad avere la più alta quota pro-capite di differenziata (253 kg per abitante), seguita da Cosenza (181 kg pro-capite) e Lamezia Terme (151 kg per abitante).
Analizzando i dati della raccolta differenziata e rapportandola agli abitanti per singolo comune – ottenendo quello che potremmo definire un indicatore della sensibilità ambientale che ciascun cittadino medio ha acquisito rispetto al problema dei rifiuti – la “classifica” dei comuni virtuosi cambia sensibilmente: provincia di Catanzaro Gizzeria (273 kg/abitante ), San Pietro Apostolo (251 kg/ab), Marcellinara (192 kg/ab); provincia di Crotone Melissa (103 kg/ab), Crotone (90 kg/ab), Crucoli (85kg/ab); provincia di Cosenza Praia a Mare (475 kg/ab), Tortora (285 kg/ab), Rende (253 kg/ab); provincia di Reggio Calabria Terranova Sappo Minulio (261 kg/ab), Roccella Jonica (242 kg/ab) , Cittanova (203 kg/ab); provincia di Vibo Valentia Ricadi (239 kg/ab), Pizzo Calabro (194 kg/ab) Drapia (180 kg/ab).

Alle soglie dell'ultimo giorno, romanzo di Sergio Ruggiero, premiato a Rovigo

Questa volta è stato premiato a Rovigo per il suo ultimo romanzo, “Alle soglie dell’ultimo giorno”. Ancora una bella soddisfazione per Sergio Ruggiero, autore del libro, e per l’editore Franco Mannarino, entrambi amanteani.
Nella cittadina veneta, come ci tiene a rimarcare l’editore, è stata la storia della Calabria ad essere protagonista. Tra settecento opere partecipanti al concorso “L’Unicorno”, presenti nomi di spicco e case editrici come Mondadori, Feltrinelli, Albatros, al nostro Ruggiero è stato assegnato il premio “Migliore Romanzo Storico”.
«Egli – scrive la presidente della Giuria Giulietta Masiero – ha saputo trovare lo sguardo giusto per raccontare le storie del passato. È la trasfigurazione operata dalla scelta delle parole e del modo di allinearle di Ruggiero a farci sentire catturati da un incantesimo che ci trasporta nell’anno Domini 870».
La trama è ambientata nella Calabria divisa tra Longobardi e Bizantini, ed infestata dai Saraceni. Eurone è uno studioso ateniese de’ La gerarchia celeste, un’opera attribuita a Dionigi l’Aeropagita che descrive l’ordinamento angelico. Il figlio muore per una malattia, e poiché egli ritiene si tratti di un angelo incarnato, sogna di doverlo seppellire in una grotta affinché vegli sul Verbo, prima dell’imminente fine dei tempi. Ma la grotta è a Cosentia, nell’Italia meridionale, dove i Goti nel 410, all’indomani del sacco di Roma, avevano seppellito il tesoro del Tempio di Salomone in Gerusalemme. Seguirà un viaggio avventuroso che lo porterà ad Amantia, emirato Saraceno non distante da Cosentia, in mano allo spietato As-Simsin. Il tutto si svolge nel mentre di una guerra per combattere i Saraceni, e che si intreccia anche con una storia di amore tra Tilesia, una ragazza silana, e e Ibrahim un giovane carrettiere.
«Con grande sapienza e stile fluido, l’autore riesce – aggiunge la Masiero nel lusinghiero giudizio – a dar vita ad un mondo affascinante, misterioso, terribile».

Il concorso in cui Sergio Ruggiero si è affermato è stato organizzato dalla scrittrice Angioletta Masiero, patrocinata da Confindustria Venezia area metropolitana Venezia-Rovigo, dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare e dal Comune di Rovigo.
Rassegna stampa

Sergio Ruggiero premiato a Rovigo con "Alle soglie dell'ultimo giorno", migliore romanzo storico

LA STORIA DELLA CALABRIA PROTAGONISTA IN VENETO CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE “L’UNICORNO”, ROVIGO.

L’iniziativa, organizzata dalla scrittrice Angioletta Masiero, patrocinata da Confindustria Venezia area metropolitana Venezia-Rovigo, dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare e dal Comune di Rovigo, ha visto la partecipazione di autori da tutt’Italia e dall’Estero. Il Concorso, al quale ha presenziato anche un rappresentante della Regione Veneto, ha visto la partecipazione di oltre 700 opere.

All’amanteano Sergio Ruggiero è stato assegnato il premio “Migliore Romanzo Storico” per l’opera “Alle soglie dell’ultimo giorno” (Editore Franco Mannarino).

Nella sezione narrativa edita, tra i premiati vi sono anche nomi di spicco, e case editrici di primissimo livello, come Mondadori, Feltrinelli, Albatros.

Una curiosità: nel corso della cerimonia, sono state consegnate le motivazioni dei premi, “vergate di pugno” dalla presidente Angioletta Masiero.

Nietzsche e Pasolini

di Carmelina Sicari
Cosa può legare il filosofo dell’oltreuomo a Pasolini? Sorprende sapere dalla mostra degli oggetti ultimi in possesso di Pasolini, la notte della sua morte, che stava leggendo di Nietzsche “L’avvenire delle nostre scuole”. Paradossalmente penso che lo legasse la ricerca della gioia, della felicità e della verità. Una triade improbabile ma che spiega l’altro legame che trovo fra i due, la profezia e la ricerca di una rigenerazione.
Nietzsche a Torino, dove il grande filosofo visse nel 1888 e dove compose “Ecce homo” visse la gran follia. Ce lo ricorda nel suo nuovo saggio Maurizio Ferraris, studioso della filosofia dell’oltreuomo. Certo è probabile ed è uno degli interrogativi che sorgono alla lettura del testo, che la follia sia sorta dal contrasto tra Ecce homo, la condizione degradata dall’ultimo uomo e l’oltreuomo appunto. È così lontana la prima dalla profetica visione dello splendente nuovo uomo che si rischia appunto la follia. È lecito sperare nell’avvento dell’oltreuomo. Lo dice l’evoluzione e dunque colui che riderà dello stadio precedente della scimmia suo antenato, sarà la creatura splendente, figlio dello spirito della danza, allievo della gaia scienza. Ma ci sono altri elementi a farci riflettere su Nietzsche. La ricerca tutta orientale della felicità.
Pasolini nei suoi continui interventi sul declino di una civiltà sognava la sua rinascita, la nascita dell’oltre in una rifondazione umana e morale. Nei “Ragazzi di vita”, la storia del ragazzo che salva una vecchia sacrificando se stesso, riporta l’idea di questa rifondazione dove solo può consistere gioia e verità. La scienza che esplora questo territorio non può che essere gaia. E questa rifondazione della coscienza è epica perché la coscienza individuale diviene insieme coscienza collettiva e del prossimo, dell’altro.
Nietzsche è il filosofo della condanna di Socrate che con la nascita della coscienza ha favorito la nascita della tragedia umana, staccandosi dal coro come fece l’eroe della tragedia greca. Staccandosi dall’unità l’uomo ha perduto ogni possibilità di felicità. Eppure egli indica nelle Beatitudini evangeliche la vera proclamazione della felicità.
Pasolini concorda con Nietsche nel rifiuto di una cultura di massa. La felicità si raggiunge seguendo lo spirito contrario al senso comune, all’opinione della massa.
Un altro elemento ad indicare l’originalità del filosofo impazzito a Torino, la conduzione asistematica della sua ricerca che rende affascinante ed attuale la riflessione. La rinuncia a qualsiasi sistema di idee chiuso e perfino ad un metodo che nel razionalismo francese è fondamentale, consentono nell’attuale momento l’integrazione di varie culture ed elementi, consentono il sincretismo. Una filosofia all’altezza del nostro tempo. Pasolini è l’altro profeta di un nuovo corso.

Felicità e verità. Due temi che certo non solo erano contrari come lo sono oggi allo spirito del tempo, tanto la felicità e la verità sembrano distanti dal nostro tempo.