Sul tema della Libertà

Gaetanina Sicari Ruffo
Un antico tema mai completamente definito, ancor oggi fonte di discussione anche vivace tra i contemporanei! Esistono tante forme di libertà, la politica, la civile, la religiosa, la economica, la libertà della parola, dell’azione e del pensiero e così via, se andiamo dalla sfera pubblica a quella privata. Bisogna tra tutte distinguere. Quella che s’intende riferita a tutti gli aspetti della vita umana è senza dubbio un’utopia. Di solito se si è liberi sul piano individuale con una buona disciplina delle proprie capacità ed un esercizio costante del pensiero ben orientato verso obiettivi morali, non lo si è sul terreno sociale dove impedimenti di ogni tipo ostacolano il sentire soggettivo e mortificano l’iniziativa pur fatta con oculatezza. È la conseguenza d’un certo relativismo contemporaneo che fa vedere condannabile quello che da altri è considerato opportuno. Si dice con un adagio comune che la libertà dell’individuo finisce dove incomincia quella degli altri. Ma allora non ci si può accordare su quella che s’intende libertà di tutti? La risposta è: si può, se s’intende il rispetto dei diritti umani (la difesa della vita, del pensiero e della parola e dei beni personali), diritti inalienabili che nessuno dovrebbe violare. Purtroppo oggi tutto è messo in discussione ed il rispetto delle leggi passa in linea secondaria, quando le leggi stesse si mostrano talvolta poco efficaci.
Nuovo Umanesimo, l’Associazione che ha già compiuto trent’anni di attività nella città dello Stretto, ha deciso di discutere di queste problematiche venerdì 27 marzo, alle ore 17, nella Biblioteca dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria con il chia.mo Prof. Pino Caminiti, incominciando da una relazione: Da Catone a Dante nel segno della libertà.
L’invito a partecipare è esteso a tutti.

Annunciazione, tra storia, fede, arte e tradizione

25 marzo, l’#Annunciazione “Annunciazione annunciazione….”. Cominciava così un famoso sketch della del compianto Massimo Troisi. Il 25 marzo, la festività religiosa, si intreccia da sempre con ritualità pagane. L’aspetto religioso lo conosciamo. L’Arcangelo Gabriele dopo aver dato la buona novella a Elisabetta, cugina di Maria, si reca dalla futura Madre di Gesù e Le annuncia la prossima Maternità che cambierà il mondo. Un tema che è stato motivo di ispirazione per tanti artisti. Una notevole testimonianza custodita in Aiello è rappresentata per esempio dagli Altorilievi marmorei del XV secolo (nella foto) posti nella chiesa di S. Francesco di Assisi, del complesso dell’Ex Convento degli Osservanti, e ancor prima conservati nel convento vecchio. Si tratta di tre frammenti marmorei della fine del 1400 di scuola napoletana – appartenenti alla tomba monumentale di Francesco Siscar – che raffigurano l’Eterno Padre, la vergine Annunziata e l’Arcangelo Gabriele All’aspetto religioso si affianca, da sempre, anche quello pagano. Nella cittadina tirrenica, non siamo riusciti a sapere da quando è stata istituita, la fiera raccoglieva molta attenzione. Almeno fino a qualche anno fa. In occasione di queste fiere, per esempio, come appunto questa della “Nuzziata”, si usava acquistare i così chiamati “rivuoti”, i porcellini da allevare e poi macellare, nel rito dell’uccisione del maiale. #AielloCalabro Cs Ph.#BrunoPino #ExpoBorghi #calabriart #vivo_calabria #direzione_calabria #loves_calabria #ig_calabria #tag_calabria #bnw_calabria #calabrianascosta #scoprilacalabria #turiscalabria #bestcalabriapics #destinazionecalabria #followCalabriaintour #visitcalabria #calabriaontheroad #calabria_city #forcalabria #igerscalabria #calabrialovers #landscapes_calabria #Igers_Calabria
Una foto pubblicata da Bruno Pino (Orso Bruno) (@brunopino66) in data:

Vedi anche:  https://instagram.com/p/0nOnhXM32G/?taken-by=bestcalabriapics

Lavoro. Pubblicate le graduatorie per i percorsi formativi dei lavoratori in mobilità in deroga che faranno tirocinio per sei mesi presso il comune di Aiello Calabro

Leggi le graduatorie qui: 

Post precedente qui: 

Case Aterp di Patricello… vento batte sputazza 1 a zero

Avevamo notato i danni al tetto, già domenica 15 marzo, ma passando con fretta non avevamo potuto documentare. Lo facciamo ora, pubblicando tre foto, ringraziando chi ci ha inviato gentilmente gli scatti. Come si vede, il vento, ancora una volta, come era già capitato nel febbraio 2013 (vedi post qui), ha avuto gioco facile e ha messo ko la copertura delle palazzine di rione Patricello. Palazzine che, giova ricordarlo, sono finite dal 2008, e che ancora, sebbene vi sia una graduatoria definitiva di assegnazione degli alloggi, ancora sono disabitate. 
Lasciamo ai voi navilettori ogni commento, ché a nnui ne scappenu e rise.
Qui qualche post sull’argomento: