Il registro tumori come strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche. Rivendichiamo ancora e ancora il diritto alla Salute e ad un Ambiente pulito

“… è di tutta evidenza che il Registro Tumori è uno strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche, la loro diffusione territoriale, e le fasce di popolazione coinvolta. Necessario ed utile per risalire scientificamente alle cause di insorgenza dei tumori, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, e per poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione. Il diritto alla salute è una priorità ineludibile. Come priorità ineludibili – e gli amministratori regionali non potranno sottrarsi al compito di reperire le risorse necessarie – sono le bonifiche ambientali da fare, che abbisognano di parecchi milioni di euro. Solo per quella della valle Oliva vicino Amantea (Cs), tanto per fare un esempio, servono circa 21 milioni di euro”.

Lezioni di critica

di Carmelina Sicari
Tra i vari coccodrilli spesi per la morte di Jacqueline Risset, manca uno che pure ha connotato la mia formazione critica. Quello che ha definito la scrittrice e critica letteraria francese attraverso non solo le virtù ma gli errori. È stato fatto a me personalmente mentre giovanissima frequentavo il grande maestro Giorgio Petrocchi a Roma al Magistero più precisamente.
Ero stata allieva del grande italianista a Messina e mi recavo a trovarlo al Magistero per imparare meglio il mestiere di critico a cui intendevo dedicarmi. Mi disse un giorno di andare a sentirlo alla Sapienza; vi avrebbe presentato un libro della Risset, appunto. Ero perplessa. L’invito mi era stato fatto non una certa aria di mistero che non sapevo spiegarmi. Fui puntualissima. Il libro della Risset era nientemeno che la traduzione in francese, della Divina Commedia, opera immane e faticosissima. Tra i relatori anche Giovanni Macchia, un mostro di popolarità tra gli addetti ai lavori. L’opera non poteva che essere elogiata per la fatica e la cura ma in finale Giorgio Petrocchi fece una aggiunta a dimostrare la grandezza dell’opera.
Nel canto V dell’Inferno l’autrice aveva tradotto per ragioni di rima la dizione cognati, Paolo e Francesca appunto con cousins, cugini. Si perdeva però nel termine l’abisso del peccato incestuoso, l’orrore di esso, la percezione terribile di sfida che conteneva. Io sempre più stranita andai dal maestro. Mi disse che non dovevo perdere la grandiosità dell’opera ma anche comprendere che nessuna opera per quanto grandiosa è esente da difetti e che riconoscerlo è il primo gradino della libertà critica. Grandissima lezione.
Essa si ripeté ad Urbino, quando a tenere le lezioni di critica era Umberto Eco. Fu pittoresca ma ugualmente esemplare. Con un fumetto Eco rappresentava alla lavagna due interlocutori, uno in una nuvoletta diceva: – Se avessi cento milioni; e l’altro maligno soggiungeva: – Ma non ce l’hai.
Eco chiese a tutti come ci pareva fosse l’interlocutore B ed avendo avuto risposte banali come realista alla fine decretò: – È un imbecille.
Ci lasciò interdetti fino a che uno degli astanti si alzò offeso: – Imbecille è lei, professore. Ed Eco imperturbabile: – In tutto il mondo ho trovato imbecilli che difendono l’imbecille B.
Inutile dire che la lezione finì male e che Eco decise di non tornare a parlare se non dopo molto tempo. Solo dopo lungo rimuginare compresi che B era imbecille perché non entrava nella comunicazione segnata dall’incipit dell’altro. Si era chiuso nel suo codice realista. Lezioni di critica certo all’altezza di grandi protagonisti.

Ambiente&Salute. Il Registro Tumori della Calabria, strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche e poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione

Quando ce n’eravamo occupati a dicembre 2013, il Registro tumori di Cosenza e Crotone pareva sul punto di essere accreditato dall’Airtum (associazione che coordina i Rt italiani e che svolge attività di raccordo metodologico). Invece, si registrano ritardi sulla tabella di marcia, probabilmente dovuti ai concomitanti impegni dell’equipe medica che si dedica alle attività di registro e a quelle di screening oncologico. Una dotazione di pochi addetti, tra medici e rilevatori, che l’Asp dovrebbe potenziare per procedere con maggiore solerzia. Altrimenti si rischia seriamente di vanificare l’impegno profuso da parte degli operatori, ed il lavoro sinora realizzato.

Tra i progressi fatti dal team del Registro che comprende le province di Cosenza e Crotone (popolazione di riferimento 850 mila residenti), si possono annoverare la raccolta dei dati delle tre annualità 2006-2008, e l’acquisizione di un “datawarehouse”, una banca dati, a costo zero, frutto della collaborazione tra Dipartimento informatico dell’Unical ed Asp di Cosenza. Tuttavia, non è stata ancora avanzata, segno che non tutto è pronto, la richiesta di accreditamento all’Airtum. Un requisito fondamentale – così prescrive il regolamento dell’associazione – che certifica la conformita dei dati e delle procedure agli standard qualitativi ritenuti necessari al fine di contribuire alla Banca Dati. Si prevedono, dunque, tempi più lunghi. Tant’è che «il processo di accreditamento – come ci ha detto Emanuele Crocetti, segretario nazionale Airtum – richiede non solo che la registrazione sia iniziata ma che sia in corso da tempo come processo consolidato». E che prevede come ulteriori step, insieme all’invio contestuale della casistica inerente i dati di incidenza, mortalità e popolazione relativi ad almeno tre anni consecutivi, la valutazione della Commissione, con eventuali richieste di chiarimenti, una “site-visit” valutativa, e, quindi, la relazione finale che darà il via libera.

Il Registro Tumori della Calabria era stato istituito con delibera di Giunta regionale del marzo 2010. Il solo che sinora fa parte delle rete Airtum è quello della provincia di Catanzaro (direttore Antonella Sutera Sardo), attivo già dal 2003, istituito formalmente nel 2008, ed accreditato dall’Airtum nel 2010 (le cui pubblicazioni dal febbraio 2013 sono state accettate anche dall’IARC, l’International Agency for Research on Cancer), al quale ora è aggregato anche il Rt di Vibo. Quello di Cosenza e Crotone (dir. Anna Giorno) è istituito formalmente invece dal 2008, mentre quello di Reggio Calabria (dir. Filomena Zappia) è del febbraio 2013. Tutti i tre RT sono coordinati dal Dipartimento regionale di Tutela della Salute.

Lo scorso anno, tra dicembre 2013 e marzo 2014, della questione se n’era occupata, con diverse sedute, la Terza Commissione del Consiglio regionale, sedute nel corso delle quali erano stati auditi comitati civici e associazioni ambientaliste di tutta la regione, che avevano chiesto una velocizzazione dell’operatività dei registri e, prima ancora, la realizzazione delle bonifica dei tanti, troppi, territori inquinati di questa nostra martoriata Calabria. Un’attività istituzionale che ha prodotto, poi, un ampio dossier inviato pure al Ministero della salute. Al di là di queste buone intenzioni, però, ad un anno di distanza, non si registrano novità di rilievo.

Eppure, è di tutta evidenza che il Registro Tumori è uno strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche, la loro diffusione territoriale, e le fasce di popolazione coinvolta. Necessario ed utile per risalire scientificamente alle cause di insorgenza dei tumori, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, e per poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione. Il diritto alla salute è una priorità ineludibile. Come priorità ineludibili – e gli amministratori regionali non potranno sottrarsi al compito di reperire le risorse necessarie – sono le bonifiche ambientali da fare, che abbisognano di parecchi milioni di euro. Solo per quella della valle Oliva vicino Amantea (Cs), tanto per fare un esempio, servono circa 21 milioni di euro.

 

La pagina del Quotidiano del Sud di giovedì 27 novembre 2014.

LINK UTILI

Il Registro tumori della Calabria. Lo stato dell’arte (Post del dicembre 2013)
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