Cani avvelenati a San Pietro. L'intervento del WWF

Quando l’ignoranza la fa da padrone.
Quando si vede un cane morto per strada in tanti si girano dall’altro lato schifati ed infastiditi da quella vista. Ebbene, tante volte, quell’animale è stato ucciso perché a qualcuno dava fastidio anche da vivo, magari questo “umano signore” qualche anno prima ha regalato al figlio o al nipotino una simpatica e scodinzolante bestiolina, in quel momento gli serviva per accaparrarsi le simpatie del bambino, ma poi si sa, nella vita si cambia… ed il più delle volte non in meglio.
E’ quello che è successo qualche giorno fa a San Pietro in Amantea, paesino collinare a ridosso di Amantea, due belle Chiese, una bellissima Piazza, qualche centinaio di residenti e tanto verde, insomma in un’oasi di tranquillità di questo tipo tra così pochi abitanti si aggira anche un povero “sciocco” che ritiene un bel gesto la sua bravata – sono stati avvelenati ben sette cagnolini e la loro mamma, sono bastati pochi bocconi avvelenati e la fame ha fatto il resto. Una strage di animali di cui abbiamo contezza solo grazie alla delicatezza di un altro Signore Carmine Artiglieri con una sensibilità – vivaddio – ben diversa, il più delle volte occultata dall’indifferenza, dall’omertà, dalla connivenza, forse anche dalla paura. L’indifferenza perché trattasi solo di animali che contano fin quando sono utili, di cui è giustificato liberarsi se non servono più. L’omertà e la connivenza perché non ci si immischia, non ci si inimica il conoscente o comunque chi finirebbe per risalire a chi ha parlato. Poi c’è la paura di ritorsioni: che la vendetta ricada sui propri animali. Si tratta quindi di una pratica da sempre tollerata da parte della maggioranza degli abitanti – soprattutto delle campagne, in quanto ritenuta capace di difendere gli agricoltori dagli animali cosiddetti “dannosi”. Se penso a quanta premeditazione c’è in un gesto di questo tipo, si potrebbe parlare intere ore e comunque non si sarebbe detto tutto, la capacità dì preparare “cocktail” micidiali che mirano allo sconvolgimento della sintomatologia dell’animale e quindi all’impossibilità, da parte del medico veterinario, di intraprendere corrette misure terapeutiche. Questo povero idiota non si rende conto che immettendo veleni in ambienti urbani per eliminare un cane, magari solo perché abbaia al passaggio di gatti o perché defeca in luoghi inopportuni, rischia di creare seri problemi a bambini in tenera età che giocano tranquilli nei prati, per abitudine, portano ogni cosa in bocca o solamente le mani dopo essere venuti a contatto con escrementi dell’animale avvelenato. In questo periodo girano tanti raccoglitori di funghi, che possono venire a contatto con gli escrementi inavvertitamente o possono nascerci vicino dei funghi. Insomma chiediamo a tutti di essere più cittadini e segnalare tali abusi che denigrano il territorio, facendo scendere a terra il livello di civiltà e di evoluzione che ci differisce dalle bestie, gli animali che hanno la sola colpa di vivere alla loro maniera, per loro l’essere umano è “solo” il loro migliore amico, tante volte bisogna dire “purtroppo”. Chiediamo agli organi preposti alla vigilanza del territorio di attenzionare qualsiasi comportamento di sopraffazione, su chiunque, fosse anche un cane! 
Presidente C.E.A.M. WWF “Scogli di Isca”
Francesco Saverio Falsetti

La Fabbrica dei sogni, una via per resistere

di Carmelina Sicari
L’Associazione Nuovo Umanesimo ha scelto di festeggiare il trentennale della sua fondazione in apparenza in modo abbastanza consueto, con convegni e presentazione di opere come quella di Gae Ruffo con “La fabbrica dei sogni”. Un libro di racconti che l’associazione Nuovo Umanesimo per il suo trentennale presenta appunto alla Biblioteca dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria il 31 ottobre. Non una celebrazione: è una forma di resistenza, l’indicazione proficua di un tao, di una via per resistere al degrado, alla disperazione alla mancanza di sogni. La manifestazione ha come titolo ed ambito “Scrittori e scrittura”, ma il profondo intento è quello di incoraggiare a resistere. La scrittura infatti intende strappare l’esistenza alla morte e soprattutto alla forma più insidiosa di morte che è quella spirituale. Il nulla ci insidia. Lo ha sempre fatto ma ha trovato sempre profonda resistenza negli eroi: gli scrittori dunque come eroi. Gli eroi traggono foscolianamente la loro ispirazione dalle tombe ed i morti rivivono in una sorta di scambio e fanno vivere l’eroe che li trae dall’oscurità dell’Erebo. Il termine fabbrica che da uno dei racconti passa ad indicare tutta la raccolta, insiste su questa necessità e costruzione. L’eroe-scrittore è faber, costruttore ed insieme evocatore di persone, soggetti, uomini. Nella fabbrica dei sogni è un eremita che viene salvato dal fuoco da un santone e si mette ad errare. Come gli antichi cavalieri erranti la sua quest, la ricerca è non tanto e non solo ricerca della verità o dell’avventura ma soprattutto di sè. Nella scrittura come dice Paul Valèry nei Cahiers, la ricerca è duplice come duplice è il rapporto, con la morte e con l’io. Quando scrivo io mi scrivo. È l’affermazione paradossale di Valèry. E poi aggiunge: ma non mi scrivo tutto, sicché, lettore, sono io la materia del mio libro. Nel racconto l’eremita che cerca il santone incontra un viandante che è anche lui alla ricerca di una persona che ha già incontrato. Vanno per la montagna si inoltrano in una caverna e lì incontrano il genio del fuoco che altro non è che la persona che cercavano e che ha il compito di mantenere sempre vivo ed ardente il fuoco e ha come servitori i sogni. Il fuoco ed i sogni devono restare sempre. Li invitò entrambi a restare nella grotta ma solo l’eremita accettò, l’altro preferì tornare a casa sua. E dunque c’è un surplus qui. Lo scrittore è evocatore di sogni ed è eremita, accetta il dolore della solitudine. Il racconto diviene dunque oltre la ricerca del sé, mito, sapere collettivo, epopea, si carica di sacralità. L’eroe cioè lo scrittore, è l’eroe dai mille volti di cui parla Campbell. Evoca altri uomini, mille esistenze, percorre instancabilmente la storia ed ha una carica profetica come ne L’ultima sibilla. Il sapere si fa vita e si ripete. Si rifrange in mille altre esistenze e si fa eterno ritorno, alla maniera di Nietzsche e di Mann e di Goethe e dei grandi scrittori europei. Iris, la protagonista de L’ultima sibilla viene da un tempo lontano ma vive tragedie recenti, terremoti, la caduta delle torri gemelle. Perchè i racconti mitici o fiabeschi che siano hanno la concretezza della realtà più prossima. Lunghe file di persone davanti alla sua casa e un sogno personale di libertà come i gabbiani che veleggiano accanto al brigantino dalle vele spiegate che chiude il racconto. L’epopea torna nel ventre della grande madre, torna alla morte. Soggetto e umanità, libertà e samsara, ciclo biologico e storico, eterno ritorno e storia, in un intreccio sapiente che la scrittura offre ai suoi sacerdoti ed a chi sa ascoltare; la scrittura è ricerca di quello che Pasolini definiva in un’intervista su Repubblica del 2012. il fantasma della bellezza rapidissimo il racconto, La conchiglia traccia l’apparizione, evento della bellezza. La conchiglia si illumina e la luce risveglia emozioni e sentimenti. Si torna all’umanità che il culto del denaro ha distrutto.

Al via domani nell’area archeologica di Paestum la XVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (#BMTA2014). Per 4 giorni il sito Unesco crocevia internazionale del turismo legato ai Beni culturali

Al via domani, giovedì 30 ottobre, la XVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma fino al 2 novembre nuovamente all’interno della città antica di Paestum: le suggestive location saranno le tre strutture geodetiche presso il Tempio di Cerere, il Museo Archeologico e la Basilica Paleocristiana. “L’obiettivo è rendere protagonista il sito Unesco, con un Salone Espositivo unico al mondo, 50 convegni ed il Workshop con i buyers esteri nel Museo Archeologico” dichiara Ugo Picarelli, direttore della BMTA, ideata ed organizzata dalla Leader srl.

L’evento, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio di Expo Milano 2015, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, UNESCO e UNWTO, è promosso da Provincia di Salerno, Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sa, Av, Bn e Ce e si avvale per questa edizione della partnership con Vodafone Italia.

La Borsa si conferma un evento originale nel suo genere: sede dell’unico Salone Internazionale di Archeologia con la partecipazione di 130 espositori di cui 25 Paesi Esteri; luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale ed al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori, per gli appassionati; opportunità di business nella suggestiva location del Museo Archeologico con il Workshop tra la domanda estera proveniente da 12 Paesi (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera) e l’offerta del turismo culturale (sabato 1 novembre ore 10-18). 

Nel sottolineare sempre più l’importanza che il patrimonio culturale riveste come fattore di dialogo interculturale, d’integrazione sociale e di sviluppo economico, ogni anno la Borsa promuove la cooperazione tra i popoli attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze: il Paese Ospite Ufficiale2014 è l’Azerbaigian.


In sintesi il ricco programma della prima giornata:
  • Giovedì 30 ore 10 – Nella Basilica Paleocristiana la Conferenza di apertura, coordinata da Ugo Picarellidopo i saluti di Italo Voza Sindaco di Capaccio Paestum, Gregorio Angelini Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, Adele Campanelli Soprintendente per i Beni Archeologici di Sa, Av, Bn, Ce e Giuseppe Canfora Presidente della Provincia di Salerno. Apre i lavori Ilaria Borletti Buitoni Sottosegretario di Stato al MiBACT ed intervengono Mounir Bouchenaki Consigliere speciale del Direttore Generale UNESCO e Direttore Arab Regional Centre for World Heritage, Abulfas Garayev Ministro della Cultura e del Turismo Repubblica dell’Azerbaigian Paese Ospite Ufficiale della Borsa 2014, Antonia Pasqua Recchia Segretario Generale del MiBACT, Pasquale Sommese Assessore Regionale al Turismo e ai Beni Culturali.
  • Giovedì 30 ore 10 – Il traffico illegale dei beni culturali: l’esperienza del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale a cura del MiBACT – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee.
  • Giovedì 30 ore 12.30 – Presentazione del patrimonio archeologico dell’Azerbaigian a cura del Ministero della Cultura e del Turismo dell’Azerbaigian.
  • Giovedì 30 ore 14 – Workshop di IZI.travel “Crea la tua audio guida in 30 minuti” in cui sarà possibile sperimentare direttamente l’innovativa piattaforma che permette di realizzare audio guide su dispositivi mobile, che raccontano ai visitatori dei siti locali antiche storie di vita.
  • Giovedì 30 ore 15 – Presentazione del Progetto ARIADNE, a cura del PIN – Servizi Didattici e Scientifici Università di Firenze, che mira ad aiutare i ricercatori ad avere accesso alle banche dati di ricerca, creando una comunità pronta a beneficiare del contributo della tecnologia, permettendo così di andare oltre la metodologia tradizionale di ricerca archeologica.
  • Giovedì 30 ore 16 – Le aree monumentali del Sud per un sistema integrato di offerta turistica e le opportunità di Expo Milano 2015, in collaborazione le Direzioni Generali per le Antichità e per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBACT, con la partecipazione di Simonetta BonomiSoprintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Marco Bruschini Dirigente Promozione, Supporto alla Commercializzazione e Club di Prodotto ENIT, Antonio De Siena Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata, Marina Geri Direttore Marketing e Commerciale Padiglione Italia – Expo Milano 2015, Renzo Iorio Presidente Federturismo Confindustria, Silvestro Serra Direttore Touring. In occasione del Convegno sarà presentata la ricerca a cura di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno “Il turismo culturale e archeologico: un’analisi dell’impatto economico nelle regioni meridionali”.
  • Giovedì 30 ore 16.30 – Smart working: come le tecnologie mobile semplificano i processi in azienda a cura di Vodafone Italia.
La Mostra ArcheoVirtual, realizzata in collaborazione con la più importante Rete di ricerca Europea sui Musei Virtuali, V-Must, coordinata dall’ITABC Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR, ospiterà alcune delle applicazioni presentate a “Digital Museum Expo” esposizione delle tecnologie più recenti create per i musei del futuro, in mostra anche ai Mercati Traianei del Museo dei Fori Imperiali in Roma, alla Biblioteca Alessandrina di Alessandria D’Egitto, al Museo Allard Pierwson di Amsterdam, al City Hall di Sarajevo. 
Nella sezione INCONTRI CON I PROTAGONISTI presso la Basilica si succederanno: Silvia CalandrelliDirettore Rai Cultura (venerdì 31 ore 10.45); Christian Greco Direttore Fondazione Museo Antichità Egizie di Torino (venerdì 31 ore 12); Franck Goddio archeologo subacqueo e Fondatore dell’IEASM eLaurent Haumesser Conservatore del Dipartimento di Antichità Greche, Etrusche e Romane del Museo del Louvre (venerdì 31 ore 18); Sheikha Mai bin Mohammad Al Khalifa Ministro della Cultura e del Turismo del Regno del Bahrain, Mounir Bouchenaki Consigliere speciale del Direttore Generale UNESCO e Direttore Arab Regional Centre for World Heritage, Taleb Rifai Segretario Generale UNWTO (venerdì 31 ore 18.30); Mario Tozzi (sabato 1 ore 11); Roberto Giacobbo (sabato 1 ore 12);Eva Cantarella, Galatea Ranzi e Mariangela Vaglio (sabato 1 ore 15); Sveva Sagramola (sabato 1 ore 16); Syusy Blady e Patrizio Roversi (sabato 1 ore 17); Alberto Angela (sabato 1 ore 18).
Nei quattro giorni della Borsa, l’ANA Associazione Nazionale Archeologia, la CIA Confederazione Italiana Archeologi, i Gruppi Archeologici d’Italia e gli Archeoclub d’Italia saranno presenti con i propri associati provenienti da tutte le regioni per svolgere assemblee e convegni su tematiche di interesse professionale. 
Nell’ambito di ArcheoLavoro, le Università promuoveranno i Corsi di Laurea e i Master in Archeologia, Beni Culturali e Turismo Culturale sia nel Salone Espositivo, sia nella presentazione per gli studenti (giovedì 30 e venerdì 31 ottobre).
I Laboratori di Archeologia Sperimentale, con la direzione scientifica di Mauro Cesaretto del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, presenteranno la cultura antropologica e materiale dell’antichità attraverso la riproduzione delle tecniche utilizzate dall’uomo per realizzare manufatti di uso quotidiano. Inoltre, all’esterno delle strutture geodetiche, sarà presente l’area degli accampamenti.
Il Premio Paestum Archeologia 2014 verrà conferito a Rai Cultura, al Dipartimento di Antichità Greche, Etrusche e Romane del Museo del Louvre e a Franck Goddio Archeologo subacqueo e Fondatore dell’Istituto Europeo di Archeologia Subacquea.
La Borsa quest’anno ha inteso riproporre ai visitatori ArcheoTeatro: dalla riflessione che la location dell’area archeologica della città antica è palcoscenico naturale, si è inteso inserire nel programma unasezione ricca di iniziative (tra cui rappresentazioni teatrali itineranti, workshop di orientamento e formazione) a cura dall’Accademia Magna Graecia di Paestum con la direzione artistica di Sarah Falanga. Inoltre, venerdì 31 ottobre alle ore 16.30 al Tempio di Cerere, verrà rappresentato lo spettacolo teatrale “Dioniso e il suo corteo”.
Per ulteriori informazioni: www.bmta.it – Hashtag ufficiale: #BMTA2014






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La nuova Calabria che non c’è

(da Il Quotidiano del Sud del 27 ottobre 2014, pag. 42)

CARO direttore, sul Quotidiano di venerdì 24 ottobre scrivi che «il traguardo raggiunto dalla città dei Sassi dimostra che un altro Sud è possibile» e ti chiedi subito dopo: «la Calabria potrebbe essere, quindi, diversa da quella che è oggi? C’è un futuro per questa terra? E, soprattutto, quale potrebbe essere la chiave di volta?». Il dibattito si è aperto all’indomani della scelta di Matera come capitale europea della cultura per il 2019 e ad esso hanno già dato il proprio contributo i soliti noti intellettuali calabresi con argomentazioni “trite e ritrite”. Da decenni si parla delle bellezze della nostra terra, delle risorse, della storia, dell’arte, dei riti e finanche della cucina come possibili “volani” di sviluppo. Non c’è occasione in cui non si ripete sempre la “solita solfa”: “Povera Calabria, terra bella e ricca di risorse di ogni genere, ma disgraziata e ingrata con i suoi figli” come se i suoi figli fossero avulsi dal suo destino. Si prosegue poi citando maledizioni, profezie, cultura, agricoltura, divario Nord-Sud e sua origine per finire con il solito mantra della lagnanza, ovvero “alla Calabria non basta lamentarsi”. Discorsi del genere non si reggono più.
Un altro Sud è possibile –ed è già sotto i nostri occhi seppur all’inizio – un’altra Calabria no. I motivi? In minima parte sono quelli che cita Michele Albanese nel suo intervento, cioè l’incapacità dei calabresi di fare squadra e la ‘ndrangheta che è una mentalità. Niente di più vero. Ma c’è altro. Ieri sono state pubblicate dai giornali le liste dei candidati alle prossime elezioni regionali del 23 novembre. I candidati non sono stati una sorpresa, a dispetto degli slogan confezionati nei periodi pre-pre-elettorali che invocavano un presunto nuovo che avanza. Niente di più falso, i candidati, in massima parte, sono i personaggi di sempre, ex assessori, ex consiglieri, politici (pseudo) di professione che da decenni muovono i fili della politica calabrese e che poco contano nel panorama nazionale. Non ci spiegheremmo altrimenti la deriva della nostra regione. In prossimità delle consultazioni e in occasione del dibattito avviato sul Quotidiano, sarebbe bene, o meglio, è doveroso che i Calabresi tutti si interroghino su quanto è stato fatto dai “freschi” candidati per la nostra regione. E se la Calabria è da tempo immemore il fanalino di coda, la cenerentola d’Europa e altre perifrasi simili, avranno delle responsabilità questi freschi candidati-stantii politici? Perché continuare allora ad essere apostrofati con le perifrasi di cui sopra per i decenni a venire? Il futuro potremo costruirlo solo con uomini nuovi e la chiave di volta che il direttore Valenti si chiede quale possa essere è pretendere di essere governati da gente nuova e motivata. Accettare ora le liste e votare poi i candidati di oggi significa non solo foraggiare i “politici” che hanno distrutto la Calabria a proprio vantaggio, ma soprattutto mantenere la nostra terra nell’inferno in cui si trova. E al prossimo dibattito scrivere ancora di profezie, maledizioni, cultura e agricoltura. È l’ultima occasione, tra cinque anni il mondo, tra cui la virtuosa Basilicata, sarà proiettato in una dimensione futuristica, noi saremo ancora “quelli della pietra e della fionda”.

Rinnovo Consiglio d'Istituto al Manzoni-Longo di Campora. Nessuna lista dei genitori aiellesi

AIELLO CALABRO – Nel prossimo mese di novembre, si rinnoverà il Consiglio d’Istituto del Comprensivo “Manzoni-Longo” di Campora San Giovanni, ma stando a quanto abbiamo appreso, i genitori degli alunni dei plessi di Aiello Calabro e Cleto (che da quest’anno, insieme con quello di Serra, fanno parte dell’Istituto scolastico camporese), non presenteranno alcuna lista.

Si tratta di una protesta messa in atto dalla locale componente dei genitori che avevano chiesto una rappresentanza più ampia. La richiesta constava di almeno due componenti a plesso: due per Aiello, e due per Cleto, più un membro supplente, invece che di un unico rappresentante per plesso. Ma pare che la controproposta non sia stata accettata, e pertanto, stando così la situazione, non ci sarà nessun genitore candidato a rappresentare gli alunni di Aiello e Cleto.
Sarà costituito, in ogni caso, un comitato per presentare alla dirigente scolastica, volta per volta, tutte le problematiche che si presenteranno.