Madonna delle Grazie 2014 – Il Programma

Madonna delle Grazie 1 e 2 luglio 2014 – AIELLO CALABRO

Programma

Primo luglio, alle 19, S. Messa solenne presieduta da don Pasquale Traulo, vicario episcopale; e a seguire accensione delle luminarie e avvio della processione con la banda musicale; In serata, spettacolo pirotecnico, e show musicale del gruppo “Nazionali senza filtro” con Elisa Passi in concerto;

2 luglio, in S. Maria Maggiore, celebrazioni alle 9 e alle 11, e processione per le vie del paese, e poi ancora alle 17.30. Seguirà la processione di accompagnamento della Madonna delle Grazie. Spettacolo musicale con Franco Blasco.


Dipinto di Raffaele Aloisio, Madonna delle Grazie, 1854, Ajello Calabro

Dove stiamo andando? Considerazioni di Nicola Ianni sullo stato di fatto in Italia

Riceviamo e postiamo.
Essendo appassionato di aeronautica, ho trovato una tabella. Essa riguarda la costituzione delle flotte aeree nel mondo occidentale, arabo ed asiatico. Da ciò si è originato questo mio ragionamento.
La compagnia  aerea Fly Emirates è quella che possiede il maggior numero di aerei da trasporto passeggeri del tipo A  380, cioè i migliori e più potenti oggi esistenti sul mercato.
Pur essendo il paese d’origine Dubai  (popolazione 2 milioni e mezzo circa di abitanti) e delocalizzato  rispetto al mondo occidentale, questo emirato ha una compagnia di bandiera la “Fly Emirates” all’avanguardia e serve tutte le linee aeree del mondo. La nostra ALITALIA non possiede nessun quadrireattore ed i servizi che offre  per andare all’estero, anche negli USA – circa novemila km -, sono basati su  dei  semplici  e modesti bireattori. 
Forse ho preso troppo alla larga il discorso, ma la conclusione è immediata. Possibile che in Italia, siamo ridotti così male e non ce ne accorgiamo? Non abbiamo nemmeno una compagnia aerea come tanti altri piccoli stati come il Dubai o il Qatar? Quello che segue non è facile qualunquismo, ma la chiara visione della realtà  su cui nessuno vuole alzare il velo.
Giorno per giorno siamo scivolati in una situazione  di debolezza che denota tutti gli errori che abbiamo fatto negli ultimi 40 anni. Ed  è su questo  vorrei avviare una   riflessione  e per capire come uscire da questo stato di decadenza. 
Un  mio parente che viaggia spesso all’estero e specialmente in oriente, mi diceva che  il livello percepito di modus vivendi  di noi italiani  è pari a quello della Tunisia e della Turchia. Bene!  Ecco allora  secondo me quanto di sbagliato abbiamo fatto per trovarci in questa situazione. 
Nei primi anni sessanta noi italiani eravamo all’avanguardia nel mondo in tutti i campi  della tecnica e della conoscenza scientifica.
Eravamo all’avanguardia nella chimica fine e industriale (abbiamo ottenuto anche un premio Nobel), fra primi nell’elettronica civile, nella ricerca nucleare e negli impianti di centrali  nucleari realizzati, nelle costruzioni civili e industriali di prestigio. Per tutti i fatti che citerò non posso scendere nei dettagli di quanto riportato, perché   la redazione che mi ospita troverà troppo ridondante l’articolo e non lo pubblicherebbe. Pertanto andrò per sommi capi e per fatti ed eventi ormai di portata storica  che le persone  intorno ai cinquanta/sessanta conoscono  o che questi fatti li ha studiati, anche se non vissuti di persona.
Incominciamo:
Qualche politico, poco avveduto (La Malfa padre) negli anni 70  ha imposto che in Italia, quando era ministro, non era il caso di  passare alla televisione a colori. Scelta dannata perché così abbiamo rovinato le nostre industrie di elettronica civile. Esse sono rimaste indietro nella tecnologia  con la conseguenza che ora compriamo i marchi coreani e giapponesi e i nostri operai stanno a casa.
Eravamo all’avanguardia nella  costruzione  e nella tecnologia dei computer  (vedi Olivetti), ora compriamo i prodotti cinesi, coreani, giapponesi  ecc. ecc.  e  spendiamo capitali all’estero per importare i nostri computer. I nostri operai stanno a casa.
In Italia, c’era una fiorente industria  della nautica da diporto, ma le tasse che hanno fatto gravare  sugli acquirenti  hanno reso queste imbarcazioni  non più raggiungibili ai più e questa nostra industria, oggi è ridotta al lumicino.
La stessa cosa si può dire per le costruzioni dei piccoli aerei da turismo e così la nostra industria è fallita.
Automobili di lusso?  Il ministro Amato ne sa qualcosa, una semplice  Lancia  Thema era un lusso, e giù con la supertassa. L’industria automobilistica italiana, il nostro fiore all’occhiello per stile e qualità è andata via via perdendo terreno rispetto  alle auto tedesche. La nostra industria ha visto assottigliarsi  il mercato interno e non potendo più sviluppare la ricerca  per limiti di fondi abbiamo visto le auto  prodotte dall’industria  straniera (tedesca in special modo) avvantaggiarsene. Ora in Italia  vivono un mercato fiorente le Mercedes e le Audi, le industrie tedesche lavorano  a pieno ritmo ed i nostri operai stanno a casa, in cassa integrazione (cioè sulle spalle della collettività). Termini Imerese ha chiuso, Melfi annaspa, la Fiat se ne va all’estero  e con tutto quello che ne consegue.
Non vogliamo i termovalorizzatori, perché alla camorra  interessa di più lucrare sulla spazzatura  e gli abitanti di Napoli e del mondo hanno visto che vergogna abbiamo passato (Pecoraro Scanio era il ministro dell’ambiente e ne sa qualcosa).  Detto per inciso a Lago  (CS) ancora insistono nel voler realizzare una discarica a cielo aperto in località Giani, discarica che gravita sul  bacino del fiume a noi più vicino  per finire di inquinarlo  un po’ di più. Povero fiume Oliva.
Non vogliamo i degassificatori  in omaggio a  parte di un elettorato molto orientato e così spendiamo di più per la disponibilità del  gas.
Le centrali nucleari, unico paese nel mondoa non volerle siamo proprio noi italiani, intelligentoni. Intanto l’acquisto del petrolio  per produrre energia elettrica  ci costa circa 60 miliardi  di euro all’anno. Il 70% del petrolio importato serve per mandare vanti le centrali termoelettriche convenzionali mentre solo il 30%  viene utilizzato per   per i mezzi di trasporto. La nostra bolletta è più cara del 30% di quella francese e tedesca sicché i nostri maggiori competitori commerciali e industriali se ne avvantaggiano riuscendo a produrre a prezzi più concorrenziali. La fabbrica  di alluminio ALCOA in Sardegna ha chiuso per questo motivo e ben 800 operai stanno a casa. Una cosa simile si sta ripetendo in tutta Italia (Electrolux a Pordenone, una fabbrica di pneumatici a Bari e tante altre, che per brevità non citerò).
Energia rinnovabile? Ben venga ma non può assolutamente e ragionevolmente coprire il fabbisogno nazionale. Può soltanto sopperire agli usi locali e domestici. Esempio: I treni non  marciano certo a pannelli solari. Ogni persona di buon senso lo capisce e ne è cosciente.
Se parliamo delle pale eoliche, uno bene informato ha detto che  quelle impiantate in Calabria non sono nemmeno collegate alla rete elettrica nazionale  e quindi sono servite a gonfiare il portafoglio di qualche politico  abbastanza marpione, a dispetto  della credulità degli ingenui che le nuove tecnologie le apprendono dalla televisione. Il guaio che ci abbiamo speso parecchi miliardi di euro; ora pare che abbiano tolto i finanziamenti  per le pale mosse dal vento. Che dire poi degli sprechi  nella pubblica amministrazione?
Abbiamo  inventato anche le comunità montane per creare un indotto che non produceva assolutamente niente, abbiamo le province numerose e con numerosi consiglieri, i consigli comunali con assessori pagati profumatamente ed i consigli di quartiere nelle grandi città  che prosciugano per la loro parte il bilancio  comunale. In ogni regione le province sono aumentate di numero, alla Sardegna che è passata  da 3 a 5, la Lombardia da  7 a 10, il Piemonte da  5 a 8  ecc. ecc.  Anche in Calabria siamo passati da 3 a 5 e non aggiungo altro.
Abbiamo le regioni (e se ne poteva fare bene a meno).  Esse sono state istituite negli anni 70. Il mio pensiero è che sarebbe meglio oggi parlare di abolire le regioni che ci costano 80 miliardi di euro all’anno e mantenere le province che in effetti  sono più vicine alla gente magari accorpandole. (A che servono province come Vibo Valentia e Crotone e tante altre nel nord che si identificano con grossi paesotti?)
Le regioni  (almeno quella calabra, a detta di un politico  dell’area UDC,  da me udito in un convegno a Lamezia Terme nel novembre del 2012), impiegano, si fa per dire, leggiadre ragazze, coperte di generosi jeans molto attillati e scarpe con tacco a spillo da 12 cm. che vanno su e giù nei corridoi  e negli ascensori. Cosa produce questa  regione non si sa. Intanto ascoltando i nostri agricoltori, con le regole che i nostri politici locali e non, hanno inventato, noi, proprio noi italiani, importiamo arance, olio d’oliva dai paesi  del mediterraneo cosicché i nostri  contadini sono ridotti al lastrico.
Per essere bravi democratici, abbiamo un sistema  bicamerale che ci costa un occhio della testa e noi fessi paghiamo. Quasi 1000 parlamentari nemmeno gli USA hanno tanta rappresentanza e per non parlare degli emolumenti. Ed io pago diceva Totò, pantalone paga insomma. Di più c’è il parlamento europeo, oh che bello! Che ci dà e che ci fa? Quanto ci costa? È vero siamo in Europa e dobbiamo avere la nostra rappresentanza, ma come mai abbiamo perduto parte della nostra sovranità nazionale e non possiamo più stampare moneta? Dove sta il lavoro dei nostri super parlamentari? Ma di cosa si intendono?
Ultima, ma non recentissima è stata la trovata dell’entrata dell’Italia nella  zona dell’Euro. Gli inglesi più accorti si sono tirati indietro nell’entrare nella zona dell’euro. Chi è stato questo grande economista? Chi sono stati questi grandi esperti di politica monetaria ed economica che ci hanno portato al disastro, quale governo ha combinato questo guaio dell’euro di fatto svalutando la nostra lira del 50%? 
Questo è l’errore tragico che ci ha messo in coda in Europa e forse pure a qualche paese  africano. Per gli emirati arabi è un’altra storia, hanno creato una compagnia  aerea quale la Fly Emirates  che è all’avanguardia nel mondo. Sono ricchi è vero però sanno amministrare le loro finanze. Noi facciamo chiacchiere.
Mi rendo conto che queste cose spingono al pessimismo, ma se non ci diamo una mossa come dicono a Roma, se non diamo una sterzata a questo andamento ci ridurremo alla fame più nera e riusciremo a produrre, visto lo scadimento tecnologico  nel quale siamo caduti solo fagiolini e pomodori.
Il buon Leonardo da Vinci si rivolterà nella tomba, e tante altre belle glorie del nostro passato non passeranno l’eternità tranquilla nel vedere i pronipoti così scellerati nelle scelte strategiche che hanno fatto. Non ci resta che sperare nello stellone d’Italia.

Così non va

di Gaetanina Sicari Ruffo
Il neocronista, Guido Scarpino, di 39 anni, del giornale “Il Garantista” di Sansonetti, in edicola dal 18 giugno, ha subito un’intimidazione: gli è stata incendiata la Mercedes di sua proprietà, posteggiata in prossimità della sua abitazione.
Constatiamo con amarezza che persiste la vecchia abitudine intimidatoria ai danni di persone dal libero pensiero che vorrebbero riscattare la nostra terra.
Se c’è qualche possibilità che la Calabria esca dal tunnel del malaffare e dall’oscurantismo a cui l’hanno condannata anni di sudditanza e di perverso affarismo di comodo, non è certo con questo sistema che si  può dimostrare d’essere  una regione pronta a far parte di una rinnovata Europa.
Cessino i malintesi e le ritorsioni, si dia via libera a chi intende collaborare per il bene della comunità! Questi segnali rivelano che la via è difficile, ma possibile se interviene non la volontà del disfattismo e della vendetta, ma della amicizia e della solidarietà. 

World Blood Donor day 2014. Anche la sede di #AielloCalabro e #SerraAiello alla giornata Avis di Reggio Calabria

Con qualche giorno di ritardo, postiamo la notizia riguardante il World Blood Donor Day 2014, tenutosi il 14 giugno scorso a Reggio Calabria.
Sabato 14 Giugno è stata la giornata del donatore. Il World blood donor Day. Per l’occasione, tutte le sezioni calabresi dell’AVIS erano presenti a Reggio Calabria, tra cui anche quella di Aiello Calabro e Serra D’Aiello, per l’inaugurazione della nuova sede della Città dello Stretto. Una occasione importante perché la struttura era un bene confiscato alla ‘ndrangheta.
Per la Nostra sede, era presente la presidente Leondina Vecchio.
Qui di seguito, un pezzo sulla giornata tratto dal sito CityNow
Ci vogliono tensione ideale, tenacia e voglia di fare. E’ questo il primo pensiero che mi viene in mente guardando alla nuova sede sociale della sezione reggina Evelina Plutino Giuffrè dell’Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue)”. Con queste parole il presidente Antonio Romeo ha salutato donatori e soci provenienti da tutta la regione, autorità e cittadinanza intervenuti alla cerimonia del taglio del nastro nella nuova casa dell’Avis che da oggi si sposta di pochi isolati, al numero 585 del Corso Garibaldi.
“Si tratta di una nuova eccellenza sanitaria – ha sottolineato il presidente Romeo – con cui contribuiremo alla crescita del benessere della comunità reggina e non solo. Grazie a questa unità di raccolta fissa, infatti, l’intera provincia di Reggio Calabria sarà accreditata dal Centro Regionale Sangue, disponendo dei requisiti minimi strutturali e gestionali in vigore dal 2015 in base agli standard europei. Un sogno realizzato con tutte le forze a nostra disposizione che abbiamo fortemente voluto e concretizzato”. Una giornata pregna di significati che, dopo l’esperienza della sede dell’Avis di Gioia Tauro dello scorso anno, torna a legare a doppio filo il valore etico e sociale della donazione del sangue e della solidarietà al principio di legalità e trasparenza. La nuova sede, progettata grazie alla collaborazione dell’architetto Ignazio Ferro, è stata infatti allestita in un bene confiscato alla ndrangheta assegnato dalla Provincia. L’Avis comunale di Reggio culmina così i festeggiamenti per i suoi 60 anni di attività con l’inaugurazione della nuova sede proprio in occasione della Giornata Mondiale del Donatore, il 14 giugno, istituita con DPCM nell’aprile del 2006. In questo giorno del 1868 nacque Karl Landsteiner, nobel per la Medicina nel 1930 che nel 1901 scoprì i quattro gruppi sanguigni che oggi rendono la donazione del sangue, tessuto prezioso ma irriproducibile in laboratorio, uno strumento in grado di salvare vite e curare malattie onco-ematologiche. Giornata speciale anche per l’Avis reggina. Il suo decano Vincenzo Romeo, tra i primi donatori e anima dell’associazione, oggi compie 80 anni.
La celebrazione della santa Messa al Duomo ha preceduto la sfilata con labari sulla principale via cittadina, fino al numero 585 del Corso Garibaldi, il taglio del nastro alla presenza delle autorità e la benedizione da parte di Monsignor Vittorio Mondello, arcivescovo emerito di Reggio Calabria – Bova.
“L’Avis è un’associazione di volontariato tra le più importanti in assoluto e questa giornata  – ha sottolineato monsignor Vittorio Mondello  – ci consente di riflettere sul significato autentico di buona azione, ossia un vero e proprio gesto di amore che aspetta di essere compiuto. L’amore è stato un dono di Dio all’umanità e noi oggi possiamo esprimere concretamente questo dono di Dio attraverso l’offerta di noi stessi, quindi anche del nostro sangue, al fratello o alla sorella in difficoltà”.
A chiusura della mattinata, la conferenza stampa nella nuova sala convegni alla presenza del presidente dell’Avis comunale di Reggio Calabria Antonio Romeo, del presidente della Provincia Giuseppe Raffa, dell’assessore alla Cultura ed alla Legalità Eduardo Lamberti Castronuovo, del direttore generale dell’azienda ospedaliera “Bianchi – Melacrino – Morelli” di Reggio Calabria Carmelo Bellinvia, figlio della baronessa Anna Bellinvia cofondatrice con la contessa Evelina Plutino Giuffrè dell’Avis reggina 60 anni fa, e di altre autorità. Ha moderato i lavori il consigliere regionale già presidente dell’Avis comunale di Reggio Calabria, Mimmo Nisticò.
Un ringraziamento particolare è stato riservato a tutte le maestranze che hanno reso possibile questa inaugurazione, ai giovani dell’Avis reggina guidati da Angela Chiara Costantino. Impulso fondamentale è stato quello della dottoressa Laganà e del maggiore Bognanni dell’agenzia nazionale dei Beni Confiscati con sede a Reggio e degli amministratori giudiziari Labozzetta e Mulonia. “E’ stato importante aver potuto interloquire con l’agenzia per concretizzare la dimensione sociale cui è sottesa la confisca dei beni – ha sottolineato il presidente della Provincia Raffa –  questa è la conferma che, data la mole di beni da riutilizzare socialmente esistenti sul territorio, è importante che l’agenzia resti a Reggio”. Gli fa eco anche l’assessore provinciale alla Legalità ed alla Cultura, Eduardo Lamberti Castronuovo: ”Prosegue il percorso di legalità, con valenza culturale e sociale, che l’ente intermedio ha già avviato con l’esposizione dei quadri confiscati al museo della Magna Grecia e che presto saranno esposti al palazzo della Cultura, in fase di allestimento”.
“Oggi si inaugura un pezzo dell’azienda ospedaliera reggina – ha sottolineato il direttore Bellinvia – con cui l’Avis collabora quotidianamente per garantire le sacche di sangue ed emoderivati a chi ne ha bisogno”.

Hanno voluto porgere il loro saluto il consigliere regionale Candeloro Imbalzano, il consigliere provinciale Pierpaolo Zavettieri, il consigliere nazionale Avis Alberto Ferri, in rappresentanza del presidente nazionale Vincenzo Saturni e del presidente dell’Avis Emilia Romagna (gemellata con l’Avis Calabria) Andrea Tieghi, il presidente dell’Avis Calabria Rocco Chiriano, il vice presidente vicario dell’Avis Calabria Paolo Marcianò, il presidente dell’Avis provinciale reggina Antonino Posterino, il direttore del Servizio Immunotrasfusionale dell’azienda ospedaliera “BMM” Giuseppe Bresolin. Grande la partecipazione dei donatori, di soci e di amici dell’Avis.