Calabria Migrante. Una pubblicazione dell'Icsaic che offre quadro storiografico aggiornato dell'emigrazione calabrese

Il primo volume del Centro di Ricerca sulle Migrazioni che opera all’interno dell’Icsaic ha visto la luce. Si tratta del volume “Calabria Migrante” (282 pagine), in cui sono pubblicati numerosi contributi che offrono un quadro storiografico aggiornato dell’emigrazione calabrese.

Calabria Migrante. Una pubblicazione dell'Icsaic che offre quadro storiografico aggiornato dell'emigrazione calabrese.

Il primo volume del Centro di Ricerca sulle Migrazioni che opera all’interno dell’Icsaic ha visto la luce. Si tratta del volume “Calabria Migrante” (282 pagine), in cui sono pubblicati numerosi contributi che offrono un quadro storiografico aggiornato dell’emigrazione calabrese.

A proposito di Museo della Civiltà contadina…

L’ingresso del Museo di Fagnano

Alcuni pezzi esposti

La gassosa di Fagnano di una volta
Ieri, mi è capitato di andare a Fagnano Castello (Qui Galleria foto). C’era la 30esima sagra della castagna. Oltre ad assaggiare i frutti e i prodotti a base di castagne (ruselle e dolci a tema, vi consiglio hmmm il cannolo che è squisito …), ho fatto visita alle due chiese del centro (S. Pietro e Immacolata Concezione), che erano state da poco restaurate (le nostre sono tutte sgarrupate … ancora). Ho assistito pure ad una gara di “carrìatti” (le nostre carrozze), e a tante altre cose.
Dopo la premessa, arriviamo al punto. A Fagnano – che fa circa 4 mila abitanti – c’è anche, per volontà di un signore che lo ha fortemente voluto e che gestisce dal 2007, un museo della Civiltà Contadina che fa parte della Rete Museale della provincia di Cosenza. I locali sono del Comune, e all’interno c’è un po’ di tutto. Col signor De Rose abbiamo parlato della sua passione e l’’ho informato che ad Aiello c’è un museo istituito, ma che ancora, sebbene i suoi pezzi– circa 1500 – siano da tempo stati catalogati, non è aperto al pubblico. Ci ha incoraggiati a spingere l’Amministrazione a renderlo operativo al più presto e noi questo vorremmo fare. E dunque, cara Amministrazione Comunale, cosa manca ancora per aprire il museo di Rione Valle?
Attendiamo fiduciosi una risposta. Grazie.
P.s. Come atto di benvenuto e di auspicio per l’apertura del nostro Museo, il signor De Rose ci ha donato una bottiglia di gassosa che si imbottigliava a Fagnano (per chi non lo sa, anche ad Aiello, una volta, anni fa, si facevano le gassose “Marasco”…). 

P.p.s. Una curiosità che mi è venuta: ma come mai, quando ci fu il rimboschimento del monte Faeto, non furono piantati anche alberi di castagni, di quelli che fanno le castagne ‘nzerte?


Leggi anche:

Il Legno, mostra sulla storia e la lavorazione del legno nella provincia di Cosenza. Tra gli oggetti esposti, tre pezzi del museo di Aiello

La Forestale dei veleni. In onda su Rainews24 lunedì 28 ottobre, ore 21.30

L’inchiesta di Silvia Sciorilli Borrelli, Davide Gangale e Andrea Tornago, vincitrice della seconda edizione del Premio MorrionePremio Ilaria Alpi, racconta la storia oscura del nucleo investigativo della Forestale di Brescia e le indagini sulla “navi a perdere” del Capitano Natale De Grazia.
In onda lunedì 28 ottobre, alle 21:30, su Rainews24

La Forestale dei veleni. In onda su Rainews24 lunedì 28 ottobre, ore 21.30

L’inchiesta di Silvia Sciorilli Borrelli, Davide Gangale e Andrea Tornago, vincitrice della seconda edizione del Premio MorrionePremio Ilaria Alpi, racconta la storia oscura del nucleo investigativo della Forestale di Brescia e le indagini sulla “navi a perdere” del Capitano Natale De Grazia.
In onda lunedì 28 ottobre, alle 21:30, su Rainews24
“La Forestale dei Veleni” è il titolo dell’inchiesta realizzata da Silvia Sciorilli Borrelli, Davide Gangale e Andrea Tornago, giornalisti praticanti e studenti presso la Scuola di giornalismo “Walter Tobagi” di Milano. L’inchiesta, vincitrice della seconda edizione del Premio Morrione, nuova sezione del Premio Ilaria Alpi, ricostruisce in 25 minuti le indagini sulle “navi a perdere”. Racconta la storia degli investigatori e dei cronisti che hanno seguito le tracce dei veleni dalla Lombardia alla Calabria, negli anni Ottanta e Novanta.
Lunedì 28 ottobre Rainews24 trasmetterà lo speciale dedicato al Premio Roberto Morrione.

Lo speciale sarà condotto da Manuela Bonchino e avrà come ospiti in studio: Mara Filippi, moglie di Roberto Morrione, Giovanni Celsi, tra gli ideatori e organizzatori del premio, Flaviano Masella, tutor del Premio, che presenterà insieme agli autori Andrea Tornago, Silvia Sciorilli Borrelli, Davide Gangale l’inchiesta vincitrice del 2013, “La Forestale dei Veleni”, che andrà in onda a seguire.
Per almeno dieci anni il nucleo della Forestale di Brescia, comandato dal colonnello Rino Martini, ha monitorato i traffici di rifiuti tossici e radioattivi che hanno coinvolto l’Italia e molti altri Paesi europei. Il capo di quel pool di investigatori, il colonnello Rino Martini, ha accettato per la prima volta di raccontare di fronte a una telecamera la sua verità. Assieme a lui lo hanno fatto anche i suoi più stretti collaboratori, gli ispettori Gianni De Podestà e Claudio Tassi e l’agente William Stival. Testimonianze e documenti inediti raccontano una verità scomoda, fatta di condizionamenti, pedinamenti e misteri.
Nella squadra del colonnello Martini, nella primavera del 1995, entra il giovane Capitano di Corvetta Natale De Grazia, in servizio a Reggio Calabria. Nel giro di qualche mese De Grazia riesce a identificare la nave affondata a largo di Capo Spartivento, di cui una fonte della Forestale di Brescia aveva parlato pochi mesi prima: è la Rigel. Poche ore prima di morire, parlando al telefono con il procuratore di Matera Nicola Maria Pace, De Grazia gli fa una promessa: “Al mio ritorno, la porterò con una nave sul punto esatto in cui è affondata la Rigel”. Ma De Grazia non ritorna: muore sulla Salerno-Reggio Calabria, il 13 dicembre del 1995. Dove stava andando? Chi c’era con lui? E perché, subito dopo la sua morte, la Forestale dei Veleni è stata smantellata? Queste le domande a cui l’inchiesta tenta di rispondere.
L’inchiesta è stata realizzata tra febbraio e giugno 2013, mentre la Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, presieduta dall’onorevole Gaetano Pecorella, terminava i suoi lavori. A diciotto anni di distanza dalla morte di De Grazia, la Commissione è giunta a una conclusione sconvolgente. L’ufficiale non morì di morte naturale, come per anni perizie e autopsie hanno sostenuto. La sua morte fu dovuta a una non meglio identificata “causa tossica”. In altri termini, secondo la Commissione, Natale De Grazia è stato avvelenato.All’ufficiale di Marina, però, non è mai stato riconosciuto lo status di vittima del dovere. Un caso scottante, che nessuno sembra intenzionato a riaprire, nonostante l’impegno di organizzazioni come Legambiente, in prima linea fin dal 1994 per chiedere verità e giustizia e nuove ricerche del relitto della Rigel.