Aiello in festa per la Vergine de la Gratia

Affresco Madonna de la Gratia (fine 1400 – inizi 1500) – Aiello Calabro, Cappella Cybo (Foto tratta da Liberti). 
Ora l’affresco non esiste più, al suo posto c’è una pala d’altare di Aloisio del 1854. Nella stessa Cappella è custodita la Statua delle Vergine, dei primi del Novecento, realizzata, se non erriamo, ad Ortisei. Ma la domanda che sorge spontanea, peraltro anticipata dall’amico e storico dell’arte Gianfrancesco Solferino qualche settimana fa, è: ma prima di questa Statua attuale cosa c’era? Non è un quiz, solo un interrogativo che potrebbe essere di facile soluzione consultando forse il fondo notarile conservato presso l’Archivio di Stato di Cosenza, o gli archivi parrocchiale e comunale.

La locandina della festa 2011
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El Payaso Bipolar e la Lana de Oveja. Un cortometraggio di Fernando Aloisio

“Di complesso umorismo”, “Semplicemente straordinario”. Così lo ha definito la stampa argentina. Un corto, quello di Fernando Aloisio (nella foto a lato), di “humor acido, assurdo, fisico, escatologico, intelligente”.
“Lana de Oveja”, anno 2010, girato ad Arrecifes, è la storia di un personaggio eccentrico, el Payaso Bipolar, “diviso tra la solitudine, la compagnia di se stesso, e ciò che accade mentre trascorre un giorno normale della sua vita nella natura o nel cuore della città”.
“(…) Lo spettatore si nutre con questioni quotidiane, come i vincoli affettivi, l’ansietà della solitudine, il destino (…)”.
L’autore trae il suo humor assurdo dal Payaso Bipolar, un personaggio surrealista. Così può capitare, e capita, che un giorno con una pecora si faccia molto più profondo di quello che si può immaginare.
33 anni, di origini calabresi (di Aiello Calabro, Cs), Fernando Aloisio è nato a Buenos Aires, Argentina. Ha iniziato la sua carriera all’età di 19 anni scrivendo racconti e poesie e pubblicato diversi libri: El naufragó, El emporio de la manera, El desuso de la circunstancia, Antología de berrinches y ternuras, Libro de diálogos 1, Libro de diálogos 2, Libro de diálogos 3, Más allá del bulón, etc. Poi all’età di 27 anni, si dedica al cinema,  diventando uno dei creatori del duetto umoristico chiamato “Las Cortina”. Con questo duo, ha composto oltre 55 cortometraggi e un film di prossima uscita. A 33 anni è diventato produttore con la Cinema Baixia, del personaggio che sta avendo molto successo, “El Payaso Bipolar”, appunto, che è protagonista di vari monologhi e del cortometraggio “Lana di pecora” del quale è scrittore e regista. Durante la sua carriera, ha realizzato pure diverse opere audiovisive, video artistici e video clip. Attualmente, sta lavorando ad un mediometraggio, in cui il protagonista è sempre El Payaso Bipolar.

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 Ecco alcuni link relativi alla sua attività artistica:

Assolto il giornalista ambientalista Francesco Cirillo dal reato di diffamazione. Era stato querelato dalla Società Messina

Riceviamo e pubblichiamo

Il Tribunale di Paola, giudice per l’indagine preliminare Carmine De Rose ha archiviato la richiesta fatta dalla società Messina contro il giornalsita ambientalista Francesco Cirillo per un articolo pubblicato sul sito http://www.sciroccorosso.org nel 2009. Nell’articolo Francesco Cirillo ripercorreva la storia delle navi a perdere a seguito della richiesta di archiviazione che il Pm Francesco Greco aveva fattto nel 2009, lamentandosi per tale richiesta, che ad avviso di Cirillo non era suffragata da prove certe e sperando che tale richiesta di archiviazione venisse respinta. La società Messina, proprietaria della motonave Rosso che nel 1990 si spiaggiò sulla spiaggia di Formiciche si sentì diffamata e querelò il giornalista in base all’art. 595 comma 1 e III. Il Pm Antonella Lauri già il 7 agosto del 2010 aveva disposto per l’archiviazione, verso la quale la società Messina produsse opposizione e chiedendone il rinvio a giudizio per Francesco Cirillo.

Francesco Cirillo è difeso dall’avv.Natalia Branda, la quale si è ritenuta completamente soddisfatta dalla sentenza del giudice Carmine De Rose GIP del Tribunale di Paola. Nella sentenza il giudice De Rose scrive a proposito dell’articolo che lo stesso “ abbia un contenuto in prevalenza valutativo (negativamente) ed illustrativo dei vari approcci succedutisi, in una prospettiva diacronica e storica, attorno alla vicenda della nave spiaggiatasi in località “Le Formiciche” di Amantea nel lontano dicembre 1990 e si sviluppi nell’ambito di una polemica intensa e salace sull’operato delle Istituzioni tutte, addicendo a base delle proprie teorie e dei propri ragionamenti gli indiscussi ed indiscutibili elementi contraddittori emersi nell’ambito delle varie inchieste, giudiziarie e di Commissione Parlamentare, aperte nel corso del tempo, inferendone conclusioni in alcuni tratti fin troppo ardite ed al limite della temerarietà, ma suffragate, nella loro visione criticistica, da rilevanti circostanze fattuali, di cronaca e di evidenza giudiziaria che non possono ignorarsi da alcuno”. Ed ancora a proposito dello scritto il GIP Carmine De Rose scrive: Il testo dell’articolo appare sì diretto a ribadire con forza le proprie tesi, contrapposte in alcuni tratti alle versioni ufficiali, ma lo fa, a parere di questo Giudice, senza trascendere in attacchi personali finalizzati all’unico scopo di aggredire la sfera morale della dirigenza della società armatrice della motonave; invero l’integrale contenuto del documento, unitariamente considerato, rientra nell’alveo della già menzionata scriminante del diritto di critica che fra l’altro, a differenza di quanto si verifica con riguardo al diritto di cronaca (pure correttamente esercitato dal Cirillo per larghi tratti dello stesso articolo), non richiede una formulazione riferita a precisi dati fattuali (cfr. Cass., Sez. V°, 20.03.2007 n. 116626).
Piena soddisfazione, per l’avvenuta archiviazione viene dal giornalista Francesco Cirillo che dichiara : “Intanto devo ringraziare l’avv. Natalia Branda che come al suo solito ha dimostrato grande professionalità e conoscenza diretta della materia del reato di diffamazione. La società Messina ha subìto l’ennesima sconfitta in questo campo, dopo l’archiviazione fatta dal Tribunale di Genova ai membri del “Comitato Natale De Grazia” di Amantea. L’arroganza di questa società nei confronti di quei giornalisti che ancora vogliono e cercano la verità su quanto avvenuto in quella tragica notte del 13 dicembre del 1990 ha subito un enorme stop. Io spero ancora che si possano riaprire, anche alla luce di nuove testimonianze raccolte nell’ambito della Commissione sui rifiuti presieduta dall’on. Gaetano Pecorella, tutte le inchieste che validi magistrati hanno fatto negli anni passati sul traffico dei rifiuti tossici e sulle navi affondate nei mari del mediterraneo ed accertate una per una dalle Capitanerie di Porto e dai nuclei della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, così come spero che le dichiarazioni del pentito di mafia Fonti possano di nuovo essere prese in considerazione affidando le ricerche a navi oceanografiche dotate di tecnologie moderne atte a monitorare e studiare metro per metro i fondali del nostro mare. Grazie a questo processo ho avuto modo di poter consultare tutta l’indagine relativa alle “navi dei veleni” nel mare della Calabria fatte sin dal 1987 dalle procure di Reggio Calabria e di Paola , e posso dire con documenti alla mano che in questa enorme inchiesta ci sono tutte le prove e non solo gli indizi sul traffico di veleni avvenuto in quegli anni. Prove suffragate dalle indagini fatte dal capitano Natale De Grazia e da tutto il pool che per anni ha seguito passo passo i movimenti delle navi in partenza dai porti di Genova e La Spezia e dirette ufficialmente in Libano o in Somalia, dove spesso mai giungevano perdendosi in misteriosi naufragi o improbabili sparizioni”.
LEGGI IL TESTO COMPLETO DELLA SENTENZA DEL GIUDICE TRIBUNALE DI PAOLA CARMINE DE ROSE E ARTICOLO INCRIMINATO.
Francesco Cirillo

Arte svelata. Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte a Cosenza dal primo luglio

ARTE SVELATA
Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte
Cosenza – Palazzo Arnone 1 luglio 2011 – 31 luglio 2011
Inaugurazione: 30 giugno 2011 – ore 19.00

Dal 1 al 31 luglio 2011 a Palazzo Arnone, nella Galleria Nazionale di Cosenza, si terrà la mostra Arte svelata – Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte a cura di Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e con il coordinamento organizzativo di Domenico Bloise.L’esposizione presenta alcuni capolavori di proprietà del Fondo Edifici di Culto (F.E.C.) provenienti dal Museo Civico di Altomonte (Cosenza) databili per lo più al Trecento e ai primi decenni del Quattrocento e che raccontano di eccezionali e spesso aggiornatissimi episodi di committenza e collezionismo feudale.La rassegna si apre con la pregevole tavola del senese Simone Martini raffigurante San Ladislao. L’opera, che venne ascritta al maestro toscano da Giovanni Paccagnini nel 1948, contiene in nuce elementi riconducibili alla pittura gotica della prima metà del Trecento. Verosimilmente commissionata da Filippo Sangineto, feudatario di Altomonte, è espressione del gusto di un potere signorile colto e raffinato.Il percorso espositivo continua con le due tavole di Bernardo Daddi raffiguranti San Giovanni Battista con Santa Maddalena e Sant’Agostino con San Giacomo, probabilmente parti di un trittico il cui pannello centrale è andato disperso.Segue la Madonna delle Pere, l’enigmatica tavola attribuita a Paolo di Ciacio da Mileto.L’altarolo con storie della Passione di Cristo, commissionato dalla contessa Cobella Ruffo, è opera che segna una netta linea di demarcazione rispetto ai contemporanei sviluppi stilistici dell’arte locale.Il percorso si chiude con le due finissime lastre in alabastro, con storie della Vita della Vergine e storie della Vita di Cristo e Giudizio Universale, scolpite a bassorilievo da maestri francesi.Arte svelata è frutto di un’intelligente collaborazione fra istituzioni e si configura come un interessante esempio di mostra-cantiere didattico. Durante il periodo di permanenza a Cosenza le opere saranno, difatti, oggetto di una campagna diagnostica finalizzata alla verifica dello stato di conservazione e sarà possibile seguire, a cantiere aperto, le fasi di manutenzione e restauro delle stesse.La mostra sarà inaugurata giorno 30 giugno prossimo alle ore 19.00 alla presenza di Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria e curatore della mostra; Raffaele Cannizzaro, prefetto di Cosenza; Ganpietro Coppola, sindaco di Altomonte; Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Mario Caligiuri, assessore regionale alla cultura; Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza; Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Il Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza, diretto da Antonella Calvelli, accompagnerà l’evento con brani di grande suggestione.

ARTE SVELATA
Il San Ladislao di Simone Martini e altri capolavori del Museo Civico di Altomonte
Cosenza – Palazzo Arnone 1 luglio 2011 – 31 luglio 2011
Inaugurazione: 30 giugno 2011 – ore 19.00
Orari: martedì/domenica 10.00 – 18.00
Cantiere didattico: martedì/venerdì 10.00 – 13.00
Prenotazioni: 0984795639
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Coordinamento organizzativo: Domenico Bloise
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it
Collaborazione esterna: Francesca Cannataro