Aiello Calabro. Il Consiglio comunale approva i bilanci consuntivo 2009 e previsionale 2010

AIELLO CALABRO – Conti in ordine al Comune di Aiello Calabro. Il Consesso civico, nella seduta del 29 aprile scorso, ha approvato a maggioranza, con l’astensione dell’opposizione, sia il bilancio consuntivo 2009 che quello di previsione 2010.
Il consuntivo, secondo quanto ha riferito il sindaco Iacucci ai consiglieri presenti, non si discosta molto dalla previsione. Seppure “ingessato”, il bilancio dell’ente comunale – che presenta un avanzo di amministrazione di circa 17 mila euro – è ancora in buono stato di salute. Tra le spese di maggiore entità, il personale che si aggira intorno ai 700 mila euro annui; e circa 260 mila euro per mutui vari. Due voci che da sole assorbono il 70% di tutti i costi sostenuti dal comune. Altre spese significative citate dal sindaco sono quelle per il funzionamento degli uffici (30 mila), 20 mila euro per spese legali, 35 mila per il servizio mensa, circa 70 mila per l’illuminazione pubblica, 90 mila per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Stessa impostazione sostanziale per il previsionale 2010.
Passaggio in Assise, anche per il piano triennale delle Opere Pubbliche. Da citare, tra i lavori in corso d’opera e di prossima realizzazione, il completamento di alcune strade comunali, gli interventi sul centro storico di Rione Patricello e su quello di Aiello centro.
Da registrare, tra gli altri argomenti discussi e approvati, la variazione del regolamento sui rifiuti solidi urbani. In pratica, il Consiglio, con voto unanime, ha deliberato una nuova classificazione e relativa tariffa (1,30 € per metro quadro) per gli agriturismi che in precedenza  invece erano omologati agli alberghi. 

L'Arte ed il Lavoro. Un Primo Maggio particolare

“L’arte si è sempre interessata poco del lavoro, della dura fatica quotidiana di quei miliardi di uomini che col sudore hanno contribuito a costruire la storia del mondo, senza che la storia si sia mai ricordata di loro”. 
“Protagonisti dell’Arte e della Storia i lavoratori non lo sono neanche oggi, ma la loro apparizione nell’Olimpo delle Muse non è più impedita dal pregiudizio di classe, sicché l’intuizione artistica può illuminare anche il volgo senza nome”.
L’artista Francesco Magli, di questa “illuminazione”, appena riportata da un testo critico di Alfonso Lorelli, si è sempre fatto artefice nella lunga militanza artistica. Magli ha “illuminato” la sua arte di gente comune, di gente umile, di lavoratori. Il suo “zampognaro” come il “pignataro” ne sono una viva testimonianza.
La foto che correda questo post – e che vogliamo riproporre ai navilettori per celebrare la giornata del Primo Maggio – si riferisce ad una opera in terracotta dell’artista Francesco Magli ubicata a San Pietro in Amantea (Cs). E’ dedicata ad un umile lavoratore. Il lavoratore omaggiato è Michele Veltri “u nanariellu”, “un lavoratore della terra morto tanti anni fa e sconosciuto al di fuori della piccola comunità locale”. Michele Veltri – come leggiamo ancora da Lorelli – “è stato un uomo di giornata, un bracciante agricolo che ha passato la sua intera esistenza insieme ad una zappa e ad una groccia, godendo soltanto di un mursiellu quotidiano e di un bicchiere di vino rosso” che per Magli rappresenta “il simbolo vivente di coloro che, pur naturalmente svantaggiati, lavorano in silenzio, con grande dignità ed umiltà…”.