L'Istituto Comprensivo di Aiello Calabro ha celebrato la giornata dell'Infanzia

Riceviamo e pubblichiamo



AIELLO CALABRO – A vent’anni dalla Convenzione ONU 20 Novembre 1989, che sanciva i diritti dell’Infanzia, le tre scuole dell’Infanzia dell’Istituto comprensivo di Aiello Calabro, hanno festeggiato l’evento presso la palestra della Scuola Secondaria di 1° grado dello stesso.
Sono intervenuti alla manifestazione, la Preside Prof. Caterina Policicchio, gli Assessori Baldini e Lepore del Comune di Aiello Calabro; il Sindaco di Serra D’Aiello Cuglietta, gli assessori Cuglietta ed Orofino di Cleto; Padre Jean Paul e Padre Ernesto; le associazioni che operano sul territorio: Pro Loco di Aiello Calabro, Centro Anziani; Avis; Anspi, Eureka, Clet’Arte; Volontari della Protezione Civile di Serra D’Aiello e il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Aiello Calabro Andrea De Luca.
I bambini delle tre scuole hanno interpretato, con entusiasmo, canti, girotondi, filastrocche e danze, che richiamavano il tema della giornata: i Diritti dei bambini di tutto il mondo.
Hanno sottolineato i valori universali a cui ogni uomo deve tendere: l’amicizia, l’uguaglianza, la pace.
Hanno ribadito che ogni bambino ha una sua identità e dignità, che va tutelata e rispettata.
La manifestazione si è conclusa con il pranzo presso la sala mensa dello stesso istituto, fornito dalla ditta Russo di Aiello Calabro responsabile delle mense.

Calabria radioattiva. Ricominciano i silenzi

di Francesco Cirillo
Mi trovo a difendere un pentito. Forse sto invecchiando, ma la vicenda di Francesco Fonti non mi convince proprio. Non mi convince per tutta una serie di argomentazioni che provengono da una semplice considerazione. Quando un pentito in Italia accusa altri picciotti o cosiddetti pesci piccoli scattano le manette per centinaia di persone, quando questo stesso pentito mette in mezzo politici o segreti di stato cominciano le persecuzioni e sul pentito si lanciano centinaia di accuse che portano necessariamente al non credibilità dello stesso. Ora arrivano anche le perquisizioni. E’ successo a Fonti due giorni fa. Alle 5,30, dice la sua avvocatessa Claudia Conidi , i carabinieri, si sono presentati nel suo domicilio “segreto” in provincia di Mantova  e hanno notificato a Fonti un mandato di perquisizione per associazione a delinquere e truffa aggravata insieme al figlio ed a altre persone. Naturalmente nella “casa protetta” non è stato trovato assolutamente nulla di quanto si cercava . Ma cosa si cercava ? Tutto questo, mi puzza tanto di servizi segreti. Di intimidazioni, di far tornare indietro, sui propri passi questo personaggio che a mio avviso si è anche esposto troppo sulla vicenda delle navi dei veleni. Mi sembra, tutto questo, anche un avvertimento  verso altri possibili nuove testimonianze. Un messaggio in pieno stile mafioso: non parlate di questa vicenda perchè non vi conviene. In definitiva, ai servizi segreti, deviati o non, a membri importanti di questo governo, quello che fa paura non è tanto la scoperta di una nave in quanto tale, ma il loro contenuto. Qui non parliamo di piccoli rifiuti tossici sparsi oramai per tutta la Calabria, ma parliamo di rifiuti nucleari. E parlare di rifiuti nucleari mentre il governo è all’avvio di una nuova stagione nucleare, con dietro interessi miliardari con contratti già stipulati con la Russia e le altre nazioni che producono plutonio,è davvero pericoloso. Potrebbe far venire in mente a molti italiani che un referendum sul nucleare è stato già fatto e che gli italiani hanno detto di no a questo tipo di ingegneria e di produzione di energia considerata in tutto il mondo estremamente dannosa e pericolosa. Immaginiamoci cosa sarebbe successo in tutta Europa se quelle navi fossero state trovate. Sarebbe stato un colpo durissimo, all’industria nucleare,  non solo per l’Italia, ripeto ma per tutta l’Europa. Gli europei si sarebbero finalmente chiesti dove finiscono tutti i rifiuti delle centrali nucleari. Ed avrebbero scoperto che la maggioranza di queste scorie finiscono nelle nostre tavole. Finiscono nel nostro ciclo alimentare, perché criminali, in accordo con pezzi di governo, affidano questo smaltimento illegale a cosche ‘nadranghtiste che le sotterrano in giro per l’Italia o le affondano nel mar mediterraneo. Fonti avrebbe scoperchiato questa enorme pentola e nessun governo europeo avrebbe potuto permetterlo. Ecco perché questa persona non deve essere assolutamente credibile, e deve essere minacciata per far capire ad altri che nel caso che decidessero di parlare non avrebbero vita facile, così come l’hanno altri pentiti di ndrangheta. Ed il silenzio non deve valere solo per i pentiti, ma anche per tutti gli altri che si sono esposti un po’ troppo sulla vicenda delle navi.
La normalizzazione è ora in corso. “Calabria Ora” quotidiano calabrese per esempio, che aveva sparato titoloni  in prima pagina sulle navi a Cetraro e Maratea , ora ospita appelli dell’imprenditoria giovanile calabrese a favore della ripresa economica. Pubblica su due pagine, sicuramente a pagamento, le foto della Mare Oceano e del Row a dimostrazione che tutto è filato liscio e che il nostro mare è pulito al 100 per 100. Dalla provincia che aveva finanziato i pullman per la manifestazione ad Amantea il 24 ottobre scorso, silenzio assoluto, così come dalla regione, a parte l’assessore- guastafeste Silvio Greco che ancora circola per convegni a parlare delle sue perplessità sulla vicenda e asserendo che il caso per lui non è chiuso promettendo novità clamorose per i prossimi mesi.
Dei sindaci non ne parliamo proprio. Anzi ne abbiamo parlato anche abbastanza. Il sindaco di Cetraro si prepara alla campagna elettorale prossima  ed è in piena linea con la Ministro Prestigiacomo. Per lui il caso è chiuso. “Cetraro – ha dichiarato-  ha il mare più pulito della Calabria “, dimenticando le ordinanze della capitaneria di porto che dichiaravano interdetta la pesca per la presenza di metalli pesanti. Che fine abbiano fatto questi metalli pesanti non è dato sapere. Così come non è dato sapere perché le ASL e le ASP si ostinano a non fare una operazione semplicissima dal minimo costo che è quello di analizzare il pesce pescato dai pescatori cetraresi. Che ci vuole ? Si potrebbe fare ogni giorno come un bollettino meteorologico. La gente verrebbe rassicurata davvero con analisi scientifiche e non con chiacchiere da bottega. Per questo la gente non ha affollato le pescherie subito dopo l’annuncio della Prestigiacomo che quelle navi erano battelli della seconda guerra mondiale. Evidentemente non sono stati convincenti. Mentre lo sono stati, convincenti,  verso la categoria dei pescatori che hanno ricevuto contributi per 1 milione e mezzo di euro. E sembra giusto questo risarcimento verso una categoria che vive di questo lavoro e lo fa duramente. Nel contempo alcuni giornalisti hanno lavorato per dividere il movimento ambientalista che ancora invece insiste sulla questione navi dei veleni e sulle aree da bonificare. Per questo lunedì scorso sono stati davanti a tutte le prefetture della Calabria per chiedere ai prefetti un impegno preciso sulle bonifiche da fare, ed ancora non avviate: quali quelle di Praia a  mare nella fabbrica della Marlane, nel cassanese con la ferrite di Zinco, a Crotone  , nella città e nella Pertusola, ad Amantea nella valle dell’Olivo. I prefetti che hanno ricevuto le delegazioni degli ambientalisti ne hanno preso atto e comunicato al governo i dossier che a loro sono stati depositati. Non convinti invece alcuni giornalisti che rimestano nel torbido. Sulla Gazzetta del Sud esce un articolo che dichiara a pieno titolo che i membri del Comitato De Grazia di Amantea si starebbero preparando alle prossime elezioni amministrative.  Calabria  Ora invece , pubblica una mia falsa dichiarazione contro i finanziamenti ai pescatori. Cose mai pensate e d’altra parte né mai scritte dal sottoscritto. Insomma si vorrebbe che questo movimento che sta crescendo e si sta preparando alla prima assemblea regionale a Lametia il prossimo 6 dicembre non abbia titoli di credibilità verso i numerosi cittadini che invece pongono le loro speranze solo nelle loro azioni. I sindaci se non vogliono assistere impotenti alla prossima debacle della stagione estiva devono essere convincenti con i cittadini ed i turisti. Devono dire la verità sulla situazione e puntare invece sulle bonifiche da far fare immediatamente piuttosto che nel negare le cose che sono sotto gli occhi di tutti. Certo sarà un po’ difficile per il sindaco di Praia a Mare, Lomonaco,  indagato anch’egli per il sotterramento dei rifiuti tossici della Marlane, ma per gli altri con un piccolo sforzo potrebbero anche farcela a far uscire un progetto serio per tutto il tirreno casentino; un progetto ambientale di recupero di ciò che resta, invece di insistere su politiche di sviluppo sbagliate, quali i porti, le strade di penetrazione, le aviosuperfici, i super alberghi. Restano i misteri e le perplessità. Quelle per esempio espresse da un esperto fotografo sub di Cosenza, oltre che esperto di relitti e navi  Francesco Sesso. In un intervista resa ad una Tv locale, e non ripresa, guarda caso,  da nessun quotidiano né regionale né nazionale, Sesso, con documenti alla mano rivela che la nave Catania, la famosa nave “ritrovata” davanti al mare di Cetraro, risulterebbe affondata nel 1943 nel golfo di Napoli. Ma guarda un po’. Non vorremmo che adesso gli arrivasse una perquisizione dei carabinieri.
Su Mezzoeuro del 28 nov.2009

Necropoli di Terina. L'intervento di Italia Nostra




Da Italia Nostra – Presidio di Falerna riceviamo e diffondiamo
Ad un mese di distanza dalle notizie diffuse dalla stampa, dalle Tv locali e dai siti internet circa la scoperta della necropoli di Terina in località  Portavecchia di Nocera Terinese (Cz), il presidio di Falerna di Italia Nostra invita le autorità competenti a rompere il velo di riserbo e di silenzio che è caduto sulla scoperta, informando l’opinione pubblica sull’entità dei reperti e sulla loro datazione.
In base alle notizie diffuse, la scoperta consiste nel rinvenimento, in occasione lei lavori per l’ampliamento dell’autostrada, di decine di tombe, regolarmente censite e numerate dal nucleo di vigilanza archeologica che opera all’interno dei cantieri.
Dal momento che in tutta la zona interessata dai lavori i rinvenimenti si susseguono dal 2007, così come sottolineato dai numerosi articoli di stampa apparsi fino ad oggi, il presidio di Italia Nostra chiede di sapere quanti reperti sono stati recuperati, dove sono stati portati questi reperti e qual è l’esatta epoca di riferimento.
La presenza di sepolcreti nell’area di Portavecchia, sulla sinistra idrografica del fiume Savuto, è attestata da diverse fonti letterarie e lo stesso archeologo Paolo Orsi, dopo aver visitato il Piano di Tirena all’inizio del Novecento, parlò dell’esistenza di una “necropoli antica in un punto ancora imprecisato” lungo il fiume Savuto.
Per questo sono importanti i ritrovamenti di Nocera, così come sarebbe altrettanto importante una nuova campagna di scavi sia sul Piano di Tirena che sul territorio circostante, tenuto conto che pure nel territorio di San Mango d’Aquino è venuta alla luce, l’inverno scorso, una tomba romana lungo la strada “Galassia”, un sentiero che ripercorre il percorso della vecchia Via Popilia costruita dai Romani.
Tutta l’area che va da Falerna a Nocera, e dalla valle del Savuto verso l’interno, è ricca di testimonianze storiche e archeologiche che devono essere scoperte, valorizzate e messe a disposizione degli studiosi e della comunità.

Mario Folino Gallo
Portavoce Presidio di Falerna (Cz)
Italia Nostra

Aiello Vs Pro Catanzaro – Non Disputata


AIELLO CALABRO VS PRO CATANZARO – ND
GARA DEL 29.11.09
AIELLO CALABRO – Gara non disputata tra l’Aiello Calabro e il Pro Catanzaro. La causa, secondo quanto si è appreso, è imputabile al guasto del pullman – nei pressi di Lametia Terme – che avrebbe dovuto accompagnare giocatori e dirigenti della squadra ospite al comunale di Macchia per affrontare i padroni di casa.
Atteso il tempo previsto dal regolamento (45 minuti dall’inizio programmato per le 14.30), il direttore di gara, sig. Luca Gatto di Lametia, ha rinviato il match. Ora, sarà il giudice sportivo a decidere se e quando far recuperare la partita, oppure assegnare la vittoria a tavolino ai ragazzi di Canonico.
Il pomeriggio sportivo è proseguito poi con un leggero allenamento e una partitella della compagine casalinga.
Qui di seguito la formazione dell’Aiello.
AIELLO CALABRO: Carino, Guzzo, Massali, Macchione, Medaglia, Pepe, Guercio, Gagliardi, Coccimiglio, Mazzotta, Vetere.
In panchina: Zupo, Bossio, Runco, Caruso, Segreti, Amendola, Sammarco.
All. Canonico