Frana sul parcheggio del Calvario. Alleanza di Progresso interroga il sindaco Perri


AIELLO CALABRO – La frana sul parcheggio pubblico (nella foto), verificatasi la sera del 16 gennaio scorso, e che solo per un caso fortuito non ha provocato una tragedia, è diventata argomento di discussione tra la popolazione. Non poteva non generare un intervento di natura politica che si è tradotto in una interrogazione a risposta scritta che Alleanza di Progresso ha appena rivolto al sindaco Gaspare Perri. 

Nel documento, l’opposizione consiliare chiede di sapere, in buona sostanza, se da parte dell’attuale amministrazione, in questo caso specifico, sia stato fatto tutto il possibile per non mettere a repentaglio la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. La questione, d’altronde, era già stata sollevata un paio di anni fa nella seduta di Consiglio comunale in cui si decise la costruzione del parcheggio. In quell’occasione, ricordano i consiglieri di minoranza, AdP chiese di verificare le condizioni del terreno sul quale sarebbe dovuto sorgere il parcheggio, terreno peraltro ritenuto franoso dagli ex proprietari che si opponevano all’esproprio.

Su queste premesse, AdP imposta la richiesta di chiarimenti al sindaco. In particolare, Michele Bruni e sodali chiedono di sapere: “cosa è stato fatto per verificare l’eventualità di rischi di frane sul terreno dove è poi stato costruito il parcheggio?; è vero che al Comune è stata protocollata una lettera-diffida sulle responsabilità di eventuali frane in località “Calvario”?; con quale fondi verranno effettuati i lavori di consolidamento del costone roccioso che è crollato?; ci sono responsabilità che possono essere addebitate alla Ditta che ha eseguito i lavori?; e nel caso, così come è previsto dalla normativa vigente, cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per rivalersi dei danni subiti sulla Ditta che ha eseguito i lavori?”
Una serie di risposte che anche la cittadinanza attende di conoscere.

Addio a Mino Reitano, "ragazzo" di Calabria

Fonte Il Corriere della Sera online
MILANO — Era il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all’italiana, quello «alla Claudio Villa». Mino Reitano, 64 anni, è morto ieri ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia. Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti. Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944. Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio. Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four. Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me». Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni». Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione. Nel 1971 vinse «Un disco per l’estate» con «Era il tempo delle more».
Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d’oro, tournée). Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni. Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi. Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d’autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico. In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University. Ma lui è un buono, uno che porge l’altra guancia: «Non ce l’ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l’ascolto non scende, anzi… ».
Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto. La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo. Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all’ultimo vuole apparire in tv. Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell’autoironia nel programma di Chiambretti. I funerali del cantante, che lascia la moglie Patrizia e le figlie Grazia Benedetta e Giuseppina Elena, si svolgeranno domani alle 15 nella chiesa di Agrate Brianza.
Mario Luzzatto Fegiz 
28 gennaio 2009

Aiello, il Maiuzzo invade la provinciale. In località Petrone la furia del fiume scava gli argini

La SP 53 inondata dal Maiuzzo



Il video realizzato da Mauro Amendola

AIELLO CALABRO – Le abbondanti e continue piogge degli ultimi giorni hanno causato, come nel resto della regione, frane e smottamenti un po’ su tutte le strade del Comprensorio e in particolare nel comune collinare. 
A destare maggiore preoccupazione nella tarda serata di domenica è stato il torrente Maiuzzo, affluente dell’Olivo, che ha invaso con acqua e fango la carreggiata stradale della “Fondo Valle Olivo”, scavando un grosso fosso nel terreno adiacente. I lavori per limitare i danni – eseguiti dall’Amministrazione provinciale di Cosenza durante i quali ha presenziato il sindaco Perri – sono andati avanti per tutta la nottata e poi ancora nella giornata di ieri. Come è ovvio, al momento la strada che collega Aiello ad Amantea è stata chiusa al traffico con evidenti disagi per gli automobilisti. Per raggiungere la costa, infatti, si deve utilizzare la vecchia statale 108 sino a località Guarno per poi rientrare attraverso una stretta stradina nella Fondo valle Olivo. Non sappiamo fino a quando il tratto interessato resterà chiuso; certo è che per mettere in sicurezza la provinciale si dovranno eliminare gli inadeguati “tombini scatolari” nei pressi degli attraversamenti fluviali e dotare la strada di veri e propri ponti.

Il bollettino delle avversità atmosferiche, tuttavia, registra altri danni anche più a valle, sempre lungo la provinciale, alla confluenza del Maiuzzo con l’Olivo, dove la piena ha spazzato come un fuscello un palo dell’alta tensione, poi ripristinato dall’Enel nella mattinata di ieri.

Una certa apprensione pure in località Petrone, dove il fiume ha mangiato buona parte degli argini, e dove l’Ente Provincia, competente sulla vicina strada, ha dovuto proteggere la sede viaria con dei massi in cemento armato.

Strada Aiello/Cleto chiusa da più di un mese. Un intervento dei giovani Udc

Un masso caduto sulla carreggiata nei pressi di Cleto (foto G. Vecchio)

La frana che ha invaso la strada (foto di G. Vecchio)

AIELLO CALABRO – Da più di un mese la strada provinciale che collega Aiello Calabro con il comune di Cleto è chiusa a causa di una frana. L’interruzione della normale viabilità, come è facile intuire, provoca quotidiani disagi a chi normalmente utilizza la Sp 51. Soprattutto per i residenti nelle frazioni di Bocca Ceraso e Cannavali.
Per sbloccare lo stato di inerzia di chi ha competenza sulla strada, è intervenuto con una nota il locale Movimento giovanile dell’Udc.

“Siamo di fronte ad una situazione vergognosa. Non è concepibile che una arteria di collegamento così importante come la SP 51 – è scritto nel documento – resti chiusa per così tanto tempo a causa di una frana. Perché – si chiedono – non si interviene per metterla in sicurezza e riaprirla alla viabilità? Cosa si aspetta per intervenire? I cittadini sono esasperati e meritano delle risposte da parte delle istituzioni”.

L’appello dei giovani Udc – come si legge nella nota – è rivolto sia all’Amministrazione Provinciale di Cosenza a cui compete la manutenzione di tale strada “perché si prodighi per risolvere questo grave problema”, quanto agli amministratori locali “che per niente si sono interessati alla questione”.

LAPPANO Vs AIELLO CALABRO 3 – 0

LAPPANO: Gualtieri, Urso, Guzzo, Turano, Scalercio, Aquino, Sturino (33′ st Macrì), Garritano, Staine (41′ st Scarcelli), Marano, Zicarelli (31′ st Gagliardi). In panchina: Caputo, Staine, Scarpelli.

Allenatore: Lucia

 

AIELLO CALABRO: Amantea, Rizzo N., Amato, Mazzuca, Massali, Mariani, Guzzo, Caccamo, Perri, Mendicino, Pascuzzi.

In panchina: Porco, Rossi, Bossio, Pati.

Allenatore: Rizzo

 

ARBITRO: Ditto di Reggio Calabria

MARCATORI: 28′ pt Marano (rig), 3′ st e 17’st Aquino

 

Fonte Il Quotidiano della Calabria di lunedì 26 gennaio ’09, pag. 49 (di Marco Iusi)

 

LAPPANO – Grande ritorno alla vittoria per il Lappano che risale la china e può tornare a sorridere guardando a testa alta il prosieguo del campionato, che vista la classifica non è affatto compromesso.

Da segnalare nelle fila dei padroni di casa il ritorno di Gualtieri a difendere la porta. La pioggia scrosciante non ha risparmiato in questi giorni nemmeno Lappano, ma per fortuna il campo regge e la partita può cominciare anche se i calciatori hanno vita dura.

La partita si mette in discesa per i ragazzi di Mister Lucia quando Marano a metà primo tempo si conquista un rigore e lo trasforma alla grande.

Poi comincia lo show di Aquino: raddoppio sulla respinta di Amantea e poi personale doppietta con un bolide dai 40 metri che trafigge l’estremo difensore avversario. All’Aiello rimangono le briciole di una partita dominata dal Lappano che stavolta ha finalmente trovato il cinismo per chiudere i conti e conquistare i 3 punti e non solo per raccogliere complimenti sul buon gioco.

Il prossimo turno vedrà il Lappano impegnato in casa della Presila Vallecupo, mentre l’Aiello tenterà il pronto riscatto in casa contro la temibile formazione della Silana.