Al Padre Dante negletto e abbandonato

Da Franco Pedatella riceviamo e postiamo questa poesia sul Sommo Poeta Alighieri

È questo un giorno veramente bello
a te, Dante Alighieri, dedicato,
di nostra lingua padre e gran profeta
d’Italia indipendente e liberata.

Ricorda l’avventura di tua vita,
l’esilio con coraggio sopportato,
il viaggio tuo mirabile narrato
sull’ ali di potente fantasia,

che ti portò dai fondi del peccato,
traverso la visione dell’orrore,
al clima dolce e mite dell’attesa
e infine alla visione dei Beati.

L’itala gente or finge festeggiarti
pei settecento anni di tua morte,
dopo che lingua e patria le hai donato
e guida fosti al suo Risorgimento,

ma ogni dí calpesta quella lingua,
onde con altri maestro e costruttore
fosti, e l’altezza di essere italiana,
maestra del parlar limpido e piano.

Nel suo parlare spiccio e quotidiano
e anche quando scrive o detta leggi,
guasta il tuo dir con sibili stranieri,
che non son chiari e brevi a chi li ascolta,

e s’erge al ruolo d’intellettuale,
dal podio o scranno o pulpito parlando,
dandosi un tono che non le appartiene
e distorcendo il dir di chi con studio,

nei tempi odierni e in secoli dorati,
prodotto ha libri ed opere immortali
che l’oro son del popolo italiano
da consegnare ai secoli futuri.

Pochi vi son che amano e difendono
la lingua tua da termini scorretti,
ma son poco ascoltati ed apprezzati,
anzi dai tanti urlanti disprezzati.

Da sempre il dir dei popoli è arricchito
dal dir e far di genti piú evolute,
al mo’ che i Greci fêr col dir degli Asii
e come Roma fe’ coi padri Greci.

E’ vero che la lingua letteraria
si fa piú viva col bel dir comune;
cosí s’evolve e diventa specchio
dell’anima e del cogito costanti

di chi opra o scrive o scolpisce o pinge,
sí come fu che dal parlar volgare
nacque la lingua illustre del Trecento;
ma ogni novità pe ‘l vaglio passa

di menti illuminate e viene assunta
cosí nella scrittura nazionale
e simbolo diventa e patrimonio
di un popolo e segno del pensare.

Invece questa italica plebaglia
irriverente abbrutisce e storpia
il parlar tuo studiato e levigato
che tutti al mondo amano ossequenti.

Perciò per Padre Dante riverenza
e amor ti torni, o Italia, e d’ ello esempio!
Cessi il tuo quotidiano scimmiottare
del rozzo dir di chi farfuglia e azzoppa!

Allór di festeggiare sarai degna
Dante Alighieri padre e creatore,
fattore del dir tuo sonante e chiaro,
maestro e dei tuoi fati vate e attore.

Aiello Calabro, 25 marzo 2021
Franco Pedatella

Aiello in uno scatto del primo dicembre 2019

Online la Rivista di Storia del 900 (1-2021)

Online il primo numero del 2021 della Rivista calabrese di storia del ”900, diretta da Vittorio Cappelli. (Fonte sito ICSAIC)

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